La Cina sta per introdurre una nuova tassazione sulle batterie agli ioni di litio utilizzate nei veicoli elettrici e ibridi plug-in. Questa misura, che entrerà in vigore il 1° settembre 2026, rappresenta un passo significativo verso la promozione di tecnologie di accumulo energetico più avanzate e sostenibili.
L’aliquota iniziale sarà del 2%, per poi salire al 4% dal 1° settembre 2027. Contemporaneamente, il governo cinese prevede esenzioni fiscali per batterie agli ioni di sodio, batterie allo stato solido, celle a combustibile e celle fotovoltaiche di nuova generazione, fino al 31 dicembre 2028. Questa decisione è stata presa congiuntamente dal ministero delle Finanze, dall’Amministrazione generale delle dogane e dall’Amministrazione statale delle imposte.
Le batterie agli ioni di sodio: una svolta strategica
Questa nuova tassazione segna la fine di un’esenzione fiscale durata 11 anni per le batterie agli ioni di litio. Il governo cinese intende così favorire la transizione verso tecnologie di accumulo energetico di prossima generazione, considerate strategicamente superiori e meno dipendenti dall’importazione di materie prime critiche.
Le batterie agli ioni di sodio utilizzano materie prime più abbondanti rispetto al litio, con costi di produzione che promettono di essere inferiori una volta raggiunte economie di scala adeguate. Inoltre, questa tecnologia potrebbe contribuire a ridurre la dipendenza della Cina dalle importazioni di litio, un elemento chiave per la produzione di batterie.
Le batterie allo stato solido: il futuro dell’industria automobilistica
Le batterie allo stato solido sono tra le principali beneficiarie della nuova politica. Considerate il possibile Santo Graal dell’industria automobilistica, queste batterie promettono maggiore densità energetica, tempi di ricarica ridotti e standard di sicurezza superiori rispetto agli accumulatori attuali.
I principali produttori cinesi, tra cui CATL e BYD stanno accelerando i programmi di industrializzazione con installazioni pilota previste intorno al 2027. Questa accelerazione è in linea con gli obiettivi del governo cinese di promuovere tecnologie innovative e sostenibili.
L’aumento della domanda di accumulatori
La nuova tassazione arriva in un momento di crescita significativa del mercato delle batterie in Cina. Nel primo semestre del 2026, le installazioni di batterie per veicoli hanno raggiunto 335,6 GWh, con un incremento del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nonostante il dominio del litio, la nuova leva fiscale potrebbe modificare gradualmente gli equilibri del settore.
L’impatto di questa misura potrebbe essere significativo anche per i costruttori automobilistici, che stanno già affrontando una spietata guerra dei prezzi. La fine dell’esenzione fiscale rischia di aumentare i costi delle batterie, componente che rappresenta ancora una delle voci più importanti nel prezzo finale di un veicolo elettrico.
Le implicazioni per l’Unione Europea
Con il Green Deal 2019 e il ban termico 2035 l’Unione Europea punta sul tutto elettrico. Il futuro dell’industria automobilistica europea dipende in gran parte dalle mosse della Cina, leader incontestato nel settore delle batterie.
La nuova misura rappresenta uno strumento di politica industriale con cui la Cina orienta il mercato verso le tecnologie che ritiene più promettenti per il prossimo decennio. Se i principali produttori cinesi accelereranno gli investimenti nelle nuove chimiche grazie agli incentivi governativi, l’Europa rischia di trovarsi nuovamente nella posizione di inseguire innovazioni sviluppate altrove, come già accaduto con le batterie LFP.
Per l’industria europea, ciò significa che non sarà sufficiente aumentare la produzione locale di batterie. Sarà necessario competere anche sul fronte della ricerca, della proprietà intellettuale e delle tecnologie di nuova generazione. In caso contrario, la dipendenza strategica dalla Cina potrebbe persino aumentare nel momento in cui il mercato elettrico europeo entrerà nella sua fase di piena maturità.
