Fino a pochi anni fa la frase tipica di agente o militare era “patente e libretto”, perché quei due documenti erano considerati imprescindibili durante qualsiasi controllo stradale. Con l’arrivo della patente mobile nel 2024 e l’approvazione, lo scorso 13 ottobre, del nuovo Codice della Strada, la situazione sta per mutare radicalmente. Dal 1° gennaio 2028, infatti, la normativa prevede che la sola presenza delle informazioni nei archivi digitali sia sufficiente per dimostrare la regolarità di guida.
Documenti digitali: cosa prevede il nuovo Codice
Il testo approvato introduce una formulazione chiara: i documenti richiesti dalle forze dell’ordine possono essere esibiti sia in formato cartaceo sia in formato digitale, a patto di rispettare le linee guida del Codice dell’amministrazione digitale. Questo significa che la mera fotografia di un documento sul cellulare non è più accettata, mentre la versione digitale ufficiale, custodita su app IO o su sistemi certificati, lo è. Tuttavia, la patente digitale deve comunque essere mostrata su richiesta, tenendo conto della carica della batteria del dispositivo.
Archivi accessibili alla Polizia
Tre banche dati gestite dalla Motorizzazione civile consentono già oggi una consultazione da remoto: l’Anag (Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida), l’Anv (Archivio nazionale veicoli) e il registro delle polizze assicurative. Dal 2028, se le informazioni relative a patente, carta di circolazione e copertura assicurativa risultano correttamente registrate, non sarà più obbligatorio avere con sé il documento fisico né dovranno essere presentati al momento del controllo.
Quali documenti rimarranno obbligatori?
Non tutti i casi rientrano nella semplificazione. Alcune situazioni richiedono ancora la presenza di documenti cartacei o digitali da presentare direttamente. Tra queste troviamo le auto a noleggio o in leasing, dove non esiste un archivio nazionale dei contratti di locazione. Il conducente dovrà quindi portare a bordo il contratto di noleggio fino a quando non verrà istituito un sistema di consultazione remoto. Al contrario, la carta di circolazione per questi veicoli, attualmente sostituibile con una fotocopia autenticata, non sarà più necessaria dal 2028.
Esercitazioni e guida accompagnata
Le sessioni di esercitazione alla guida per la patente B prevedono il cosiddetto foglio rosa e la presenza di un istruttore. Poiché i fogli rosa sono già inseriti nell’Anag, dal 2028 non occorrerà più il documento cartaceo a bordo del neofita. L’istruttore, invece, dovrà continuare a esibire la propria patente (in formato card o digitale) e, se è un professionista, l’attestato di qualifica. Analoghe regole si applicano alla guida accompagnata: il giovane guidatore presentarà la patente A1 o B1 e l’autorizzazione digitale, mentre l’accompagnatore dovrà avere la patente B o superiore, con l’eventuale documento di qualifica se è un istruttore di autoscuola.
Veicoli immatricolati all’estero e gestione del Reve
Chi risiede in Italia e utilizza un veicolo con targa estera deve dimostrare il titolo di disponibilità (comodato, leasing, noleggio) tramite un documento firmato dal proprietario. Poiché non esiste ancora un archivio nazionale per tali contratti, questa prassi rimarrà valida anche dopo il 2028. Tuttavia, se il veicolo resta in Italia per più di trenta giorni all’anno, è obbligatorio iscriverlo al Reve. Una volta registrato, la prova di titolarità non è più richiesta; la verifica può avvenire consultando il registro Reve. In questo contesto, la precedente convenzione di Madrid, che esentava dalla copertura assicurativa locale, cessa di valere: i veicoli stranieri dovranno sottoscrivere una polizza con una compagnia autorizzata in Italia, ma anche il certificato di assicurazione potrà essere controllato digitalmente.
Il nuovo Codice della strada intende rendere la circolazione più fluida, riducendo la necessità di documenti cartacei e puntando su una rete di archivi digitali condivisi. Chi guida dovrà comunque tenere a mente le eccezioni legate a noleggi, esercitazioni e veicoli esteri, ma per la stragrande maggioranza delle automobilisti il futuro sarà decisamente più “smart”.
