Usato auto in Italia: numeri, motorizzazioni e l’allarme di ANIASA

Il mercato italiano conferma la supremazia dell'usato sui nuovi, con dati precisi per maggio e per i primi cinque mesi del 2026; emergono segnali di invecchiamento del parco, variazioni nelle motorizzazioni e la protesta di ANIASA sulle nuove regole dell'IPT

Il mercato automobilistico italiano mostra una netta inclinazione verso il mercato dell’usato. A maggio sono state registrate 151 vetture usate per ogni 100 nuove immatricolate, mentre nel totale dei primi cinque mesi del 2026 il rapporto sale a 173 vetture usate ogni 100 nuoveconfermando una dinamica che privilegia il passaggio di proprietà rispetto all’acquisto di vetture nuove. In termini assoluti, tuttavia, i trasferimenti di proprietà delle autovetture a maggio sono scesi lievemente: si contano 259.925 trasferimenticon una variazione pari a -2,6%.

Il segmento delle due ruote usate rimane praticamente stabile: a maggio si sono registrati 72.234 passaggicorrispondenti a una flessione marginale dello -0,1%. Nel frattempo il mercato delle auto nuove mostra segnali opposti, con una crescita del 7,6% rispetto all’anno precedente.

Dati sulle motorizzazioni: termico avanti, ma elettrificato in crescita

Nel parco delle auto usate rimane preponderante la presenza dei propulsori tradizionali. Le vetture a diesel e benzina continuano a rappresentare la quota più ampia delle vendite, anche se si osservano trasformazioni nelle micro-cedole del mercato: la quota del diesel nelle cosiddette minipassaggi è scesa al 40,6% rispetto al 43,8% dell’anno precedente. Contemporaneamente si registra una marcata crescita delle auto elettrificate: le ibride costituiscono il 12,1% dei passaggi di proprietà, con un aumento annuo del 29,9%e raggiungono il 14,8% nelle minivolture.

Veicoli totalmente elettrici e quota di mercato

Le auto a batteria (BEV) mostrano un ritmo di crescita percentuale rilevante, pari al 42,3%ma la loro incidenza sul mercato dell’usato resta molto contenuta: solo l’1,5% delle transazioni riguarda veicoli completamente elettrici. Questo evidenzia come, nonostante la spinta verso l’elettrificazione, il numero assoluto di BEV nel parco usato sia ancora limitato.

Invecchiamento del parco e flussi di radiazione

Un elemento che desta preoccupazione è l’età crescente delle vetture passate di mano. La quota di auto usate tra i 20 e i 29 anni è salita al 16,8% dei passaggi, rispetto al 15,1% registrato un anno prima; le vetture con oltre 30 anni rappresentano il 3% dei trasferimenti. Parallelamente si rileva un aumento delle radiazioni complessive delle autovetture del 10,9%trainato da un incremento delle demolizioni del 15,6%.

Il tasso di sostituzione evidenziato dall’analisi è pari a 0,62in termini pratici, per ogni 100 auto nuove vendute a maggio ne sono state radiate soltanto 62. Questo rapporto sottolinea la scarsa capacità di rinnovo del parco circolante, con implicazioni per efficienza, sicurezza e sostenibilità.

Distribuzione territoriale delle variazioni

Le dinamiche non sono omogenee sul territorio. Le vendite dell’usato sono calate in modo più marcato nel Nord-Est con una flessione del -4,2%. Le radiazioni sono invece aumentate in misura significativa al Sud e nelle Isole (+18,8%), con contributi particolarmente rilevanti da Sicilia (+30%) e Calabria (+25,8%).

Impatto delle norme IPT sul settore del noleggio

In un quadro che richiederebbe un rinnovo delle flotte, l’Associazione di categoria ha formulato osservazioni critiche sulle nuove disposizioni relative all’IPT (Imposta Provinciale di Trascrizione) introdotte dal DL Fiscale. L’intervento normativo interessa in particolare le società di noleggio veicoliimponendo criteri di territorialità basati sulla gestione ordinaria in via principale. Secondo l’Associazione questo criterio è difficilmente applicabile alle imprese che operano capillarmente su aeroporti, stazioni ferroviarie e altre reti diffuse sul territorio.

La richiesta inviata al Governo Meloni e ai Ministri competenti segnala il rischio di caos amministrativo e contenziosi derivanti da interpretazioni incerte della norma. L’Associazione avverte che l’attuazione così come concepita potrebbe ridurre gli investimenti e rallentare il processo di rinnovo delle flotte, con effetti negativi sul noleggio a breve terminesettore che genera circa 3,5 milioni di contratti all’anno per il turismo italiano. Per questo motivo è stata chiesta la sospensione dell’entrata in vigore della norma e l’apertura di un confronto istituzionale volto a istituire un sistema di riscossione centralizzato ispirato ai modelli applicati in Francia e Germania.

Scritto da Ilaria Mauri