Deterioramento targa auto: cosa fare

Il deterioramento della targa d’auto: dopo tanti anni con lo stesso veicolo è una situazione tipica e che può capitare a chiunque.

Come qualsiasi altra parte della carrozzeria, anche la targa dell’auto è sottoposta a deterioramento, in aggiunta però questa parte deteriorata è sottoposta a sanzioni amministrative.

Cosa fare

La targa rappresenta un elemento identificativo di un bene mobile stradale: l’auto, la moto, il rimorchio, l’auto d’epoca e il fuori strada. Da qui è soggetto ad immatricolazione da parte del P.R.A. (pubblico registro automobilistico). In più la targa è anche utile per essere identificata da parte delle autorità la dove vi sia una violazione del codice stradale, e per tutte queste ragioni è fondamentale che la sua integrità sia garantita e tutelata dal proprietario, grazie a manutenzioni periodiche.

Il più grande pericolo del deterioramento della targa è l’illeggibilità della stessa, e la conseguente impossibilità di identificazione. In questo senso, la non curanza del mezzo, da parte dell’automobilista è considerata una scorrettezza, e quindi sanzionabile a rigore di legge. In virtù del Codice della Strada, in particolare all’articolo 102, comma 7, la mancata sostituzione da parte dell’automobilista, viene considerata come una negligenza sanzionabile.

E quindi in questi casi, per ovviare a potenziali sanzioni, è necessario attivare una procedura di re-immatricolazione, rivolgendosi ad uno di questi uffici, tutti abilitati ad erogare questo genere di servizio: agenzie che effettuano pratiche automobilistiche; Delegazioni ACI o presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA); Uffici Provinciali Motorizzazione (UMC); Uffici Provinciali del P.R.A.

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(in estinzione).

Come sostituirla

In caso di targa deteriorata, quindi, non vi sono alternative, bisogna obbligatoriamente procurarsene una nuova.

In tutti i casi sarà necessario compilare il Modello TT2119 a cui devono essere allegati i seguenti documenti in copia: 2 fotocopie del documento di identità, oppure una delega in carta semplice a persona che rappresenta il proprietario (allegare le carte di identità di entrambi, il delegante e il delegato); il Codice fiscale; la Carta di circolazione; il Certificato di proprietà; la targa oggetto di sostituzione; una serie di versamenti su diversi conti correnti per ciascun destinatario pubblico: 10,20 euro per i diritti; Imposta di bollo PRA di 32,00 euro; Imposta di bollo Motorizzazione di euro 32,00; 59,00 euro al Servizio di Tesoreria dell’ACI.

E altri tipi di versamenti sul conto/corrente n. 4028 per le diverse tipologie di auto: euro 24,74 per un rimorchio; euro 22,26 per un motoveicolo; euro 41,37 per auto d’epoca o fuoristrada; euro 41,78 per un autoveicolo.

Nella situazione in cui il proprietario del veicolo fosse extracomunitario, la procedura prevede la presentazione della carta d’identità e del permesso di soggiorno, entrambi in corso di validità sul territorio nazionale o sul territorio europeo che, in quest’ultimo caso, prevede una permanenza di lunga durata per cui è giustificato l’utilizzo di un’auto propria.

Rischi

Il deterioramento della targa comporta sopratutto l’illeggibilità della stessa, scorrettezza tra l’altro sanzionabile dalla polizia municipale. Se l’automobilista non provvede al cambiamento della targa deteriorata, infatti, sarà considerata una negligenza da parte sua in virtù del Codice della strada all’articolo 102, comma 7, il quale sanziona così: “Chiunque circola con targa non chiaramente e integralmente leggibile è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 168”.

Sarà quindi costretto ad una pena pecuniaria la dove venisse colto a commettere questo tipo di infrazione.

Scritto da Gaetano Lagattolla
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