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Ecotassa 2019: Cosa c’è da sapere

In arrivo una nuova tassa sulle auto a partire dal 2019. Si tratta dell'ecotassa, voluta dal M5S per ridurre le emissioni

In questi giorni il Governo è stato alle strette sulla manovra fiscale. Aldilà del dibattito politico che rimandiamo alla nostra testata principale Notizie.it , proviamo ad analizzare le novità emerse in questi giorni e proviamo a capire come questa nuova tassa, che con ogni probabilità entrerà in vigore nel 2019, influenzerà il mercato automotive. Ecco quindi tutte le novità emerse sulla nuova ecotassa.

Ecotassa 2019: le novità

La nuova imposta proposta dal Movimento Cinque Stelle ha accolto numerose critiche sia dai suoi alleati di governo della Lega, sia da tutte le opposizioni. Originariamente l’ecotassa sarebbe dovuta essere una tassa annuale da pagare su tutte le automobili in base al loro inquinamento. Viste le pesanti critiche che ha accolto il nuovo tributo si è optato per modificarla. Infatti si è successivamente formulata una nuova tassa da pagare su tutte le automobili una tantum al momento dell’immatricolazione sempre in base all’inquinamento della stessa. Peccato che così facendo le vetture più economiche sarebbero state svantaggiate.

Si è quindi finiti per escludere le auto di piccola cilindrata dalla nuova ecotassa e di lasciarla per i suv e per le auto di lusso. Chi deciderà di acquistare una macchina più grande e costosa sarà quindi interessato dalla tassa che (secondo stime del Movimento Cinque Stelle) dovrebbe portare nelle casse dell’erario circa 300 milioni di euro ogni anno.

La minaccia di FCA

FCA ha presentato il piano quadriennale 2018-2022 il primo giugno. In questo piano sono presenti 5 miliardi di investimenti che però FCA non intende apportare in caso di ecotassa. Con la nuova e speriamo ultima formulazione della tassa si spera che FCA possa ripensarci, non venendo colpita più dalla stessa. Infatti se l’ecotassa avesse comportato un malus per le vetture del segmento A (dove Fiat domina il mercato) gli investimenti sarebbero sicuramente svaniti. Con questa correzione esiste la possibilità che gli investimenti vengano salvaguardati.

Gli ecoincentivi

Probabilmente con il restringimento della platea di veicoli colpiti dalla tassa ci sarà un conseguente restringimento sugli ecoincentivi per le auto che inquinano meno o che non inquinano proprio.

Per il momento nella manovra fiscale gli ecobonus sono divisi in tre scaglioni. Il primo, da 1.500 euro, coinvolge i veicoli che inquinano tra 70 e 90 grammi di anidride carbonica ogni chilometro. Il secondo, da 3.000 euro, per le auto che rilasciano tra i 70 e i 20 grammi di anidride carbonica ogni chilometri. Ed infine il terzo, da 6.000 euro, per le auto che rilasciano tra gli 0 e i 20 grammi di anidride carbonica ogni chilometro. Il vice-premier Luigi Di Maio ha dichiarato che il terzo scaglione non verrà comunque modificato.

L’ecotassa serve realmente a qualcosa?

Secondo noi no. O meglio, non per come è formulata. Effettivamente ragionare sulla questione ambientale è assolutamente sensato, ma se pensiamo che in una città come Milano il 45% dell’inquinamento totale deriva dai riscaldamenti allora forse ci rendiamo conto di quanto poco abbia senso continuare a martellare un mercato che negli ultimi anni ha sempre proposto modelli poco inquinanti.

Vista la nuova produzione di veicoli molto puliti è perlomeno fastidioso vedere così tante penalizzazioni sulle auto.

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