Ministero delle Imprese e del Made in Italy: finanziamenti per la mobilità sostenibile

Il Fondo Automotive si concretizza con 300 milioni di euro destinati alle imprese per la mobilità sostenibile. Scopri i dettagli e le opportunità.

Il settore automotive italiano sta vivendo una trasformazione epocale. Il Fondo Automotive istituito per sostenere questa evoluzione, ha finalmente preso forma con un decreto che stanzia 300 milioni di euro per le imprese. Questo provvedimento, firmato dal ministro Adolfo Urso rappresenta un passo fondamentale verso la decarbonizzazione e l’innovazione tecnologica.

Il Fondo Automotive, con una dotazione complessiva di 1,343 miliardi di euro per il periodo 2026-2030 punta a sostenere la filiera automotive italiana nella sua transizione verso la mobilità sostenibile. I 300 milioni di euro annunciati oggi rappresentano la prima tranche dei contratti di sviluppo destinati a finanziare progetti di ricerca, sviluppo e produzione di veicoli e componenti a basse emissioni.

Le opportunità per le imprese

Il decreto firmato dal ministro Urso prevede che il 60% delle risorse sia riservato alle PMI con un’attenzione particolare alle micro e piccole imprese. Un ulteriore 40% è destinato a programmi da realizzare negli stabilimenti del Mezzogiorno comprese regioni come Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. Inoltre, sono previste quote del 10% per le imprese con rating di legalità e certificazione della parità di genere.

Le agevolazioni saranno concesse sotto forma di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati coprendo fino al 75% delle spese ammissibili. Le aziende potranno presentare richieste anche in forma congiunta, fino a un massimo di cinque partecipanti. Le domande saranno valutate in ordine cronologico, attraverso un’istruttoria articolata in due fasi.

I progetti finanziabili

I progetti finanziabili devono essere diretti allo sviluppo, all’ingegnerizzazione, al testing e alla produzione di nuovi veicoli e soluzioni di mobilità, nonché di sistemi di alimentazione e propulsione a basse emissioni. Inoltre, sono inclusi progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, nonché percorsi di formazione del personale, questi ultimi nel limite del 10% dell’investimento complessivo.

Il decreto mira a sostenere non solo la produzione tradizionale, ma anche le nuove competenze richieste dall’automotive, come elettronica, software, sistemi di assistenza, connettività, batterie, propulsioni alternative e componentistica avanzata. Questo approccio mira a coprire l’intera catena del valore automobilistica italiana, dalla componentistica alla produzione finale.

La visione del Ministero

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha dichiarato che questo provvedimento è volto a favorire la transizione verde e a sostenere lo sviluppo di tecnologie avanzate per la mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura. Il ministro Urso ha sottolineato l’importanza di accompagnare il settore in questa fase di trasformazione industriale, rispondendo alle esigenze del mercato e tutelando un settore chiave del Made in Italy.

Nonostante l’ambizione degli obiettivi, le risorse disponibili sono limitate. Tuttavia, il decreto rappresenta un passo significativo verso la modernizzazione del settore automotive italiano, con un occhio di riguardo per la sostenibilità economica e ambientale.

Scritto da Ilaria Mauri