Come dare un seconda vita alle batterie elettriche

Come dare un seconda vita alle batterie elettriche: cosa succede quando si esaurisce e cosa ci aspetta in futuro

Il mondo dell’auto viaggia spedito sempre più verso l’elettrificazione. Ma col passare del tempo con maggiore insistenza ci si domanda anche che fine facciano le batterie esaurite dei veicoli elettrici e se è possibile riutilizzarle in qualche modo. Difficile, ad oggi, dare una risposta totalmente completa al quesito ma si può sicuramente parlare di quale sia la situazione attuale e soprattutto esiste un modo per dare una seconda vita alle batterie elettriche.

Seconda vita batterie elettriche: il problema

Con la crescita esponenziale avvenuta negli ultimi anni delle vetture elettriche si è soliti pensare solo agli aspetti positivi di tale ramo automobilistico, ovvero alla salvaguardia dell’ambiente e le zero emissioni. Allo stesso tempo, in tanti si stanno ora interrogando sugli effetti che avrà poi quella stessa batteria una volta terminato il suo ciclo di vita. In tale ottica, molti esperti del settore hanno fatto capire che i benefici ecologici generati da essa “quando funzionava”, possono essere in un certo senso “ribaltati”.

Si teme, infatti, che gli accumulatori al litio delle auto alla spina possano diventare una seria minaccia per l’ambiente, poiché contengono alcune materie prime potenzialmente inquinanti e difficili da smaltire. Ecco perché il tema della seconda vita delle batterie elettriche sta diventando sempre più d’attualità.

Seconda vita batterie elettriche: cosa succede

Le soluzioni per lo smaltimento delle batterie elettriche puntano su riutilizzo e riciclo, anche se molto spesso non è così facile.

Sebbene le nuove direttive sui rifiuti rendano il riciclo una priorità in tema di sostenibilità e spesso dietro a questa politica esiste alla base una forte componente economica, le case automobilistiche si devono scontrare con la realtà.

Infatti, anche se le batterie contengono costosi materiali rari come litio, nichel e cobalto, il loro recupero è spesso molto difficile anche perché le batterie non sono certo state progettate con lo scopo di essere poi scomposte.

In tal senso, quindi, per poter recuperare tali materiali, sarà necessario tanto tempo e tante risorse.

Inoltre, come spiegato alla rivista Science da Dana Thompson, ricercatrice presso la Faraday Institution, un centro di ricerca nel Regno Unito, ogni batteria è diversa da un’altra e questo rende molto complicato creare sistemi standardizzati di riciclaggio efficienti.

Seconda vita batterie elettriche: sguardo al futuro

Quello che sappiamo attualmente sul come dare una seconda vita alle batterie elettriche è dunque in “fase di studio”. Il nuovo regolamento Ue sulle batterie, allo studio di Bruxelles, prevede due strade diverse con traguardi crescenti per il recupero di materiali. Una via per quanto riguarda la batteria nella sua interezza, in termini di peso e un secondo percorso che fa riferimento alle percentuali di recupero dei singoli metalli.

In Italia, dalle informazioni raccolte, si arriverà a dover smaltire 100.000 tonnellate annue di batterie se sarà rispettato il traguardo dei 5 milioni di auto elettriche nel 2030, fissato dal Piano nazionale su energia e clima.

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Scritto da Andrea Medda
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