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6 Novembre 2026

Oltre 100 club coinvolti nel progetto che celebra lo sport italiano all’estero

Il Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana presenta i primi risultati del progetto La Fune Azzurra, che esplora il ruolo dello sport nella storia dell'emigrazione italiana

Oltre 100 club coinvolti nel progetto che celebra lo sport italiano all'estero

Il progetto La Fune Azzurra – Lo sport italiano nei cinque continenti – ha raggiunto un traguardo significativo: oltre 100 club e realtà sportive hanno aderito all’iniziativa, che mira a ricostruire la storia e l’attualità dello sport praticato dagli emigrati italiani e dai loro discendenti in tutto il mondo.

In occasione della Giornata dello Sport Italiano nel Mondo il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana (MEI) in collaborazione con la Fondazione Migrantes e finanziato con i fondi dell’8xmille CEI, ha presentato i primi aggiornamenti di questo ambizioso progetto di ricerca, che proseguirà fino alla primavera del 2027.

Un viaggio attraverso i continenti

La Fune Azzurra non si limita a raccontare il passato, ma analizza anche il presente, esplorando le numerose realtà sportive che continuano a nascere nei diversi continenti grazie all’iniziativa degli italiani e dei loro discendenti. Il progetto si sviluppa lungo tre direttrici principali: le associazioni e società sportive italiane all’estero, i giovani italiani iscritti all’AIRE tra i 6 e i 25 anni e le persone recentemente immigrate in Italia.

Tra gli esempi più significativi legati alla diaspora italiana ci sono società come Boca Juniors e Peñarol nate anche grazie al ruolo delle comunità di emigrati italiani in Sud America, e figure come Joe Di Maggio figlio di emigrati italiani e diventato una delle grandi icone del baseball mondiale.

La ricerca e i suoi obiettivi

Il progetto utilizza questionari, testimonianze e analisi qualitative e quantitative per studiare il rapporto tra sport e mobilità, con particolare attenzione alla partecipazione associativa, alle relazioni sociali, al benessere psicofisico e ai processi di integrazione. Una parte importante della ricerca riguarda le nuove generazioni di italiani residenti all’estero, per capire se e in che modo la pratica sportiva possa contribuire a rafforzare il senso di appartenenza e il rapporto con le comunità italiane nel mondo.

In Italia, verranno studiate le esperienze delle persone recentemente immigrate, per verificare quanto le attività sportive possano favorire i processi di inclusione e appartenenza. I risultati saranno confrontati con quelli relativi agli italiani residenti all’estero.

Collaborazioni e partnership

La Fune Azzurra può contare su una vasta rete di partner istituzionali, accademici e sportivi, tra cui il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) il MAECI il CONI e la rete dei suoi delegati sportivi nel mondo, la Società Italiana di Storia dello Sport il Patronato ACLI l’Università di Genova l’Università di Roma Tor Vergata e il CUS Roma Tor Vergata.

Per la parte dedicata al rapporto tra sport, inclusione e nuove migrazioni in Italia collaborano inoltre UISPCSI e US ACLI.

Il futuro del progetto

Il percorso di La Fune Azzurra proseguirà nei prossimi mesi con la raccolta e l’elaborazione dei dati. A marzo è inoltre in programma un convegno internazionale dedicato alla presentazione dei risultati e del report finale, con il patrocinio del MAECI e del Ministero per lo Sport e i Giovani.

Gli esiti del lavoro confluiranno anche in una pubblicazione e in un documentario dedicato alla storia dello sport dell’emigrazione italiana e al contributo delle comunità italiane alla diffusione della cultura sportiva nel mondo.

Il progetto è coordinato da Andrea Pedemonte e rappresenta un’importante opportunità per valorizzare il patrimonio sportivo italiano nel mondo e per comprendere meglio il ruolo dello sport nei processi di integrazione e inclusione.