Il weekend di Formula E sulle strade del Principato di Monaco ha offerto emozioni e rivolgimenti già nella prima delle due gare previste: la gara 1 del Monaco E‑Prix, disputata il 16 maggio 2026, ha visto Nyck De Vries imporsi alla guida della Mahindra e conquistare il primo successo stagionale per il team ufficiale. La corsa, corsa su un tracciato cittadino notoriamente severo, è stata decisa da scelte strategiche, fasi neutralizzate e da una penalità che ha rimescolato il podio sul filo di lana.
La giornata ha evidenziato come in Formula E la gestione dell’energia e delle finestra di ricarica siano determinanti: De Vries ha capitalizzato al meglio le opportunità offerte dal formato di gara, mentre Mitch Evans, con una performance attenta e costante, ha raccolto un secondo posto che gli consegna la vetta della classifica piloti. Sul terzo gradino è salito Pepe Martí (Cupra Kiro) dopo la sanzione inflitta a Dan Ticktum, protagonista invece della pole nelle qualifiche mattutine.
La cronaca essenziale della gara
Al via le prime posizioni sono rimaste sostanzialmente invariate: Ticktum ha controllato la fase iniziale, affiancato dalla vettura di De Vries, mentre in batteria si sono messi in evidenza nomi come Maximilian Günther e Mitch Evans. La corsa è stata però interrotta presto da un episodio al quarto giro con l’ingresso della safety car dopo un contatto tra Jake Dennis (Andretti) e Nick cassidy (Citroën); il regolamento ha poi imposto una neutralizzazione che ha compattato il gruppo. Successivamente, durante la finestra delle soste per la ricarica rapida, si è consumato un altro momento chiave: il contatto tra Dan Ticktum e Antonio Félix da Costa ha danneggiato la Jaguar del portoghese e ha determinato un regime di Full Course Yellow che ha congelato le posizioni.
Strategia, Attack Mode e pit stop
La seconda parte della corsa è stata una prova tattica: l’alternanza degli Attack Mode e il corretto tempismo del pit stop per la ricarica hanno fatto la differenza. De Vries ha sfruttato al meglio la sua finestra di rientro e gli spunti di potenza supplementare, gestendo l’energia con precisione. Il confronto diretto con Evans ha visto i due sfruttare ogni opportunità, mentre alle loro spalle si è acceso il duello che fino a pochi giri dalla fine sembrava destinato a definire il podio, poi rimodellato dalla decisione della direzione gara nei confronti di Ticktum.
Ordine di arrivo e numeri della prova
Al termine dei 29 giri previsti, Nyck De Vries ha tagliato per primo il traguardo, con Mitch Evans a 2.677 secondi e, in prima battuta, Dan Ticktum in terza posizione. Tuttavia la successiva applicazione di una penalità superiore ai 30 secondi ha retrocesso Ticktum fuori dal podio, promuovendo così Pepe Martí al terzo gradino. Tra gli altri protagonisti, Felipe Drugovich, Sébastien Buemi ed Eriksson hanno chiuso nelle posizioni di rincalzo. Da segnalare anche il problema in qualifica che ha mandato Edoardo Mortara solamente 19° sulla griglia, complicando la sua prova.
Classifica piloti aggiornata e scenari
Il risultato di Monaco modifica la lotta per il titolo: con i punti conquistati in gara 1, Mitch Evans sale al comando della generale con 116 punti, seguito da Pascal Wehrlein (Porsche) con 101 e da Edoardo Mortara (Mahindra) a 93. Oliver Rowland è quarto a 83, mentre Nico Müller vale 77 punti; più indietro si trovano Nick Cassidy, Jake Dennis e Antonio Félix da Costa, tutti chiamati a recuperare terreno nelle gare successive. Questa classifica rimette in gioco molte strategie di campionato, con la doppia tappa del Principato che può alterare ulteriormente lo scenario.
Reazioni e indicazioni per il prosieguo
Al termine della prova i commenti dei protagonisti hanno sottolineato la complessità delle scelte in pista: De Vries ha parlato di un risultato frutto di un lavoro di squadra e di una macchina in costante miglioramento, mentre Evans ha messo in evidenza la solidità della sua giornata e l’importanza dei punti raccolti. Pepe Martí, sorpreso e felice, ha descritto il podio come un momento chiave per la sua giovane carriera. Dal punto di vista tecnico, il weekend di Monaco ha ricordato quanto contino la gestione dell’energia, la precisione nei pit stop e la cautela sui circuiti cittadini, elementi destinati a pesare anche nella gara 2 prevista il giorno successivo.





