Il mercato automobilistico italiano continua a mettere a segno crescita dei volumi nonostante segnali di rallentamento nelle dinamiche mensili. A ottobre sono state registrate circa 131 mila autovetture, un valore superiore di circa il 4,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente; nei primi dieci mesi le immatricolazioni hanno toccato quota 1.400.991, pari a un incremento cumulato dell’8,3%. Questi numeri riflettono un contesto in cui la domanda rimane solida, mentre la composizione dei brand presenti sul mercato sta subendo mutamenti rilevanti.
La spinta dei gruppi cinesi e la loro quota di mercato
Negli ultimi dodici mesi i costruttori cinesi hanno registrato una crescita marcata delle immatricolazioni: insieme, marchi come BYD, SAIC, Chery e Leapmotor hanno superato le 18.000 vetture immatricolate in Italia nel mese considerato, più del doppio rispetto all’anno precedente. La quota di mercato delle case cinesi è salita dal 6,2% al 13,8%, un raddoppio che sta cambiando la geografia dei brand più presenti.
Risultati di BYD e altri marchi
In particolare BYD ha consolidato una posizione di rilievo: nel mese ha raggiunto una quota di mercato di circa il 4,5%, posizionandosi tra i marchi più venduti in Italia e confermandosi regolarmente nella top 10 mensile. Nei primi dieci mesi dell’anno BYD ha sfiorato le 48.000 immatricolazioni, con una quota cumulata attorno al 3,4%. Sul fronte delle nuove energie, il marchio detiene percentuali molto alte: una quota significativa tra le NEV (veicoli elettrici e ibridi plug-in), con performance particolarmente forti nelle plug-in hybrid.
Performance dei gruppi tradizionali e impatto di partnership
Tra i grandi gruppi europei, la dinamica di Stellantis mostra segnali contrastanti: includendo la partnership con Leapmotor, il gruppo ha immatricolato 31.865 vetture nel mese analizzato, con una flessione del 5,5% rispetto all’anno precedente. Escludendo Leapmotor, il dato mensile scende ulteriormente, a conferma che alcune alleanze esterne hanno attenuato il calo complessivo. Sul cumulato dei dieci mesi, il gruppo ha invece registrato una crescita delle vendite del 12,1% (411.825 unità) con una quota di mercato superiore al 29%.
Questi numeri illustrano come la presenza dei marchi cinesi influenzi sia le quote mensili sia le performance aggregate dei singoli gruppi, rendendo più complesso interpretare i trend se non si considera il contributo degli alleati commerciali e dei brand importati.
Veicoli ricaricabili: la metà degli elettrici è cinese e le implicazioni
Un altro elemento significativo è la diffusione dei veicoli a basse e zero emissioni: nei primi dieci mesi dell’anno quasi una vettura completamente elettrica su due immatricolata in Italia era prodotta da costruttori cinesi. Complessivamente le auto ricaricabili provenienti dalla Cina rappresentano circa il 47,5% del mercato di riferimento, con quote analoghe anche nel segmento delle ibride plug-in. Questo fenomeno impone riflessioni sulla filiera, sulle strategie di vendita e sulle politiche di incentivazione, soprattutto in relazione alla fiscalità dei veicoli aziendali, strumento frequentemente indicato come leva per sostenere gli acquisti aziendali di mezzi a basse emissioni.
Posizioni dell’industria europea e richieste legislative
Le associazioni dei produttori europei hanno ribadito la necessità di progressi nelle trattative sul cosiddetto “pacchetto automotive” a livello comunitario, chiedendo che il quadro normativo sia riformato per perseguire obiettivi di decarbonizzazione, sicurezza economica e tutela dell’occupazione. Tra le proposte avanzate vi è l’introduzione di un meccanismo di media quinquennale delle emissioni, operativo a partire dal 2028, che secondo gli operatori potrebbe rappresentare un incentivo calibrato per l’adozione dei veicoli elettrici, accanto al riconoscimento del ruolo dei carburanti rinnovabili. Figura di riferimento nel dibattito ha sottolineato come fissare obiettivi con sanzioni senza adeguati strumenti di mercato non sia la soluzione più efficace.
Infine, il mercato dell’usato derivante dal noleggio a lungo termine conferma tendenze consolidate: vetture come la Fiat Panda restano molto richieste alla fine del ciclo di noleggio, insieme a SUV compatti e modelli ibridi o plug-in. Questo segmento di usato beneficia di tracciabilità e di allestimenti ricchi che ne mantengono il valore nel tempo, offrendo alternative interessanti per chi cerca un veicolo affidabile a prezzi contenuti.
