Il settore dei veicoli commerciali pesanti è in piena trasformazione, con una rivoluzione che coinvolge propulsione, batterie, idrogeno, sensori, intelligenza artificiale e software. All’IAA Transportation 2026 di Hannover, Bosch ha presentato la sua visione per il futuro, con l’obiettivo di raddoppiare le vendite di tecnologie per camion entro la metà degli anni 2030.
Bosch, leader mondiale nel settore dei componenti e sistemi per l’industria automobilistica, genera oggi oltre 4 miliardi di euro di vendite nel settore dei veicoli commerciali pesanti. L’azienda prevede che la produzione mondiale di autocarri passerà dai circa 3,3 milioni di unità del 2026 a 4 milioni entro la metà degli anni 2030.
Una strategia diversificata per il futuro dei camion
Bosch non punta su una singola tecnologia, ma su una diversificazione tecnologica che include elettrico a batteria, celle a combustibile, idrogeno, carburanti alternativi e motori endotermici. Secondo le stime dell’azienda, nel 2030 circa il 25% dei nuovi camion pesanti venduti nel mondo sarà alimentato da tecnologie a basse emissioni, una quota che potrebbe arrivare intorno al 50% nel 2035.
L’elettrico a batteria è destinato a crescere significativamente, ma Bosch vede un ruolo importante anche per l’idrogeno soprattutto per i camion destinati al trasporto a lunga distanza. L’azienda sta sviluppando moduli di potenza per i sistemi a celle a combustibile e componenti per motori a combustione alimentati a idrogeno.
Parallelamente, Bosch continua a sviluppare i sistemi diesel per ridurne consumi ed emissioni, permettendo ai costruttori di rispettare normative come Euro 7. Anche i carburanti sintetici rinnovabili vengono considerati una possibile soluzione per ridurre l’impatto del parco circolante esistente.
Sensori, intelligenza artificiale e guida autonoma
La trasformazione dei camion non riguarda soltanto il gruppo propulsore. La quantità di elettronica presente a bordo sta aumentando rapidamente, con una capacità sempre maggiore di percepire l’ambiente circostante, elaborare dati e intervenire sulla guida.
Le normative europee stanno accelerando questo processo. Dal luglio 2026, per esempio, i sistemi di frenata automatica di emergenza devono essere in grado di riconoscere anche pedoni e ciclisti, mentre i sistemi di monitoraggio del conducente devono rilevare non solo la sonnolenza, ma anche le distrazioni.
Bosch sta sviluppando telecamere, radar e software necessari per queste funzioni. Nel 2027 arriveranno nuove generazioni di telecamere multifunzione e sensori radar con maggiore capacità di calcolo e algoritmi di intelligenza artificiale più evoluti, progettati per riconoscere con maggiore precisione veicoli e persone.
Nel 2026 è inoltre entrato nella produzione di serie presso due costruttori europei un retrovisore digitale con telecamera integrata, capace di analizzare il comportamento del conducente e segnalare eventuali distrazioni.
Questi sistemi costituiscono anche la base tecnologica per livelli superiori di automazione. L’obiettivo dichiarato da Bosch è arrivare alla guida autonoma di Livello 4, nella quale il veicolo può gestire autonomamente tutte le attività di guida all’interno di specifiche condizioni operative.
Il camion diventa un computer su ruote
L’aumento del numero di sensori e funzioni sta facendo crescere anche la complessità delle architetture elettroniche. Per questo Bosch ed ETAS, società del gruppo specializzata nello sviluppo di software e sistemi elettronici per la mobilità, stanno lavorando su architetture elettriche ed elettroniche centralizzate.
Il principio è simile a quello che sta interessando le automobili più moderne: invece di affidare ogni funzione a una centralina separata, diverse funzioni vengono concentrate in computer ad alte prestazioni, organizzati per domini come abitacolo, assistenza alla guida o gestione del veicolo.
Contemporaneamente, hardware e software vengono separati. Questo rende possibile aggiornare il comportamento del veicolo nel corso della sua vita attraverso aggiornamenti over-the-air, senza dover necessariamente sostituire componenti fisici.
È il concetto di Software-Defined Vehicle che secondo Bosch sta progressivamente entrando anche nel mondo dei camion. Il vantaggio non è soltanto tecnologico. Per un’azienda che gestisce una flotta significa poter intervenire sulle funzioni dei mezzi da remoto, semplificare la gestione e ridurre la complessità dell’architettura elettronica.
Il software può inoltre utilizzare i dati provenienti da sensori, sistemi di propulsione e componenti del veicolo per ottimizzare consumi, manutenzione e prestazioni. Tutti elementi che incidono direttamente sul TCO, il costo totale di possesso e utilizzo del camion.
Per Bosch, quindi, il camion del futuro non sarà semplicemente un veicolo con un motore diverso. Sarà una piattaforma elettronica connessa, capace di combinare batterie o celle a combustibile, sensori, intelligenza artificiale, calcolo ad alte prestazioni e software aggiornabile.
