Il tour di Arval dedicato agli Arval Center si è chiuso con la decima tappa a Brescia segnando la fine di un percorso che ha toccato dieci regioni italiane nel corso degli ultimi due mesi. L’iniziativa ha visto la partecipazione diretta di oltre 1.000 riparatori, tra officine e carrozzerie, appartenenti alla rete preferenziale dell’azienda, e ha avuto come obiettivo primario il confronto operativo e la condivisione di strategie per la gestione efficiente dei veicoli in noleggio a lungo termine.
Il contesto in cui si inserisce il roadshow è caratterizzato da una flotta gestita su scala nazionale che supera i 300.000 veicoli, con un mix di alimentazioni che rende il parco quasi per un terzo non esclusivamente termico. Su questi mezzi la rete preferenziale interviene nella maggior parte degli oltre 1 milione di eventi di assistenza e manutenzione effettuati annualmente, rendendo cruciale l’allineamento delle procedure e l’aggiornamento delle competenze tecniche dei centri coinvolti.
Roadshow concluso a Brescia dopo dieci tappe: numeri e finalità
Il viaggio si è sviluppato attraverso il territorio nazionale, toccando regioni come il Veneto la Lombardia la Sicilia la Toscana l’Emilia Romagna la Campania il Lazio le Marche la Puglia e il Piemonte. Ogni tappa è stata pensata per creare momenti di scambio diretto con i responsabili delle officine e delle carrozzerie, permettendo ad Arval Italia di illustrare indicatori di performance, confrontare best practice e raccogliere feedback operativi. L’intento dichiarato è quello di trasformare la rete in una vera e propria estensione operativa dell’azienda sul territorio, garantendo uniformità nei processi e tempi di intervento ridotti.
Dati operativi illustrati ai partecipanti
Durante gli incontri sono stati presentati indicatori concreti quali tempo di fermo ricorso al veicolo sostitutivo impiego della tecnica AIRepair e il tasso di soddisfazione raccolto tramite survey dedicate. Questi parametri hanno fornito la base per identificare aree di miglioramento e per promuovere pratiche efficaci, ad esempio la riparazione del cristallo anziché la sua sostituzione quando tecnicamente possibile, con vantaggi in termini di sostenibilità e riduzione dei tempi di fermo.
Le direttrici strategiche condivise con oltre 1.000 riparatori
Il Roadshow ha delineato tre linee guida operative che guideranno l’evoluzione della rete: industrializzazioneservizi proattivi e digitalizzazione. L’industrializzazione mira a ottimizzare il processo di preventivazione, a indirizzare il veicolo verso il centro più idoneo e a monitorare lo stato della riparazione con comunicazioni puntuali al driver. I servizi proattivi si concentrano sulle comunicazioni preventive ai driver per scadenze come il tagliando o il cambio gomme, mentre la digitalizzazione punta a un maggiore uso di My Arval e all’automazione di attività operative per snellire i flussi di lavoro.
Formazione e qualificazione della rete
Nei piani futuri è prevista anche un’attività strutturata di qualificazione degli Arval Center, con piani di sviluppo personalizzati basati sulle esigenze di ciascun centro e il supporto del team di Network Manager di Arval Italia. Questo percorso comprende formazione tecnica e manageriale, consulenza dedicata e un programma di certificazione dei processi con l’obiettivo di elevare gli standard qualitativi e la competitività dei singoli centri all’interno del network.
Per Efrem Bresolin, Direttore Aftermarket Networks di Arval Italia, “l’assistenza e la manutenzione dei veicoli rappresentano servizi strategici per chi ha un’auto a noleggio” e ha ribadito che «gli Arval Center, insieme agli Arval Premium Center, sono la nostra estensione sul territorio» sottolineando l’importanza di supportare i partner con strumenti adeguati per accompagnarne la crescita. Il roadshow, conclusosi dopo dieci tappe distribuite su più regioni negli ultimi due mesi, è stato descritto come un momento essenziale di ascolto e di scambio per costruire insieme le prossime evoluzioni operative.
La sintesi emersa dall’iniziativa conferma che il valore della rete non risiede solo nel numero dei centri coinvolti, ma nella capacità di uniformare processi, condividere competenze e usare i dati per migliorare le performance. In un mercato con veicoli sempre più tecnologici e diversificati nelle alimentazioni, la collaborazione tra Arval Italia e la sua rete preferenziale appare centrale per garantire interventi qualificati e un livello di servizio coerente su tutto il territorio nazionale.
