Nel panorama della Formula 1, poche vetture possono vantare un primato come quello della AAR Eagle Mk I Gurney-Weslake. Questa monoposto del 1967, progettata e costruita negli Stati Uniti, è l’unica vettura americana ad aver mai vinto un Gran Premio di Formula 1. Un successo che la rende un pezzo di storia del motorsport, tanto da essere valutata tra i 7 e i 9 milioni di dollari in occasione di un’asta imminente.
La vittoria arrivò al Gran Premio del Belgio del 1967 sul circuito di Spa-Francorchamps con al volante il suo stesso creatore, Dan Gurney. Questo trionfo rappresentò un momento epocale per il motorsport americano, un primato che resiste ancora oggi, a distanza di quasi sessant’anni.
La nascita di un sogno americano
Il progetto della Eagle Mk I nacque nel 1964 dall’idea di Dan Gurney e del suo amico Carroll Shelby con l’obiettivo di creare una monoposto capace di competere ai massimi livelli nelle corse internazionali. Dopo alcune esperienze nelle competizioni statunitensi, la squadra californiana AAR (All-American Racers) fondata da Gurney, iniziò a sviluppare una monoposto destinata anche al Mondiale di Formula 1.
La progettazione fu affidata a Len Terry ingegnere britannico già autore della Lotus 38 vincitrice della 500 Miglia di Indianapolis del 1965. La Eagle Mk I utilizzava un telaio monoscocca in alluminio e un motore molto particolare: il Gurney-Weslake V12 da 3 litri realizzato dalla britannica Weslake e dotato di 48 valvole. Il propulsore arrivava a circa 390 CV a 10.500 giri/min, una configurazione sofisticata per l’epoca.
Un motore eccezionale
Il motore Gurney-Weslake V12 era un vero gioiello tecnologico. Con i suoi 3 litri di cilindrata e 48 valvole, era in grado di erogare circa 390 CV a 10.500 giri/min. Questo propulsore, realizzato dalla britannica Weslake, rappresentava un passo avanti significativo rispetto ai motori dell’epoca, ma la sua complessità ne limitò l’affidabilità.
Una carriera breve ma gloriosa
Furono costruiti soltanto quattro esemplari di Eagle Mk I, mentre le versioni equipaggiate con il V12 Gurney-Weslake furono appena tre. La monoposto proposta all’asta questo settembre è il telaio numero 103, uno dei due esemplari V12 ancora nelle mani di collezionisti privati.
Dopo il debutto nel 1967, la Eagle mostrò subito un grande potenziale. Dan Gurney ottenne risultati importanti, tra cui il terzo posto al Gran Premio del Canada dello stesso anno. Tuttavia, la scarsa affidabilità del progetto limitò il rendimento complessivo della squadra. Il successo più prestigioso rimase comunque quello di Spa, una vittoria destinata a entrare nella storia.
Una vita dopo la Formula 1
Terminata l’esperienza ufficiale in Formula 1, la Eagle Mk I numero 103 cambiò diversi proprietari. Nel 1969 fu acquistata dal pilota americano Danny Ongais con l’idea di trasformarla per le competizioni SCCA Formula A, progetto che però non venne mai completato.
Negli anni successivi, la monoposto passò attraverso diverse collezioni private negli Stati Uniti e nel Regno Unito, tornando protagonista nelle gare storiche. Ha partecipato a eventi prestigiosi come il Goodwood Revival il Festival of Speed e il Monaco Historic Grand Prix dove nel 2002 ottenne anche un risultato significativo nella categoria dedicata alle Formula 1 storiche.
L’attuale proprietario la conserva dal 2002 nella propria collezione privata. Secondo gli specialisti che l’hanno recentemente esaminata, la monoposto necessita di una preparazione tecnica prima di tornare in pista, ma mantiene intatto il suo valore storico.
Oltre alla rarità tecnica, il fascino della Eagle Mk I deriva soprattutto dal legame con Dan Gurney: un pilota capace di vincere in Formula 1, a Le Mans e alla 500 Miglia di Indianapolis, ma anche uno dei pochi ad aver costruito una propria monoposto e a portarla fino alla vittoria in un Gran Premio. Un primato che, a distanza di quasi sessant’anni, nessun altro costruttore americano è riuscito a replicare.
