Mostra di Joshua Vides: auto classiche che sembrano schizzi al Petersen Automotive Museum

Joshua Vides ha dipinto cinque vetture e l'intero spazio espositivo del Petersen Automotive Museum in bianco e nero, ricreando l'effetto di uno schizzo a mano libera; l'installazione, realizzata in nove giorni, è visitabile fino al 7 luglio.

Nel cuore di Los Angeles, al Petersen Automotive Museum una mostra sta giocando con la percezione: le auto non appaiono più come oggetti tridimensionali ma come illustrazioni uscite da una tavola a fumetti. L’artista Joshua Vides ha ricoperto carrozzerie, attrezzature e insegne di una galleria per restituire l’effetto di un disegno a matita e inchiostro, portando il concetto che lui definisce Reality to Idea dall’idea al fatto tangibile. L’intervento è parte di un allestimento temporaneo accessibile con il biglietto standard del museo e resterà in mostra fino al 7 luglio.

La tecnica applicata alle auto e allo spazio espositivo

Il procedimento di Vides consiste nell’applicare una base completamente bianca su superfici reali e poi tracciare con pittura nera contorni, ombre e giunzioni che evidenziano ogni elemento. Il risultato è che parti normalmente percepite come curve e volumi vengono lette dall’occhio come linee piatte: guardando la scena, la mente scambia la tridimensionalità per una rappresentazione grafica. Oltre alle vetture, nell’Armand Hammer Foundation Gallery sono state trasformate anche pile di pneumatici, distributori di benzina e la segnaletica, fondendo il contenuto e il contenitore in un’unica grande illustrazione.

Dettagli sulle vetture esposte

La selezione comprende cinque auto d’epoca, tra cui modelli emblematici come la Porsche 944 e la Ferrari 512 B oltre a esemplari che richiamano l’immaginario degli anni d’oro delle sportive. Su alcuni modelli, come una Ferrari 308 GTS mostrata nell’allestimento, le linee nere scorrono fluide lungo i pannelli, enfatizzando profili e prese d’aria fino a renderli segni grafici continui. Sebbene la verniciatura non sia pratica per l’uso stradale, come opera museale essa mette in luce la relazione tra forma, superficie e disegno.

Produzione dell’installazione e percorso espositivo

L’allestimento è stato completato in nove giorni di lavoro intensivo dal team dell’artista, che ha tradotto l’idea di riportare ogni oggetto “back to the original sketch” in una trasformazione totale della galleria. Il pubblico che entra nella sala non trova soltanto automobili trattate come tavole da disegno: camminando nello spazio, si percepisce l’intera stanza come una pagina a grande scala, dove i veicoli diventano i tratti più spessi di un disegno unificato. L’effetto di continuità tra pavimento, pareti e oggetti è voluto per sfidare la distinzione tra opera e allestimento.

Accesso e contesto culturale

La mostra rientra nel percorso espositivo del museo di Los Angeles e l’ingresso alla galleria è compreso nel biglietto standard; questo rende l’intervento fruibile sia ai visitatori abituali sia a chi vuole scoprire un approccio artistico che coniuga design automobilistico e linguaggio grafico. L’opera si inserisce inoltre nel filone di collaborazioni e progetti che hanno portato Vides dalla scena locale a accordi con brand internazionali e istituzioni culturali.

Riconoscimenti e dichiarazioni

Per Vides realizzare questo progetto al Petersen è stata un’occasione significativa, sintetizzata nelle sue parole: “Every vehicle provides a unique canvas, as do the spaces they are set in.” L’artista ha fatto riferimento alla sua prassi nota come Reality to Idea che mira a riportare oggetti finiti alla loro fase di bozzetto tramite l’uso di contrasto e contorni marcati. Anche la direzione del museo ha espresso entusiasmo per la trasformazione: Terry L. Karges, executive director del museo, ha definito l’intervento una realizzazione sorprendente che offre un’esperienza nuova ai visitatori e sfrutta la collezione come supporto creativo.

Il percorso espositivo mette così in dialogo la storia dell’automobile con un linguaggio visivo contemporaneo, offrendo una lettura che è al tempo stesso estetica e concettuale. Chi visita il museo prima del 7 luglio potrà vedere come cinque automobili storiche e l’ambiente che le ospita siano state riconfigurate per sembrare non più oggetti meccanici, ma segmenti di un grande disegno a mano libera.

Scritto da Andrea Conforti