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3 Novembre 2026

Ghibli SS 1970 certificata da Maserati Classiche

Un esemplare della Ghibli SS del 1970, di proprietà della famiglia Maserati e certificato da Maserati Classiche, torna a raccontare la storia del Tridente.

Ghibli SS 1970 certificata da Maserati Classiche

Nel quadro delle celebrazioni per il 60° anniversario della Ghibli, una Maserati ghibli SS Coupé del 1970, custodita dalla famiglia Maserati, è stata ufficialmente certificata dal programma Maserati Classiche. Prodotta il 25 novembre 1970 per il mercato italiano, la vettura è identificata dal telaio AM115/491948 (indicato anche come AM115/49*1948* negli archivi). L’auto, una 2+2 con carrozzeria firmata Ghia e disegnata da Giorgetto Giugiaro, conserva gli interni in pelle nera e oggi sfoggia la livrea Giallo Fly, mentre la sua tinta originaria era l’Oro Longchamps. Questa certificazione assume valore simbolico oltre che tecnico: come sottolineato da Cristiano Bolzoni, responsabile di Maserati Classiche, “Certificare questa iconica Ghibli SS valorizza il legame con la famiglia Maserati”.

La Ghibli SS del 1970 e la sua certificazione

La procedura attivata da Maserati Classiche, nata a Modena nel 2021 e parte del progetto BOTTEGAFUORISERIE, ha analizzato documentazione, archivi tecnici e caratteristiche costruttive dell’esemplare per rilasciare la Certificazione di Autenticità. Il riconoscimento non solo conferma l’originalità dei componenti e la storia della vettura, ma registra ufficialmente il collegamento con la famiglia dei fondatori, rafforzando il patrimonio storico del Marchio. Come afferma ancora Bolzoni, «certificazione documenta l’autenticità delle vetture e contribuisce a preservare il patrimonio». Questa Ghibli SS è quindi ora parte di un archivio certificato che facilita la conservazione e la trasmissione del patrimonio automobilistico modenese.

Caratteristiche tecniche e dettagli d’epoca

Sotto il lungo cofano anteriore della Coupé batte un potente V8 da 4,9 litri, alimentato a carburatori e capace di sviluppare 335 CV. Il motore è accoppiato a un cambio manuale ZF a 5 rapporti e grazie a questa combinazione la vettura raggiunge una velocità massima dichiarata di 280 km/h. La meccanica presenta una lubrificazione a carter secco, scelta tecnica che permise di abbassare la posizione del motore e contribuire alle proporzioni filanti della carrozzeria: un elemento chiave del design pensato da Giugiaro per Ghia. Questi aspetti tecnici sono stati verificati durante il processo di certificazione, che ha incluso controllo dei numeri di telaio e dell’allestimento originale.

Il contesto storico e le celebrazioni di Modena

La storia commerciale della Ghibli ebbe inizio con il debutto mondiale al Salone dell’Automobile di Torino il 3 novembre 1966. Il progetto di Giugiaro per la carrozzeria Ghia tracciò linee pulite, un profilo basso e un lungo cofano che divennero immediatamente riconoscibili. Dopo la Coupé del 1967, la gamma si ampliò con la Spyder nel 1969 e, nel 1970, entrambe le varianti ricevettero il V8 da 4,9 litri nella versione SS. Il fascino della Ghibli travalicò i confini nazionali: Henry Ford II acquistò un esemplare e lo espose nel Centro Stile Ford di Detroit come fonte d’ispirazione per i designer.

Le celebrazioni del sessantesimo anniversario coinvolgono anche il Maserati Owners Club Italia, che è atteso a Modena con una selezione di vetture storiche. Tra gli esemplari presenti figurano una Ghibli Spyder della Collezione Maserati Umberto Panini e una Quattroporte III precedentemente in servizio al Ministero degli Esteri. La ricorrenza riecheggia altre date significative per la Casa del Tridente: il 3 novembre 1976 segnò la presentazione della Quattroporte III, mentre il 4 novembre 1996 è legato al record mondiale di Guido Cappellini a bordo dello scafo Primatist, un’impresa che ispirò la Ghibli II “Primatist” prodotta in 36 esemplari.

Oggi la filosofia della Ghibli si ritrova idealmente nella moderna GranTurismo, mentre Maserati Classiche continua a svolgere un ruolo centrale nella tutela, certificazione e valorizzazione delle vetture storiche del Marchio, con attività che spaziano dalle Officine Classiche alla cura degli archivi e degli spazi espositivi come la Collezione Maserati Umberto Panini di Modena. La certificazione dell’esemplare del 1970 consolida così un ponte tra la memoria familiare e la storia industriale del Tridente.