martedì, 05 maggio 2026 alle 14:00: la prospettiva dell’introduzione della GEN4 in Formula E funge da detonatore per un vero e proprio rimescolamento nello schieramento. Oltre alle novità tecniche, a muoversi sono i sedili più ambiti: la fine di alcune collaborazioni storiche e la nascita di nuovi progetti costringeranno team e piloti a ridefinire strategie e alleanze. In questo quadro, contratti, opzioni e relazioni con i costruttori diventano fattori chiave per capire quale sarà la composizione della griglia nella stagione a venire.
La spinta verso una vettura radicalmente diversa si traduce in tensioni e opportunità sul mercato piloti e sul fronte dei fornitori di powertrain. La transizione tecnologica non è solo questione di ingegneria: cambia la domanda di esperienza, la gestione dei piloti e la capacità dei team di attrarre risorse. Le mosse di alcuni protagonisti storici hanno già attivato un valzer di nomi e candidature che potrebbe rimodellare il volto della serie, con effetti a catena su squadre minori e su piloti in cerca di conferma o rilancio.
I movimenti principali tra i piloti
Uno degli scossoni più rilevanti riguarda l’addio annunciato di Mitch Evans a Jaguar, decisione resa pubblica alla vigilia dell’appuntamento di Berlino e presentata come una separazione consensuale. Questo distacco libera un sedile di grande appeal, che sembra avere già un pretendente interno: Stoffel Vandoorne, ufficializzato come pilota di riserva lo scorso ottobre, dispone infatti di un’opzione contrattuale che gli permetterebbe di passare a titolare. Il ritorno in griglia di Vandoorne, dopo un periodo lontano dalle gare, rappresenterebbe una soluzione pragmatica per Jaguar e un esempio di come le gerarchie interne possano cambiare rapidamente.
Jaguar, Evans e la possibile strada verso Opel
Per Mitch Evans si profilano nuove strade: la pista più concreta è uno spostamento verso Opel, team che porterà avanti il progetto Stellantis in pianta ufficiale. Accanto a Evans, nella rosa dei possibili compagni di squadra c’è Theo Pourchaire, giovane proveniente dal mondo delle monoposto e già coinvolto in test per la serie elettrica; il francese, campione di F2 nel 2026, è seguito dal gruppo Stellantis e ha accumulato chilometri utili per l’adattamento alla Formula E. Si tratterebbe di una coppia che unisce esperienza e talento emergente in vista della rivoluzione tecnica.
Lola: il dopo Di Grassi e il mix tra esperienza e giovani
Altro banco di prova è la sella lasciata libera da Lucas di Grassi in Lola Yamaha, a seguito dell’annuncio del suo ritiro a fine stagione. La squadra dovrà scegliere tra profili diversi: Richard Verschoor, che ha testato la vettura ai Rookie Test di Jarama, è uno dei candidati; insieme a lui circolano i nomi di Victor Martins e di Robert Shwartzman, pilota che guarda alla Formula E dopo le complicazioni del programma IndyCar con Prema. Lola, però, punta anche sulla continuità tecnica confermando Zane Maloney per il terzo anno e affidandogli compiti di sviluppo della GEN4.
La partita dei costruttori e le fornitura di powertrain
La presenza ufficiale di Opel porta il gruppo Stellantis a schierare più di un marchio nella serie, insieme a Citroen Racing, con conseguenze sul fronte dei partner tecnici. L’uscita di scena di DS lascia scoperti team come Penske, che finora aveva collaborato con il costruttore francese: la struttura americana è ora alla ricerca di un nuovo fornitore e ha sondato diverse opzioni. Nel contempo anche Andretti è in cerca di una nuova powertrain, il che aggiunge ulteriore pressione alla negoziazione tra costruttori e squadre indipendenti.
Quali marchi possono crescere e chi resiste
Non tutte le Case sono disponibili ad ampliare il parco motori: Jaguar non sembra intenzionata ad aumentare il numero di unità fornite rispetto alle sue vetture ufficiali e al supporto a Envision Racing, mentre Porsche ha già una presenza massiccia con quattro monoposto ufficiali più gli impegni con CUPRA Kiro. Per questo motivo, i nomi più accreditati per rifornire Penske e Andretti restano Nissan, Mahindra e Yamaha, tre realtà che potrebbero decidere di ampliare la loro offerta sul campo senza però consentire a tutte le squadre rimaste scoperte di trovare immediatamente una soluzione.
Impatto sui piloti senza motore e prospettive
Le conseguenze immediate coinvolgono nomi come Gunther e Barnard, rimasti senza motore dopo il divorzio con DS, oltre a piloti di rilievo come Dennis, che ha rinnovato con Andretti a febbraio con un contratto pluriennale, e Drugovich, il cui futuro dipenderà dall’esito delle trattative tra team e fornitori. Si annunciano mesi caldi: la transizione verso la GEN4 promette di alzare l’asticella competitiva e organizzativa della serie, e il mercato piloti ne sarà il termometro più immediato.

