Brevetto Tesla per Megapod: un pacchetto hardware per centri di calcolo IA

Tesla ha chiesto la registrazione del marchio Megapod negli Stati Uniti per un prodotto descritto come un sistema completo per il calcolo dell'intelligenza artificiale, tra hardware modulare, raffreddamento e software di gestione.

Nei documenti depositati al Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti compare la domanda di registrazione del marchio Megapod collegata a un insieme di prodotti che Tesla non ha ancora commercializzato. La registrazione è stata presentata come una domanda di “intenzione d’uso”, il che indica che il nome è riservato per un futuro articolo vendibile. La descrizione allegata è insolita per una semplice registrazione di marchio perché elenca componenti e funzionalità dettagliate di un sistema destinato ai centri di calcolo per l’intelligenza artificiale.

Il testo della pratica menziona un pacchetto che include server, componenti per l’elaborazione dei dati IA, apparecchiature di rete, unità di distribuzione dell’alimentazione e sistemi di raffreddamento, con particolare enfasi su soluzioni modulari e su piattaforme vendute come unità integrate. Questa formulazione porta a interpretare il Megapod come un’offerta completa per chi costruisce o gestisce infrastrutture per addestramento e inferenza dell’IA.

Struttura e ambito tecnico dichiarati nel brevetto

Secondo la documentazione, il presunto Megapod comprende sia sistemi hardware modulari per data center sia dispositivi autonomi per carichi di lavoro IA: si parla di un unico alloggiamento che integra elaborazione, distribuzione dell’alimentazione e raffreddamento, oltre a software scaricabile per il monitoraggio e l’ottimizzazione. Questo approccio punta a offrire un prodotto “chiavi in mano” piuttosto che singoli componenti, caratteristica che lo renderebbe interessante per operatori che cercano consolidamento e facilità d’installazione.

Nel deposito si nota un dettaglio pratico: la descrizione non si limita a termini generici ma elenca esplicitamente le categorie di apparecchiature coinvolte, segnalando un intento di entrare nel segmento dei rack e delle piattaforme modulate per il calcolo intensivo. Tale specificità rende la domanda più vicina a un progetto commerciale concreto che a una semplice protezione del nome.

Posizionamento sul mercato e concorrenti già consolidati

Il mercato dei sistemi modulati per l’AI è oggi dominato da architetture come la GB200 NVL72 di Nvidia un design a rack raffreddato a liquido che integra 72 GPU e 36 CPU e viene percepito come riferimento per il calcolo modulare. Sulla stessa piattaforma si basano offerte di grandi fornitori: Dell propone il PowerEdge XE9712 e Supermicro commercializza soluzioni analoghe come il GB200 NVL72 SuperCluster. Inserirsi in questo segmento significa confrontarsi con aziende che producono sistemi ottimizzati attorno alle GPU che alimentano la maggior parte dei data center IA.

Conflitto di denominazione con Submer

Un dettaglio operativo riguarda il nome: l’azienda Submer già vende un prodotto chiamato “MegaPod”, un modulo prefabbricato di 12 metri raffreddato a immersione con potenza nominale fino a 800 kW. Sebbene la domanda di Tesla copra una categoria diversa (hardware per computer), l’esistenza del marchio MEGAPOD in ambito correlato potrebbe generare contenziosi o almeno discussioni sulla distintività del nome nel settore dei data center.

Tesla tra cliente di chip e progetti interni di AI

Attualmente Tesla non è nota come fornitore su larga scala di sistemi di calcolo: l’azienda è piuttosto una grande cliente. Il cluster di addestramento denominato Cortex situato in Texas, si appoggia a circa 67.000 equivalenti GPU H100, a indicare che Tesla acquista massicciamente potenza di calcolo da terzi per i suoi progetti di intelligenza artificiale. Questo posizionamento rende più complessa la transizione verso la vendita di hardware competitivo per data center.

Sul fronte dei progetti interni, Tesla ha cancellato il supercomputer Dojo nell’agosto del 2026 con conseguente riorientamento verso i chip AI5 e AI6. Tuttavia, AI5 ha accumulato ritardi e AI6 ha visto la produzione di massa posticipata a causa delle difficoltà con la linea produttiva a 2 nm di Samsung, spostando la disponibilità verso la fine del 2027. Questi elementi evidenziano come lo sviluppo di silicio e sistemi proprietari abbia avuto ostacoli significativi.

Il ruolo energetico e l’esempio di xAI

Il vero punto di forza commerciale di Tesla nel rapporto con i data center resta però l’energia: prodotti come Megapack e il nuovo Megablock vengono venduti come sistemi di accumulo per l’alimentazione delle strutture di calcolo. Un esempio concreto è l’acquisto da parte di xAI avvenuto per circa 1 miliardo di dollari di Megapack per supportare le proprie sessioni di addestramento, a sottolineare che la divisione energia è già integrata nel mercato dei data center IA.

Al momento la domanda di registrazione del marchio Megapod chiarisce l’interesse di Tesla verso l’offerta di soluzioni complete per l’IA, ma restano molte incognite: dalla compatibilità con gli ecosistemi esistenti alla concorrenza di sistemi come la GB200 NVL72, fino a possibili contestazioni sul nome rispetto a prodotti come il MegaPod di Submer. Resta da vedere se Tesla evolverà questa istanza in un prodotto effettivo o se si tratterà di un passo preliminare allineato ad altre strategie aziendali.

Scritto da Francesca Lombardi