Il progetto La Fune Azzurra – Lo sport italiano nei cinque continenti – ha raggiunto un traguardo significativo: oltre 100 club e realtà sportive hanno aderito all’iniziativa, che mira a ricostruire la storia e l’attualità dello sport praticato dagli emigrati italiani e dai loro discendenti in tutto il mondo.
In occasione della Giornata dello Sport Italiano nel Mondo il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana (MEI) in collaborazione con la Fondazione Migrantes e finanziato con i fondi dell’8xmille CEI, ha presentato i primi aggiornamenti di questo ambizioso progetto di ricerca, che proseguirà fino alla primavera del 2027.
Un viaggio attraverso i continenti
La Fune Azzurra non si limita a raccontare il passato, ma analizza anche il presente, esplorando le numerose realtà sportive che continuano a nascere nei diversi continenti grazie all’iniziativa degli italiani e dei loro discendenti. Il progetto si sviluppa lungo tre direttrici principali: le associazioni e società sportive italiane all’estero, i giovani italiani iscritti all’AIRE tra i 6 e i 25 anni e le persone recentemente immigrate in Italia.
Tra gli esempi più significativi legati alla diaspora italiana ci sono società come Boca Juniors e Peñarol nate anche grazie al ruolo delle comunità di emigrati italiani in Sud America, e figure come Joe Di Maggio figlio di emigrati italiani e diventato una delle grandi icone del baseball mondiale.
La ricerca e i suoi obiettivi
Il progetto utilizza questionari, testimonianze e analisi qualitative e quantitative per studiare il rapporto tra sport e mobilità, con particolare attenzione alla partecipazione associativa, alle relazioni sociali, al benessere psicofisico e ai processi di integrazione. Una parte importante della ricerca riguarda le nuove generazioni di italiani residenti all’estero, per capire se e in che modo la pratica sportiva possa contribuire a rafforzare il senso di appartenenza e il rapporto con le comunità italiane nel mondo.
In Italia, verranno studiate le esperienze delle persone recentemente immigrate, per verificare quanto le attività sportive possano favorire i processi di inclusione e appartenenza. I risultati saranno confrontati con quelli relativi agli italiani residenti all’estero.
Collaborazioni e partnership
La Fune Azzurra può contare su una vasta rete di partner istituzionali, accademici e sportivi, tra cui il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) il MAECI il CONI e la rete dei suoi delegati sportivi nel mondo, la Società Italiana di Storia dello Sport il Patronato ACLI l’Università di Genova l’Università di Roma Tor Vergata e il CUS Roma Tor Vergata.
Per la parte dedicata al rapporto tra sport, inclusione e nuove migrazioni in Italia collaborano inoltre UISPCSI e US ACLI.
Il futuro del progetto
Il percorso di La Fune Azzurra proseguirà nei prossimi mesi con la raccolta e l’elaborazione dei dati. A marzo è inoltre in programma un convegno internazionale dedicato alla presentazione dei risultati e del report finale, con il patrocinio del MAECI e del Ministero per lo Sport e i Giovani.
Gli esiti del lavoro confluiranno anche in una pubblicazione e in un documentario dedicato alla storia dello sport dell’emigrazione italiana e al contributo delle comunità italiane alla diffusione della cultura sportiva nel mondo.
Il progetto è coordinato da Andrea Pedemonte e rappresenta un’importante opportunità per valorizzare il patrimonio sportivo italiano nel mondo e per comprendere meglio il ruolo dello sport nei processi di integrazione e inclusione.
