Il prossimo anno segna l’inizio della nuova era della MotoGP con una radicale revisione tecnica e una scaletta di gare che tocca cinque continenti. Dopo tre stagioni consecutive con motori da mille centimetri cubici, la FIM ha deciso di ridurre la cilindrata a 850 cc una mossa volta a rendere le moto più maneggevoli e a favorire i duelli stretto a stretto. Parallelamente, il contratto con Pirelli rende il produttore italiano l’unico fornitore di pneumatici, eliminando l’era Michelin e obbligando tutti i team a ricominciare da zero l’analisi dei composti.
Regolamento tecnico: meno potenza, più spettacolo
Oltre alla diminuzione di cilindrata, le nuove disposizioni limitano le appendici aerodinamiche, con l’obiettivo di aumentare il drift visivo e rendere le sorpassate più emozionanti. Gli aiuti elettronici saranno anch’essi più contenuti, riducendo le interferenze artificiali e permettendo ai piloti di esprimere meglio le proprie capacità di guida.
Calendario 2027: due novità e 22 tappe in tutto il mondo
Il calendario ufficiale prevede 22 Gran Premi, dal 7 marzo al 28 novembre. Rimangono intatti l’apertura in Thailandia (Buriram) e la conclusione a Valencia, ma si aggiungono due appuntamenti distinti: il ritorno in Argentina con gara a Buenos Aires, e il debutto del circuito cittadino di Adelaide in Australia, che sostituisce la storica Phillip Island. Di seguito le date e i circuiti confermati:
- 7-9 marzo – GP Thailandia, Buriram
- 12-14 marzo – GP Qatar, Lusail
- 2-4 aprile – GP Brasile, Goiania
- 9-11 aprile – GP Argentina, Buenos Aires (soggetto a omologazione)
- 23-25 aprile – GP USA, Austin
- 7-9 maggio – GP Spagna, Jerez
- 14-16 maggio – GP Francia, Le Mans
- 28-30 maggio – GP Italia, Mugello
- 11-13 giugno – GP Catalogna, Barcellona
- 25-27 giugno – GP Olanda, Assen
- 9-11 luglio – GP Germania, Sachsenring
- 16-18 luglio – GP Repubblica Ceca, Brno
- 13-15 agosto – GP Gran Bretagna, Silverstone
- 27-29 agosto – GP Austria, Spielberg
- 10-12 settembre – GP San Marino, Misano
- 17-19 settembre – GP Aragon, MotorLand
- 1-3 ottobre – GP Portogallo, Portimão
- 15-17 ottobre – GP Giappone, Motegi
- 22-24 ottobre – GP Malesia, Sepang
- 29-31 ottobre – GP Indonesia, Mandalika
- 12-14 novembre – GP Australia, Adelaide (soggetto a omologazione)
- 26-28 novembre – GP Valencia, Cheste
Lanciata sulla spiaggia di Botafogo a Rio de Janeiro il 21 febbraio, la presentazione ufficiale ha enfatizzato la volontà di rendere la stagione più globale e accessibile, con gare in quattro continenti diversi dal Nord America all’Asia.
Griglia piloti: le formazioni più discusse
Il cambio di fornitura gomme e il nuovo regime tecnico hanno influito anche sulla composizione delle scuderie. La Ducati conferma Marc Marquez e porta in prima linea Pedro Acosta arrivato dalla KTM. La KTM, invece, schiera una coppia inedita composta da Alex Marquez e Fabio Di Giannantonio. Aprilia mette insieme Marco Bezzecchi e il due-volte campione Francesco Bagnaia quest’ultimo ora al volante di una Ducati-Aprilia dopo l’addio a Borgo Panigale.
Yamaha sostituisce Fabio Quartararo con Jorge Martin affiancato da Ai Ogura. Honda, invece, punta su Quartararo come leader del progetto HRC, con Johann Zarco confermato nel team satellite LCR. Tra i team indipendenti, Gresini mantiene Joan Mir e fa debuttare Daniel Holgado il VR46 di Valentino Rossi schiera Fermin Aldeguer e tiene aperta la lotta per il secondo posto tra Nicolò Bulega e Celestino Vietti. Pramac (Yamaha) accoglie Toprak Razgatlioglu e il rookie Izan Guevara mentre KTM Tech3 porta Luca Marini. Infine, Aprilia Trackhouse mantiene Raúl Fernández e aggiunge Enea Bastianini.
Test invernali e primo gran premio
Il pre-campionato, solitamente di scarso peso, acquisisce ora una valenza cruciale. Il primo contatto con le 850 cc e le nuove Pirelli avverrà a Valencia il 1 dicembre 2026, seguito da una sessione di shakedown a Sepang (29-30 gennaio) e da test ufficiali sullo stesso tracciato (31 gennaio-1 febbraio). L’ultima prova sarà a Buriram (6-7 febbraio). Il ridotto calendario di test, di soli due giorni per sede, costringerà i team a ottimizzare rapidamente le impostazioni, rendendo la prima gara in Thailandia (5-7 marzo) una vera prova di adattamento.
Con un quadro tecnico e sportivo così diverso dal passato, gli esperti concordano che chi riuscirà a dominare la cura delle gomme e a sfruttare la nuova aerodinamica avrà un vantaggio decisivo. Anche i rookie, provenienti da categorie dove le Pirelli sono già consolidate (Moto2, Superbike), potrebbero approfittare di un salto di qualità nella fase di acclimatazione.
