La guerra USA-Iran ha scatenato un’ondata di instabilità che sta mettendo a dura prova l’economia europea. I prezzi dei carburanti e dell’energia sono schizzati alle stelle, con ripercussioni immediate sul costo della vita e sulle scelte di consumo delle famiglie.
La Banca Centrale Europea ha lanciato un allarme: l’inflazione potrebbe subire un ulteriore aumento a causa dello shock energetico e del caro carburanti. La priorità assoluta rimane la stabilizzazione del costo della vita, ma il quadro macroeconomico dell’area dell’euro è estremamente vulnerabile, alimentato dall’instabilità geopolitica e dalle tensioni sui mercati delle materie prime.
Le famiglie riducono i consumi discrezionali
Le famiglie europee stanno modificando le loro abitudini di spesa in risposta all’aumento dei prezzi. Secondo l’analisi della BCE, le famiglie ad alto reddito hanno rinviato consumi discrezionali come abbigliamento di lusso e attrezzature sportive, riducendo anche viaggi e servizi non essenziali. Le famiglie a basso reddito, invece, hanno iniziato a rinunciare a cene fuori e caffè al bar.
La propensione al consumo è in calo, e questo potrebbe peggiorare se le famiglie dovessero percepire le perdite di reddito reale come persistenti. La fiducia delle famiglie è peggiorata notevolmente a seguito della guerra, e questo potrebbe avere un effetto smorzante sulla domanda, pesando sullo slancio dei consumi sottostanti.
Il settore automotive sotto pressione
Il comparto automotive è tra i più colpiti da questa instabilità. La pressione sui costi di produzione è costante, legata non solo ai prezzi dell’energia, ma anche alla volatilità dei costi di logistica e approvvigionamento. Le imprese stanno adottando un approccio prudente, privilegiando la tenuta dei bilanci a scapito di grandi espansioni produttive nel breve termine.
Le banche dell’area dell’euro hanno segnalato un impatto restrittivo netto sui criteri di concessione dei prestiti alle imprese e del credito al consumo, soprattutto nel settore automobilistico e in quello manifatturiero ad alta intensità energetica. Per il terzo trimestre 2026, si prevede che la qualità del credito avrà un ulteriore effetto restrittivo sui criteri per la concessione di prestiti.
I prezzi dei carburanti in calo, ma ancora alti
Intanto, i prezzi dei carburanti alla pompa hanno registrato un calo per il terzo giorno consecutivo. Questa mattina, il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale è pari a 1,990 euro/litro per la benzina e a 2,085 per il gasolio. Resta stabile il GPL a 0,744, mentre sale il metano a 1,635 euro/kg.
Fare un pieno è ancora un colpo duro al portafogli sulla rete autostradale: self service, 2,065 euro/litro per la benzina, 2,159 per il gasolio, 0,875 euro/litro per il GPL e 1,642 euro/kg per il metano.
Nonostante il calo, i prezzi rimangono elevati, e l’incertezza geopolitica non gioca a favore delle prospettive economiche dell’eurozona. La situazione richiede una vigilanza altissima da parte delle istituzioni e una gestione prudente delle risorse da parte delle famiglie e delle imprese.
