Come funziona green eMotion per mobilità sostenibile

Il progetto Green eMotion nasce nel 2011, quando una quarantina di società, tra cui Siemens, Bosch ed Enel, decidono di collaborare per garantire una mobilità sostenibile, promuovendo la propulsione elettrica. In particolare tale progetto, si occupa di definire degli standard per il settore, interfacce IT per il mercato europeo, raccomandare approcci ottimizzati e dimostrare l’interoperabilità tra le diverse regioni europee.

Le nazioni coinvolte sono quattro, nello specifico Italia, Francia, Germania e Spagna ed Enel è stata la società coordinatrice. Grazie a questo lavoro in team, è stato progettato e costruito il primo sistema di ricarica interoperabile europeo, oltre ad una piattaforma software per la mobilità elettrica che consente al cliente finale l’utilizzo delle infrastrutture di ricarica in Europa, con le medesime modalità e specifiche.

Infatti l’interoperabilità è uno dei punti cardine per il futuro della mobilità elettrica: le batterie col tempo scenderanno di prezzo, ma il settore sarà davvero appetibile a chi vuole aprire una stazione di ricarica, solo se i punti di ricarica saranno redditizi e le infrastrutture saranno il più possibile universali nonché dotate di servizi aggiuntivi.

Con un budget complessivo di 1.5 milioni di euro Enel ha anche avuto un ruolo di rilievo nello studio e nello sviluppo di nuove funzionalità per il cliente finale della mobilità elettrica, tra cui la possibilità di prenotare una stazione di ricarica o di effettuare una ricarica del veicolo programmata secondo le proprie abitudini.

“Avviato nel 2011 – spiegano all’Enel – Green eMotion si è concentrato sullo sviluppo di prototipi che collegassero le zone dove la mobilità elettrica è già operativa in Europa. I progetti hanno definito l’architettura e gli standard tecnologici, e in particolare delle interfacce ICT, e analizzato nuovi modelli di business per una infrastruttura di ricarica collegata alla rete elettrica. Green eMotion ha applicato i risultati dell’iniziativa in un contesto reale, in dieci progetti regionali pilota e due di replica, evidenziando la fattibilità del progetto e la capacità di sviluppare nuove aree di utilizzo della mobilità elettrica. I principali risultati dell’iniziativa sono stati presentati al 3° EU Electromobility Stakeholder Forum e al Comitato economico e sociale europeo in occasione dell’evento realizzato per i decisori pubblici e gli operatori socioeconomici”.

Il progetto si è concluso quest’anno portando a compimento, con successo, una serie di passaggi e sviluppi che permetteranno una diffusione migliore e più capillare dell’elettromobilità.

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