Alcol alla guida in Europa: consumi, limiti legali e impatto sulla sicurezza stradale

Un'analisi approfondita dei consumi di alcol, delle leggi sulla guida in stato di ebbrezza e dei comportamenti dei conducenti in Europa rivela differenze significative tra i Paesi

La guida in stato di ebbrezza rappresenta una delle principali cause di incidenti stradali in Europa. Nonostante i progressi negli ultimi anni, il problema persiste in modo significativo in determinati contesti e periodi dell’anno. Un recente studio ha esaminato i dati relativi al consumo di alcol, alle leggi sulla guida e ai comportamenti dei conducenti in vari Paesi europei, evidenziando differenze e similitudini.

Il consumo di alcol varia notevolmente tra i Paesi europei. Secondo i dati dell’OCSE, la Romania è in testa con 12,3 litri di alcol puro pro capite all’anno, seguita dal Portogallo con 11,9 litri e dalla Lettonia con 11,7 litri. Al contrario, la Norvegia registra il consumo più basso con 6,4 litri. Questi dati includono solo l’alcol venduto legalmente e non tengono conto di quello prodotto in casa o non registrato.

Le leggi sulla guida in stato di ebbrezza in Europa

Le leggi sulla guida in stato di ebbrezza differiscono significativamente tra i Paesi europei. Alcuni Stati applicano una tolleranza zero come la Repubblica Ceca, l’Ungheria, la Romania e la Slovacchia, dove il limite di tasso alcolemico nel sangue (BAC) è di 0,0 g/l. Altri Paesi, come l’Estonia, la Polonia, la Svezia e la Norvegia, hanno un limite di 0,2 g/l, quasi equivalente a zero. La maggior parte dell’UE, tra cui Germania, Francia, Spagna, Italia, Austria, Belgio e Paesi Bassi, applica il limite standard di 0,5 g/l. Il Regno Unito ha la soglia più permissiva con 0,8 g/l.

Interessante notare che la cultura del bere di un Paese non sempre corrisponde alla severità delle sue leggi. Ad esempio, la Romania, che ha il consumo di alcol più alto d’Europa, ha anche la legge più severa con un limite BAC di zero. Al contrario, il Regno Unito, con un consumo medio, ha il limite più permissivo. La Commissione europea riporta che un conducente con 0,8 g/l ha un rischio di incidente tre volte superiore rispetto a un conducente sobrio, e a 1,5 g/l il rischio sale a 22 volte.

Comportamenti dei conducenti e atteggiamenti culturali

L’indagine europea ESRA3 ha rivelato che il comportamento dei conducenti varia notevolmente tra i Paesi. In Lussemburgo, quasi un quarto dei conducenti ammette di aver guidato oltre il limite legale negli ultimi 30 giorni, seguito dal Belgio con il 19,0% e dalla Spagna con il 17,2%. Al contrario, la Polonia, la Lettonia, la Finlandia, la Repubblica Ceca e la Svezia sono tra i Paesi più disciplinati, con tassi inferiori all’8%. Questi dati autodichiarati riflettono non solo i comportamenti effettivi, ma anche la cultura della tolleranza verso la guida in stato di ebbrezza.

Gli atteggiamenti permissivi sono un forte predittore di comportamenti permissivi. L’indagine ESRA3 ha anche chiesto ai conducenti se ritenessero accettabile guidare per brevi tratti dopo aver bevuto. I Paesi in cui più persone hanno risposto affermativamente, come la Grecia, il Lussemburgo e l’Italia, sono anche quelli con tassi di guida oltre il limite piuttosto elevati. Al contrario, i Paesi in cui meno persone hanno risposto affermativamente, come la Polonia, la Finlandia e la Germania, registrano tassi più bassi del comportamento effettivo.

Profilo dei conducenti a rischio

I conducenti più inclini a superare il limite non sono distribuiti uniformemente nella popolazione. Gli uomini dichiarano una recente guida in stato di ebbrezza nel 14,6% dei casi, contro l’8,2% delle donne. I dati delle forze dell’ordine in Belgio, Regno Unito e Germania confermano questo squilibrio, con una percentuale di conducenti maschi coinvolti in episodi di guida in stato di ebbrezza che varia tra l’80% e l’86%. Anche l’età gioca un ruolo cruciale: più il conducente è giovane, più è probabile che dichiari di guidare sotto l’influenza dell’alcol.

L’impatto concreto di questi conducenti sul bilancio dei morti sulle strade è sostanziale. In Francia, l’alcol è stato coinvolto in circa il 30% degli incidenti mortali nel 2026, per un totale di 684 decessi. La Spagna ha riportato una percentuale simile, mentre in Austria il 9,4% dei decessi stradali è stato attribuito al consumo di alcol. Questi numeri nascondono una concentrazione di incidenti in determinati giorni, come festività nazionali o religiose, quando tradizione, festa e atteggiamenti permissivi si scontrano sulla strada.

In Germania, la Festa del Papà, celebrata il giorno dell’Ascensione, è il giorno più pericoloso dell’anno per la guida in stato di ebbrezza. I dati federali mostrano che gli incidenti stradali correlati all’alcol in questo giorno sono più del triplo rispetto a un giorno medio. Anche in altri Paesi, come la Francia e il Belgio, le festività nazionali e religiose registrano picchi significativi di incidenti legati all’alcol.

Tra il 2011 e il 2026, i decessi stradali correlati all’alcol sono calati nettamente nella maggior parte d’Europa. La Romania ha registrato una riduzione del 71%, seguita dalla Croazia con il 66% e dal Belgio con il 64%. Anche la Germania ha visto una diminuzione del 58%. Questi progressi sono il risultato di politiche mirate specificamente alla guida in stato di ebbrezza, che hanno prodotto risultati concreti indipendentemente dai miglioramenti generali della sicurezza stradale.

Scritto da Ilaria Mauri