La storia della Ford GT40 e la vittoria a Le Mans nel 1966

Nel 1966, la Ford GT40 conquistò la vittoria a Le Mans, mettendo fine al dominio della Ferrari. Scopri come è stata realizzata questa auto leggendaria e i segreti della sua vittoria.

Nel mondo delle corse automobilistiche, poche sfide sono state così epiche come quella tra Ford e Ferrari a Le Mans. Nel 1966, un gruppo di ingegneri e piloti americani riuscì a sconfiggere il dominio della Ferrari, che fino ad allora aveva vinto sei edizioni consecutive della famosa gara di resistenza. La storia della Ford GT40 è una storia di determinazione, innovazione e passione per le corse.

Tutto iniziò con un rifiuto. Henry Ford II, dopo aver ricevuto un rifiuto da Enzo Ferrari per l’acquisto della sua azienda, decise di sfidare il costruttore italiano sul suo terreno. La sfida era chiara: costruire un’auto capace di battere la Ferrari a Le Mans. Ford radunò un team di ingegneri e piloti, tra cui Carroll Shelby e Ken Miles, e iniziò a lavorare su un progetto che avrebbe cambiato la storia delle corse.

La nascita della Ford GT40

La Ford GT40 nacque da una collaborazione tra ingegneri americani e britannici. Il progetto iniziale fu affidato a Roy Lunn e Eric Broadley, che utilizzarono come modello la Lola GT. La prima versione della GT40, la Mk I, fu presentata nel 1964 con un motore V8 da 4.2 litri. Tuttavia, l’auto si rivelò veloce ma non affidabile, e fallì l’appuntamento con Le Mans.

Fu allora che entrarono in scena Carroll Shelby e Ken Miles. I due lavorarono instancabilmente per migliorare la GT40, aumentando la potenza del motore a 4.7 litri e migliorando l’affidabilità. La Mk II, con un motore V8 da 7 litri e 485 CV, fu la versione che finalmente riuscì a competere con la Ferrari.

La vittoria a Le Mans

Il 18-19 giugno 1966 fu il giorno della verità. Le GT40 dominarono le qualifiche, occupando le prime quattro posizioni. Durante la gara, le vetture americane imposero un ritmo indiavolato, costringendo le Ferrari a cedere una dopo l’altra. A metà gara, le prime sei posizioni erano tutte occupate da GT40.

La vittoria fu orchestrata in modo da umiliare la Ferrari. Ken Miles, che aveva subito un inconveniente nei primi giri, fu costretto a rallentare per permettere alle altre GT40 di raggiungerlo. Alla fine, la vittoria andò a Bruce McLaren e Chris Amon, mentre Miles si dovette accontentare del secondo posto. Una beffa del destino, visto che Miles aveva già vinto Daytona e Sebring nello stesso anno.

L’eredità della GT40

La vittoria del 1966 non fu un caso isolato. La GT40 vinse anche nel 1967, 1968 e 1969, consolidando la sua leggenda. Circa 133 esemplari stradali furono prodotti, oggi molto ricercati dai collezionisti. Alcuni esemplari hanno superato i 10 milioni di dollari in asta.

L’eredità della GT40 va ben oltre i risultati sportivi. Questa auto ha dimostrato che con determinazione e innovazione, anche i sogni più ambiziosi possono diventare realtà. La storia della Ford GT40 è un esempio di come la passione per le corse possa superare ogni ostacolo.

Scritto da Andrea Conforti