Negli ultimi mesi il prezzo della benzina e del diesel ha subito un balzo inarrestabile, alimentato dalle tensioni geopolitiche internazionali. L’impennata dei prezzi ha messo a dura prova la sostenibilità economica del trasporto pubblico non di linea, in particolare i servizi di taxi e di Noleggio con Conducente (NCC) che operano con veicoli a motore termico.
Un’alleanza inattesa tra taxi e NCC per chiedere sgravi
Storicamente le due categorie si sono trovate su posizioni opposte riguardo alle riforme del settore, ma la pressione dei costi li ha spinte a presentarsi con un fronte comune. Un documento firmato da associazioni che rappresentano l’80% degli operatori nazionali – tra cui Federazione MuoverSì, Anitrav, Comitato Air, Sistema Trasporti, Asincc, FIA NCC, Unione Radiotaxi d’Italia (URI), Consorzio itTaxi e Unicoop – è stato inviato alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai ministri dell’Economia e delle Infrastrutture. La lettera esprime l’urgenza di un intervento governativo capace di tamponare le spese operative ormai insostenibili.
Le richieste concrete: carburante esente da accise e credito d’imposta
Il primo nodo è la richiesta di carburante sgravato dalle accise. In diversi Paesi europei, così come in Italia per l’autotrasporto merci e il settore agricolo, il beneficio fiscale è stato esteso per ridurre il peso dei costi di carburante. Applicare lo stesso meccanismo a taxi e NCC permetterebbe di attenuare le spese di gestione e, di riflesso, di contenere eventuali rialzi delle tariffe per i passeggeri.
Il secondo intervento richiesto è l’introduzione di un credito d’imposta straordinario. L’obiettivo è compensare l’aumento dei listini carburanti registrato tra la fine di – quando è scoppiata la tensione USA-Iran – e ottobre 2026. Il credito dovrebbe essere calcolato facendo riferimento ai costi operativi sostenuti nel secondo mese dell’anno, in modo da fornire un ristoro fiscale proporzionale all’incremento osservato.
Pressioni sugli enti locali: corsa maggiorata e problemi di traffico
L’attore locale più citato è il Consorzio itTaxi, rappresentato dal presidente Lorenzo Bittarelli, che sottolinea come il carburante costituisca una delle voci di spesa più gravose per chi lavora con l’automobile. Per far fronte alla fase critica, le associazioni propongono l’introduzione temporanea di un piccolo supplemento tariffario per corsa da valutare a livello comunale.
Parallelamente, gli operatori denunciano che il congestionamento viario e la carenza di corsie preferenziali prolungano i tempi di percorrenza, riducono il numero complessivo di tratte effettuate e aumentano il costo finale per il cliente. Questi fattori aggravano ulteriormente la pressione finanziaria su taxi e NCC.
Minaccia di sciopero generale se non ci sono risposte
Di fronte all’assenza di misure concrete, il comparto del trasporto non di linea con veicoli termici ha avvertito la disponibilità a compattarsi ulteriormente, arrivando a proclamare la possibilità di uno sciopero generale e al blocco dei servizi. Tale avvertimento si inserisce in un contesto più ampio, dove categorie produttive, famiglie e altri trasportatori rivolgono al Governo richieste di aiuti economici urgenti, tagli alle accise, proroghe sui crediti d’imposta e moratorie volte a fronteggiare il caro vita, l’inflazione e il prezzo alle stelle dei carburanti.
La sfida per le istituzioni sarà trovare un equilibrio tra le esigenze di un settore che rappresenta un’importante rete di mobilità urbana e le limitazioni di bilancio. Rimanere in attesa di una risposta rischia, per gli operatori, di tradursi in una riduzione della capillarità del servizio, con ripercussioni sulla quotidianità dei cittadini di Milano.
