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Gomma anteriore rotta per Di Giannantonio a Mandalika, salva la gara

Fabio Di Giannantonio supera una gomma anteriore lacerata e porta a casa l'ottava posizione a Mandalika.

Il Gran Premio di Mandalika ha riservato una delle prove più dure per il giovane pilota della VR46, Fabio Di Giannantonio. Partito con un ritmo promettente, il romano ha dovuto affrontare un problema tecnico che ha messo a dura prova la sua capacità di controllo della moto. Il risultato finale è stato un rispettabile ottavo posto, ma la vera storia è la lotta contro una gomma anteriore gravemente danneggiata che ha minacciato di trasformare la gara in un incidente.

Fin dalle prime volte in pista, Di Giannantonio ha mostrato velocità competitiva, raggiungendo subito il secondo posto dietro i fratelli Marquez. Tuttavia, al decimo giro, nella celebre curva 10 del tracciato di Mandalika, la dinamica è cambiata improvvisamente. Il pilota ha sperimentato un bloccaggio dell’anteriore che ha provocato una perdita di aderenza e una vibrazione intensa, sintomo di un danno strutturale alla gomma.

La rottura della gomma anteriore: cause e sintomi

Secondo le dichiarazioni rilasciate dal pilota, la perdita di pressione non era percepita nelle fasi iniziali della gara; la moto sembrava perfettamente funzionante per i primi due-tre giri. Solo quando ha iniziato a spingere per avvicinarsi ai leader, la sensazione di front lock nella curva 10 ha fatto intravedere il problema. Una volta tornato ai box dopo circa 27 giri, il team ha constatato un buco di circa 15-20 cm nella spalla destra della gomma anteriore, una lesione che ha trasformato la superficie di contatto in un vero e proprio pericolo di sbandata.

Effetti sulle prestazioni della Ducati

Il danno ha generato una vibrazione simile a quella di un sismografo, facendo tremare le braccia del pilota e compromettendo drasticamente l’equilibrio della Ducati. Nonostante ciò, Di Giannantonio ha mantenuto la linea di guida, evitando di cadere grazie a una combinazione di abilità e fortuna. La gomma rotta ha reso la moto più leggera sul lato sinistro, creando una traiettoria di guida irregolare che ha richiesto aggiustamenti continui per non perdere troppi secondi sul giro.

Conseguenze della prova e valutazione post-gara

Dopo aver concluso la gara, il pilota ha espresso gratitudine per la propria incolumità, definendo l’esperienza una delle più intense della sua carriera. Ha sottolineato che, senza l’intervento tempestivo del team e senza la capacità di mantenere la moto sotto controllo, il risultato sarebbe potuto essere disastroso. Nonostante il pezzo di pneumatico mancante la squadra ha considerato la performance un “uno dei migliori weekend dell’anno”, evidenziando la capacità di competere a fianco delle Aprilia, considerati i più veloci del tracciato.

La squadra VR46 ha promesso di approfondire le cause del danno, includendo un’analisi dei parametri di pressione, composizione del composto e possibili difetti di fabbricazione. La presenza di un buco così evidente suggerisce un problema di integrità strutturale non rilevato durante le prove preliminari. Il team sta inoltre valutando l’opportunità di adottare una strategia di controllo più conservativa nei prossimi eventi, dove la durata della gara richiede una gestione attenta delle risorse di gomma.

Di Giannantonio, con la sua ottava posizione, ha dimostrato che la determinazione e la capacità di gestire situazioni di emergenza sono qualità fondamentali nel mondo del MotoGP. Il prossimo passo sarà verificare se le lezioni apprese su Mandalika potranno tradursi in un vantaggio competitivo nelle prossime tappe del campionato.

Scritto da Francesca Lombardi