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22 Ottobre 2026

Prezzi auto in forte crescita e citycar in crisi: l’analisi 2020-2026

Il mercato automobilistico ha subito una metamorfosi: più marchi, più modelli di segmento D‑E, prezzi in forte salita e una crisi delle citycar, mentre l’elettrico mostra vantaggi di costi di proprietà.

Prezzi auto in forte crescita e citycar in crisi: l’analisi 2020-2026

Negli ultimi sei anni il panorama delle auto nuove ha subito una trasformazione profonda. Dal gennaio 2020 a ottobre 2026 il numero di case produttrici presenti in Italia è salito da 55 a 86, un balzo del 56,36%. Allo stesso tempo l’offerta di modelli è passata da 371 a 520, registrando un incremento del 40,16%.

Espansione dei marchi e dei modelli: l’effetto dei produttori cinesi

Il fenomeno è trainato soprattutto dall’ingresso di numerosi brand cinesi, che hanno introdotto una gamma più ampia di veicoli, spesso a prezzi competitivi. Questa ondata ha spinto anche i costruttori storici a rivedere le proprie linee, semplificando le gamme per contenere i costi di sviluppo e per rispondere a una domanda sempre più orientata verso segmenti di medio-alto livello.

Il nuovo baricentro dell’offerta: crescita dei segmenti D ed E, declino delle citycar

Il segmento D (berline di media grandezza) ha registrato un aumento dei modelli del 70%, mentre il segmento E (SUV e grandi berline) è cresciuto del 75%. Al contrario, le citycar hanno subito una contrazione del 48% in termini di modelli (da 23 a 12) e una caduta del 70,44% delle varianti disponibili, riducendosi a sole 12 unità, metà elettriche e metà termiche.

Prezzi in rialzo e differenze per segmento e propulsione

Il listino medio di un’automobile è passato da 45.967 euro a 63.374 euro, segnalando un incremento del 37,87%, ben al di sopra dell’inflazione cumulata (23-24%). Nel segmento A il prezzo è aumentato del 38,45%, passando da 18.450 a 25.544 euro. I veicoli elettrici hanno visto una crescita di prezzo più contenuta (+1,3%), ma hanno guadagnato in autonomia, rispettivamente +81% per le citycar e +70% per le compatte.

Costi di proprietà: elettrico, ibrido, GPL e benzina a confronto

Il total cost of ownership (TCO) varia notevolmente a seconda del tipo di alimentazione. Per le citycar (segmento A), l’auto a GPL ha subito un aumento di prezzo del 38% mentre quella a benzina è salita del 23%; l’elettrico, invece, è rimasto quasi stabile (+1,34%). Analizzando quattro anni di utilizzo (15.000 km/anno), l’auto elettrica con ricarica domestica e l’ibrido HEV emergono come le soluzioni più convenienti, con risparmi superiori a 6.000 euro rispetto alla benzina nel segmento C (20.000 km/anno).

Ricambi e manutenzione: la spesa che pesa sul consumatore

Il costo dei ricambi più richiesti (paraurti, cristalli, fanali) è aumentato del 35% in quattro anni, mentre la manutenzione in generale è cresciuta del 30%. La meccanica tradizionale è rimasta più contenuta (+16%), in linea con l’inflazione. Per quanto riguarda i costi di manutenzione, le auto elettriche del segmento A hanno i valori più bassi: 636,8 euro in quattro anni e 1.273,7 euro in otto, contro i 1.429,7 euro e 2.815,5 euro delle auto a GPL.

Andamento del mercato dell’usato: picchi post-Covid e nuovo calo

Dal 2021 al 2023 le quotazioni dell’usato hanno toccato il massimo, spinto da una carenza di offerte e da un’inflazione elevata. Successivamente, i prezzi hanno iniziato a declinare progressivamente, con una tendenza che dovrebbe proseguire fino al 2027. Le auto elettriche hanno vissuto un percorso particolare: valore molto basso nel 2020-2021, impennata durante gli incentivi 2022-2023, per poi subire un forte ribasso legato all’obsolescenza rapida delle batterie.