Il 30 ottobre 2026, lo stabilimento di Douvrin, in Francia, chiuderà definitivamente le sue linee di produzione dei motori termici. Questo evento segna la fine di un’era per uno dei siti più prolifici della storia motoristica europea, che ha prodotto oltre 40 milioni di motori in 57 anni.
La decisione di Stellantis, annunciata il 16 luglio scorso, non è arrivata inaspettata. Il gruppo aveva già comunicato ai sindacati francesi la fine della produzione di motori termici nel corso del 2026. La chiusura dello stabilimento di Douvrin rappresenta un passo significativo nella transizione verso la mobilità elettrica.
La storia di Douvrin e la transizione verso l’elettrico
Fondato nel 1969 come Française de Mécanique, una joint venture tra Peugeot e Renault, lo stabilimento di Douvrin ha una storia lunga e ricca. Tra i motori prodotti qui, spicca il V6 PRV, che ha equipaggiato modelli iconici come la DeLorean DMC-12 e l’Alfa Romeo 155 V6 TI nel DTM.
Oggi, lo stabilimento è noto per la produzione del motore 1.2 PureTech un propulsore a tre cilindri che ha suscitato numerose critiche a causa di problemi di affidabilità legati alla cinghia di distribuzione. Questi problemi hanno costretto Stellantis a ripetuti interventi tecnici e all’estensione della garanzia per i clienti.
Per superare queste problematiche, Stellantis ha già lanciato un nuovo motore 1.2 turbo dotato di una più robusta catena di distribuzione, ora assemblato a Trémery e destinato alle vetture mild hybrid del gruppo. La produzione del vecchio motore a cinghia continuerà ancora a Tychy, in Polonia, ma solo per i mercati al di fuori dell’Europa occidentale.
Il piano di ricollocamento dei lavoratori
Al suo apice, lo stabilimento di Douvrin dava lavoro a quasi 6.000 persone. Oggi, secondo le fonti sindacali locali, restano una cinquantina di dipendenti a tempo indeterminato e un numero analogo di interinali. 330 lavoratori sono già stati trasferiti alla gigafactory ACC, costruita a pochi metri dalle vecchie linee.
Tuttavia, la CGT segnala che diverse centinaia di dipendenti risultano ancora da ricollocare. Gli altri stabilimenti Stellantis disponibili si trovano ad almeno 70 chilometri da Douvrin, una distanza che, secondo il sindacato, scoraggia molti lavoratori dal trasferimento. La CGT ha convocato un tavolo nazionale per il 4 settembre, non escludendo un contenzioso legale sui piani di ricollocamento.
La gigafactory ACC e le sfide della produzione
La gigafactory ACC, partecipata da Stellantis insieme a Mercedes-Benz e TotalEnergies, ha scelto la tecnologia di celle NMC, più densa ma più complessa da industrializzare rispetto alle alternative LFP. Secondo quanto ricostruito da fonti francesi, l’impianto ha incontrato tassi di scarto elevati e una produzione instabile nella fase di avvio.
Stellantis ha riconosciuto in aprile che i tempi di consegna di Peugeot e-3008 ed e-5008, entrambi equipaggiati con batterie ACC, si sono allungati fino a 9-12 mesi. Questo dato pesa direttamente sulla pianificazione degli ordini flotte e sui piani di rinnovo parco per i clienti business, costretti a considerare tempistiche di consegna ben più lunghe rispetto agli standard del segmento.
Nonostante le sfide, la gigafactory ACC rappresenta un passo fondamentale nella transizione verso la mobilità elettrica. La continuità geografica esiste, anche quando quella tecnologica è tutt’altro che scontata.
