Starmer pronto a lasciare Downing Street: il trionfo di Burnham a Makerfield

Keir Starmer sta valutando le dimissioni da primo ministro britannico dopo la schiacciante vittoria di Andy Burnham nelle elezioni suppletive di Makerfield.

Keir Starmer ha avviato un percorso di uscita ordinata da Downing Street nelle ultime ore a Londra, dopo la vittoria di Andy Burnham alle suppletive di Makerfield di giovedì. La mossa arriva mentre nel Labour crescono le spinte per un cambio di leadership e si consolidano i numeri in Parlamento a favore di Burnham.

La svolta pesa sulla guida del Regno Unito, a meno di due anni dall’ampia maggioranza ottenuta dal partito. La partita si è riaperta con l’esito di Makerfield e con le pressioni interne: il futuro della leadership Labour e la tenuta del governo sono al centro delle valutazioni. Ultimo aggiornamento: 22 giugno 2026.

Pressioni interne e numeri della sfida nel Labour

Starmer ha affrontato un crescente dissenso dopo mesi di critiche su immigrazioneenergia ed economia, acuite dalla debacle alle amministrative del 7 maggio. All’interno del governo, figure di primo piano come Yvette CooperShabana MahmoodHeidi Alexander ed Ed Miliband hanno spinto per le dimissioni, mentre il vicepremier David Lammy e la cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves hanno valutato scenari e tempistiche per una transizione ordinata.

Nelle fasi iniziali della contesa, il fronte Burnham ha contato sugli 81 deputati necessari per innescare formalmente la sfida alla leadership. Nelle ultime ore, i suoi sostenitori hanno dichiarato di poter contare su oltre 300 deputati laburisti un margine che, se confermato, rende l’incoronazione politica più rapida. Resta in campo l’ipotesi di una road map con un passaggio al congresso del partito in settembre qualora Starmer definisca una scansione temporale dell’uscita.

Makerfield, il test che rilancia Burnham

Il successo di Makerfield ha agito da acceleratore. Burnham, già sindaco di Manchester e volto popolare nel Nord dell’Inghilterra, ha ottenuto il 55% dei voti, superando la somma degli altri partiti e ridimensionando Reform UK fermo al 35%. Il risultato ha ribaltato il dato delle amministrative di maggio, quando Reform aveva sfondato oltre il 50% in una circoscrizione storicamente laburista.

La vittoria rafforza il profilo di Burnham come leader capace di contendere lo spazio alla destra anti-Ue e anti-immigrazione guidata da Nigel Farage. I suoi sostenitori puntano sul carisma e su un radicamento costruito con la rigenerazione urbana e il rilancio economico di Manchester. In contrappunto, Starmer ha spostato il partito verso il centro con la promessa di competenza e stabilità, ma con una popolarità in calo rispetto al partito stesso.

Reazioni internazionali e scenari nel partito

La prospettiva di un avvicendamento a Downing Street ha avuto eco internazionale. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scritto su Truth: “Keir Starmer si dimetterà da primo ministro del Regno Unito. Ha fallito clamorosamente su due questioni fondamentali: immigrazione ed energia. Gli auguro ogni bene”. Pur in assenza di colloqui con la Casa Bianca, smentiti da Downing Street, il messaggio si è inserito nel dibattito interno sulla leadership.

Nel Labour si discute il perimetro della competizione. Burnham appare favorito per succedere a Starmer, ma restano possibili candidature alternative, tra cui Wes Streeting. La base degli iscritti e i gruppi parlamentari avranno un ruolo decisivo nella selezione del leader, con l’obiettivo dichiarato di evitare una frammentazione interna e di presentare una piattaforma credibile su sicurezza energetica, controllo dei flussi migratori e crescita.

Gli alleati di Burnham spingono per un passaggio rapido che eviti un vuoto decisionale in una fase definita “di grande incertezza politica”. Dall’altra parte, i fedelissimi di Starmer lavorano a un’uscita “con dignità”, legando i tempi a un calendario ufficiale del partito. Resta il nodo della gestione del governo nelle prossime settimane tra dossier economici e politiche migratorie, mentre i risultati di Makerfield sono diventati il termometro più recente della tenuta elettorale del Labour.

Scritto da Ilaria Mauri