Veicoli commerciali elettrici: la rivoluzione verde in Italia nel 2026

Il mercato italiano dei veicoli commerciali elettrici ha registrato un balzo in avanti senza precedenti nel 2026, grazie agli incentivi MIMIT. Scopri come questa rivoluzione verde sta cambiando il trasporto commerciale.

Il mercato italiano dei veicoli commerciali leggeri sta vivendo una trasformazione senza precedenti. Nel 2026, la quota di mercato dei veicoli elettrici puri ha registrato un aumento impressionante, passando dal 2,9% al 7% in soli dodici mesi. Questo balzo in avanti è stato reso possibile dall’apertura degli incentivi MIMIT che hanno attirato una domanda insospettata.

Il mercato in crescita: i numeri di agosto 2026

Ad agosto 2026, il mercato italiano dei veicoli commerciali leggeri ha chiuso con 8.390 immatricolazioni segnando un aumento del 4,6% rispetto allo stesso mese del 2025. Questo risultato rappresenta un’inversione di tendenza rispetto al calo del 10% registrato a luglio, quando le consegne si erano fermate a 15.921 unità.

Tuttavia, il bilancio dei primi otto mesi dell’anno rimane negativo, con 119.152 veicoli commerciali leggeri immatricolati il 4,5% in meno rispetto alle 124.742 unità dello stesso periodo del 2025. A spingere questo recupero sono stati soprattutto i veicoli già disponibili in pronta consegna acquistati attraverso il nuovo programma di incentivi destinato ai mezzi delle categorie N1 e N2 fino a 7,2 tonnellate.

Fondi esauriti in meno di un’ora: la domanda insoddisfatta

La piattaforma INVITALIA per la prenotazione degli incentivi 2026 è stata aperta il 29 luglio ma le risorse disponibili sono state rapidamente assorbite: i fondi sono terminati in meno di un’ora. Il programma prevede complessivamente 180 milioni di euro fino al 2030, con 40 milioni all’anno fino al 2029 e 20 milioni nel 2030. Una quota del 40% delle risorse annuali è riservata ai veicoli a zero emissioni, quindi BEV e FCEV.

Il meccanismo ha prodotto un effetto evidente sui numeri: a luglio, in attesa dell’operatività della misura, i BEV rappresentavano il 4,9% del mercato, contro il 5,2% di un anno prima. Ad agosto la quota è invece salita al 7% dal 2,9% dell’agosto 2025.

La sfida delle infrastrutture: ricarica e incentivi

Per Roberto Pietantonio presidente di UNRAE il risultato del bimestre estivo mostra con chiarezza l’effetto del quadro incentivante. Tuttavia, la sostituzione dei veicoli più vecchi con modelli elettrici non dipende soltanto dal prezzo di acquisto. Per chi utilizza un furgone professionalmente, tempi e modalità di ricarica incidono direttamente sull’operatività dell’attività.

UNRAE indica quindi tra le priorità una pianificazione specifica delle infrastrutture di ricarica per i veicoli commerciali leggeri, oltre a interventi per ridurre il costo dell’energia utilizzata per la ricarica. L’associazione propone inoltre un credito d’imposta del 50% per gli investimenti privati in stazioni fast ad alta potenza, oltre 70 kW, nel triennio 2027-2029.

Il 7% di agosto non deve però essere confuso con una trasformazione già compiuta del mercato. Nei primi otto mesi del 2026 i veicoli commerciali elettrici puri si fermano infatti al 3,7% di quota, in calo rispetto al 4,4% dello stesso periodo del 2025. La fotografia delle motorizzazioni continua a essere dominata dal diesel, che mantiene il 78% del mercato cumulato, pur perdendo 2,3 punti percentuali in un anno. Gli ibridi salgono invece al 10,5% mentre le plug-in arrivano al 2,2%.

La CO2 media ponderata dei veicoli commerciali immatricolati nei primi otto mesi scende infine dello 0,5% da 185,3 a 184,3 g/km.

Il dato di agosto offre La sfida, ora, è capire se misure più continuative e una rete di ricarica adeguata riusciranno a trasformare il rimbalzo estivo in una crescita strutturale.

Scritto da Ilaria Mauri