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8 Novembre 2026

Le novità più sorprendenti del Salone di Milano 2026

Le cinque moto più sorprendenti del Salone di Milano 2026, tra innovazione, ritorni storici e le reazioni del pubblico.

Le novità più sorprendenti del Salone di Milano 2026

Il EICMA 2026 ha trasformato Milano in un vero e proprio crocevia di idee, design e potenza meccanica. Oltre ai grandi nomi tradizionali, l’evento ha messo in luce proposte provenienti da brand emergenti e da realtà asiatiche sempre più competitive. In questo scenario, cinque due ruote hanno attirato gli sguardi più curiosi, sia per le loro caratteristiche tecniche sia per il coraggio di rompere gli schemi consolidati.

Le moto che hanno catturato l’attenzione al Salone

Norton 450 Urban: il debutto in cilindrata media

Con la Norton 450 Urban, il marchio britannico ha varcato il confine della piccola cilindrata per puntare a una clientela più ampia. Il cuore è un monocilindrico da 454 cc raffreddato a liquido, capace di erogare 47 CV a 8.000 giri/min e 45 Nm di coppia a 6.000 giri/min, cifre che la rendono idonea anche per la patente A2. Il telaio in alluminio, le sospensioni KYB regolabili e il freno ByBre con ABS Cornering completano un pacchetto che pesa meno di 180 kg. Tra le sue note distintive troviamo un display TFT da 8 pollici, tre modalità di guida e connettività smartphone, opzioni rare per questa classe.

ZXMoto 820RR: la supersportiva a tre cilindri dalla Cina

La ZXMoto 820RR arriva dal mercato cinese con un motore a tre cilindri in linea da 818,8 cc, una configurazione poco comune nelle supersportive. Nella versione standard la potenza è di 135 CV a 12.000 giri/min e 80 Nm di coppia, mentre la variante più estrema 820RR-R raggiunge 145 CV e 85 Nm. Il peso passa da 193 kg a 186 kg, grazie a un telaio perimetrale in alluminio e a componenti leggeri. La dotazione elettronica comprende una piattaforma a sei assi, ABS Cornering, controllo di trazione e cinque mappe di guida, oltre a quickshifter bidirezionale e Launch Control.

Harley-Davidson Sprint 440: la prima entry-level americana

Il modello Harley-Davidson Sprint 440 rappresenta il tentativo del celebre produttore di aprirsi a un pubblico più giovane e attento al prezzo. Il motore è un monocilindrico da 440 cc a raffreddamento aria/olio, che genera 27 CV a 6.000 giri/min e 38 Nm di coppia a 4.000 giri/min. La moto pesa 187 kg, ha una forcella rovesciata da 43 mm, ABS di serie e un cambio a sei marce. Il design conserva gli elementi tipici di Harley, come il serbatoio sagomato e il faro circolare, mentre il cruscotto è un TFT da 3,5 pollici con full LED e porta USB-C. Il prezzo di listino in Italia è fissato a 5.790 €, con lancio previsto per il 2027.

Triumph Bonneville T40: la storica serie entra nella zona 400 cc

Per la prima volta, la leggendaria Triumph Bonneville si avvicina al segmento delle 400 cc con il modello T40. Il motore monocilindrico è affiancato da un telaio tradizionale a tubo d’acciaio, sospensioni regolate e freni a disco con ABS. Disponibile anche nella versione “Black”, la T40 combina lo stile rétro tipico della Bonneville con un peso contenuto, rendendola adatta sia a chi cerca un classico accessibile sia a nuovi piloti che desiderano una moto di carattere senza doversi impegare in cilindrate elevate.

CFMoto V4SR-RR: la superbike cinese con ali attive

La CFMoto V4SR-RR ha rubato la scena con il suo propulsore V4 a 90° da 997 cc, albero controrotante, bielle in titanio e oltre 210 CV di potenza. Il peso si aggira intorno ai 180 kg, grazie a componenti di fascia alta: sospensioni Öhlins, freni Brembo con pinze Hypure, scarico Akrapovič in titanio e pneumatici Pirelli Diablo Supercorsa SP V4. La caratteristica più innovativa è il sistema di alette aerodinamiche attive, sviluppato con la galleria del vento di Pininfarina, capace di incrementare la deportanza anteriore del 20 % in frenata a 160 km/h. Una versione “Carbon Black” è già pronta per il debutto commerciale previsto nel 2027.

Le impressioni dei visitatori: cosa ha funzionato e cosa no

Il ruolo crescente dei marchi cinesi

Molti appassionati hanno riconosciuto il salto di qualità dei produttori asiatici, soprattutto per design audace e tecnologia avanzata. Dopo anni di diffidenza, le nuove supersportive cinesi hanno dimostrato di saper competere con le case europee, suscitando curiosità e, in alcuni casi, entusiasmo. Tuttavia, il legame emotivo con i marchi storici resta forte, con code lunghe davanti a Ducati, BMW e Harley-Davidson.

Varietà di proposte e resistenze verso l’elettrico

Il pubblico ha apprezzato la ricchezza di categorie rappresentate: dalle piccole city-bike alle maxi-enduro, passando per le cruiser e le superbike. Alcuni visitatori hanno ammesso di preferire ancora i motori a combustione, definendo l’elettrico “un’opzione ancora poco concreta per le loro esigenze”. Altri, invece, hanno espresso ammirazione per le soluzioni ibride e per le tecnologie di assistenza alla guida, come i sistemi di controllo di trazione a più modalità.

Affollamento e organizzazione

Il punto dolente più citato è stato il flusso di persone: gli stand più desiderati richiedevano pazienza, con lunghe attese per avvicinarsi alle moto esposte. Nonostante ciò, alcuni partecipanti hanno elogiato la gestione della sicurezza e la segnaletica chiara, che hanno evitato situazioni di caos. Le esperienze riportate da alcune dipendenti degli stand hanno evidenziato episodi di comportamento inappropriato da parte di alcuni visitatori, sottolineando la necessità di una vigilanza più attenta.

In sintesi, EICMA 2026 si è confermato come il punto di incontro ideale tra tradizione e innovazione, con modelli che hanno saputo stupire e un pubblico pronto a dibattere su futuro, design e accessibilità delle due ruote.