Pubblicato il 24 Giugno 2026 ore 20:45 questo aggiornamento sintetizza gli sviluppi recenti sul fronte aerodinamico nelle scuderie di Formula 1. Dopo l’apparizione della soluzione sviluppata dalla Ferrari soprannominata “Macarena” altre squadre si sono messe al lavoro per realizzare versioni simili dell’ala posteriore a rotazione opposta. La scuderia basata a Woking è l’ultima ad aver confermato un programma di perfezionamento di questo dispositivo.
Il percorso tecnico che ha portato all’adozione di questa soluzione è iniziato nei test invernali in Bahrain dove la Ferrari ha attirato l’attenzione con l’innovazione. Successivamente, durante il weekend di gara di Miami la versione ufficiale ha avuto un debutto concreto: la Red Bull ha presentato una sua alternativa, descritta come “maggiorata” rispetto alla soluzione Maranello, attivata dall’azionamento della RB22.
La genesi: dalla «Macarena» di Maranello ai test in Bahrain
L’intuizione iniziale che ha catalizzato l’interesse tecnico è stata la Ferrari con il dispositivo denominato “Macarena” osservato durante i test in Bahrain. Quel sistema si basa su un’implementazione di un’ala posteriore a rotazione opposta che modifica il profilo aerodinamico al variare delle condizioni di marcia. Nell’ambito dei test invernali la soluzione ha richiesto chilometraggio per valutare comportamento, affidabilità e impatto sui flussi, elementi fondamentali prima di passare a una introduzione in gara.
Caratteristiche tecniche osservate
Dalle immagini e dalle analisi svolte nel corso delle prove è emerso che l’innovazione agisce sul piano dell’orientamento del profilo alare: quando il meccanismo è attivato, la componente mobile compie una rotazione opposta rispetto alle soluzioni tradizionali, influenzando il carico e la sensibilità dell’assetto posteriore. Il funzionamento ha richiesto verifiche ripetute per garantire che il comportamento in pista rimanesse prevedibile e compatibile con le strategie di gara.
Versioni successive e debutti: Miami e l’assenza al Red Bull Ring
Il weekend di Miami ha rappresentato il momento in cui la novità ha iniziato a manifestarsi in forma ufficiale sulle vetture in gara. In quell’occasione la Red Bull ha portato una variante che è stata descritta come “maggiorata” rispetto alla soluzione Ferrari, specificando come l’intervento dell’RB22 al momento dell’attivazione modifichi sensibilmente l’effetto aerodinamico prodotto. Questa evoluzione ha ampliato il confronto tra le due scuole di pensiero tecniche, stimolando ulteriori sviluppi anche tra altri team.
Al contrario, al Red bull ring non si è registrato un debutto ufficiale del dispositivo in questione: non è quindi corretto parlare di una diffusione omogenea su tutte le piste finora percorse nel 2026. L’assenza austriaca evidenzia come l’introduzione in gara resti condizionata da fattori quali regolazioni specifiche del tracciato, tempistiche di omologazione e strategie di sviluppo delle singole scuderie.
Il programma di Woking: sviluppare l’interpretazione McLaren
La squadra di Woking ha avviato un percorso di perfezionamento della propria versione dell’ala posteriore a rotazione opposta. Lavori di questo tipo in genere prevedono fasi di progettazione, simulazioni CFD, test in galleria del vento e prove su pista per accumulare chilometri utili a tarare il meccanismo. La scelta di Woking conferma l’interesse diffuso per la soluzione introdotta dalla Ferrari e rilanciata in gara dalla Red Bull.
Nel dettaglio, il team di Woking dovrà valutare l’interazione tra il dispositivo e l’intero pacchetto aerodinamico della vettura, verificando la coerenza con le sospensioni, la distribuzione dei carichi e la gestione termica. Ogni team adatta l’idea di base alla propria filosofia progettuale, perciò la versione McLaren potrebbe differire sostanzialmente nella geometria, nei punti di attacco e nella logica di attivazione rispetto a quanto visto su Ferrari e Red Bull.
La dinamica di adozione di questo tipo di soluzioni mostra come, in Formula 1, un’intuizione tecnica possa diventare rapidamente materia di competizione: da “Macarena” a varianti “maggiorate” fino agli sviluppi in corso a Woking, il fil rouge rimane la ricerca di vantaggi prestazionali marginali ma decisivi. Al momento, però, rimangono aperture e verifiche: non tutte le piste hanno visto la stessa evoluzione e ogni scuderia segue il proprio calendario interno di test e introduzioni.
