Nel periodo in cui le case automobilistiche condividevano risorse ma proteggevano i propri confini competitivi, Porsche riuscì a trasformare un progetto di prova per le corse di resistenza in una delle più ambite supercar della storia. Il cuore pulsante di quella che sarebbe diventata la Carrera GT è un V10 aspirato di alluminio che, inizialmente, doveva alimentare una vettura da endurance per Porsche Motorsport.
Il motore da 5,5/5,7 litri: un’eredità da Le Mans
Il propulsore, concepito per le lunghe gare di Le Mans, fu scalato da 5,5 a 5,7 litri, raggiungendo 612 CV. I cilindri sono rivestiti con Nikasil i pistoni sono forgiati e le bielle in titanio, mentre la distribuzione Variocam garantisce un regime di rotazione elevato e una risposta pronta. Posizionato centralmente, il V10 scorre libero su un cambio manuale a sei rapporti con frizione in ceramica, offrendo un’esperienza di guida puramente analogica.
Carbonio, sospensioni da corsa e freni carboceramici
La Carrera GT fu una delle prime auto di serie ad adottare una struttura portante interamente in fibra di carbonio realizzata dall’italiana ATR. La monoscocca e il sottotelaio, entrambi in composito, conferiscono rigidità estrema e leggerezza, mentre le sospensioni a doppio triangolo a push-rod con ammortizzatori interni garantiscono una dinamica da pista. Il design prevede un tetto removibile in carbonio e un fondo piatto in composito accoppiato a un diffusore posteriore per migliorare la deportanza a velocità elevate. I freni sono carboceramici PCCB e i cerchi monodado di magnesio misurano 19 pollici davanti e 20 dietro.
Il segreto di Michael Schumacher
Essere pilota Ferrari comportava un vincolo contrattuale che vietava l’uso di veicoli esterni al Gruppo Fiat. Michael Schumacher attratto dalla Carrera GT decise di agire tramite il suo manager Willi Weber soprannominato “Mister 20 Prozent”. Weber acquistò l’auto a nome della sua società, permettendo a Schumacher di godere della supercar quasi in esclusiva senza infrangere il patto con la Ferrari.
Personalizzazione e riconoscibilità
L’esemplare di Schumacher è rosso nero: carrozzeria nera opaca, interni in pelle nera e cerchi di magnesio verniciati di nero con bordi rossi. Le pinze freno rosse completano l’aspetto aggressivo. Un dettaglio distintivo è l’adesivo rosso “MS” con silhouette di una Formula 1 posizionato sopra il logo modello sul retro, mentre il manuale d’uso riporta il casco da gara del campione, confermando l’autenticità dell’auto.
Produzione limitata e valore collezionistico
Solo 1.270 unità della Carrera GT furono costruite, rendendola una vera rarità. I prezzi alle aste oscillano tra i 2 e i 3 milioni di euro, con un picco di 6,7 milioni di dollari raggiunto da una delle 19 copie verniciate su campione (“Paint to Sample”). Possedere una Carrera GT significa custodire una macchina con prestazioni ancora notevoli (330 km/h di velocità massima, meno di 4 secondi 0-100 km/h), ma una dotata della storia di Schumacher aggiunge un valore emotivo e storico ineguagliabile.
