Kosmera presenta un sistema propulsivo elettrico basato su motori a flusso assiale

Kosmera e Axion Power mettono al centro l'affidabilità delle prestazioni con un powertrain da 3.154 CV, motori a flusso assiale e un'architettura a 1.200 volt, puntando sulla densità di potenza e sulla gestione termica anziché solo sui picchi numerici

Quando i numeri evocano velocità da pista e potenze record, è facile scivolare nel sensazionalismo. Nel caso di Kosmera e della sua divisione propulsione, Axion Power però, la strategia dichiarata è diversa: non si tratta soltanto di esibire cifre ma di risolvere problemi tecnici che limitano la ripetibilità delle prestazioni. Questo articolo esplora le scelte progettuali che contraddistinguono l’architettura proposta, mettendo in luce i concetti principali sostenuti dal team.

Architettura motore: quattro unità, motori a flusso assiale e densità di potenza

L’impianto propulsivo immaginato da Kosmera si basa su una configurazione a quattro motori indipendenti che insieme raggiungono una potenza complessiva dichiarata di 3.154 CV (pari a 2.320 kW). Ogni modulo comprende due motori sincroni a magneti permanenti e, nella visione progettuale, eroga l’equivalente di 1.160 kW per asse con una coppia istantanea dichiarata di 7.500 Nm.

La scelta più distintiva è l’adozione del motore a flusso assiale invece del più comune schema radiale. In termini pratici, il flusso assiale fa viaggiare il campo magnetico lungo l’asse di rotazione, accorciando il percorso magnetico e permettendo bracci di leva maggiori per unità di massa. L’obiettivo tecnico è aumentare la densità di potenza con un target indicativo di circa 60,5 kW/kg che traduce il concetto di più potenza per chilogrammo in termini concreti.

Questa soluzione porta anche vantaggi costruttivi: rotori leggeri rinforzati con materiali compositi e geometrie compatte consentono di contenere gli ingombri — il progetto parla quasi metaforicamente di un modulo con dimensioni paragonabili a quelle di un trolley da cabina — e allo stesso tempo di erogare coppia elevata, elemento utile per la risposta dinamica su strada e pista.

Il valore pratico oltre la cifra massima

Numeri come i tremila cavalli attraggono l’attenzione, ma il team di sviluppo sottolinea un passaggio cruciale: la performance misurabile non è solo picco istantaneo ma capacità di ripetere le prestazioni sotto stress termico e operativo. In questo senso il disegno dei motori a flusso assiale è pensato per ridurre le perdite e migliorare l’integrazione con l’elettronica di potenza, puntando a una maggiore stabilità di erogazione.

Batteria, architettura elettrica e controllo termico per la ripetibilità

La proposta prevede un’architettura elettrica ad alto voltaggio: il sistema nominale è basato su 1.200 volt. Salire con il voltaggio è una scelta progettuale che mira a ridurre le correnti in gioco e quindi a contenere le perdite per effetto Joule e il surriscaldamento dei cablaggi. In pratica, un’architettura a 1.200 volt migliora l’efficienza della trasmissione energetica tra batteria e motori, elemento chiave per scenari di uso intenso.

Accanto alla tensione, la vera sfida tecnica è la gestione termica. Kosmera pone l’accento sulla combinazione tra raffreddamento diretto dei componenti e integrazione tra motore, inverter e pacco energia per mantenere la capacità di fornire potenza in modo ripetuto. Questa attenzione ha impatti concreti: la capacità di conservare prestazioni vicine al nominativo anche dopo ripetute sollecitazioni è considerata fondamentale per trasformare la potenza di picco in esperienze di guida ripetibili.

Sul tema della ripetibilità è interessante la posizione espressa da Qingwei Gong, responsabile dello sviluppo powertrain di Kosmera e Axion Power: “La potenza pura non è più un parametro fondamentale nei sistemi ad altissimo voltaggio”. La citazione sintetizza la priorità tecnica: non inseguire solo il numero più alto, ma garantire che quei cavalli possano essere scaricati a terra più volte senza decadimento immediato delle prestazioni.

L’obiettivo dichiarato è passare da una gara sui picchi numerici a una validazione della costanza prestazionale, con soluzioni che potrebbero influenzare progettazioni future nel segmento delle auto elettriche ad altissime prestazioni.

Scritto da Francesca Lombardi