La sessione di qualifiche per la seconda gara dell’E-Prix di Berlino, svoltasi domenica 3 maggio 2026 sul circuito ricavato nell’ex aeroporto di Tempelhof, ha consegnato uno degli episodi più serrati della stagione. In una giornata in cui la strategia e la precisione al millesimo hanno fatto la differenza, Pascal Wehrlein è riuscito a conquistare la pole position che vale tre punti iridati e una spinta importante nella corsa al titolo.
Il risultato non è arrivato senza tensione: la qualifica ha avuto una fase a gruppi ricca di colpi di scena, eliminazioni inattese e duelli testa a testa. Tra i protagonisti coinvolti ci sono stati sia nomi attesi che outsider, e gli esiti hanno rimescolato le carte in vista della gara pomeridiana.
Il quadro delle qualifiche: errori e sorprese
La prima fase a gruppi ha selezionato i contendenti per gli scontri ad eliminazione diretta, ma non senza lasciare vittime eccellenti. Edoardo Mortara, leader della classifica prima dell’evento, è stato coinvolto in un contatto con il muro che gli è costato l’accesso ai confronti successivi: la mancata qualificazione è arrivata per appena 22 millesimi. Nella stessa tornata sono rimasti fuori anche piloti di rilievo come Nico Müller e Oliver Rowland, mentre hanno passato il turno nomi come Nick Cassidy, Taylor Barnard, Felipe Drugovich e Jean-Éric Vergne.
I protagonisti del Gruppo B
Nel Gruppo B si è distinto António Félix Da Costa come più veloce, seguito da una sorpresa, Joel Eriksson, e da Zane Maloney; alle loro spalle ha chiuso bene lo stesso Wehrlein. Questi riscontri hanno preparato un tabellone ad eliminazione con match molto equilibrati, dove ogni errore si sarebbe pagato a caro prezzo.
Il tabellone a eliminazione: Barnard e la rimonta di Wehrlein
Nei quarti di finale si sono consumati duelli tesi: Taylor Barnard ha avuto la meglio su Drugovich, mentre Cassidy ha superato Vergne nel confronto interno. Eriksson ha battuto Maloney, e la sfida più attesa tra Wehrlein e Da Costa ha salutato il successo del tedesco di casa Porsche. In semifinale Barnard ha confermato il suo feeling con i duelli in pista, guadagnandosi l’accesso alla finalissima, mentre Wehrlein ha dominato la sua sfida contro Eriksson.
La finale decisa per millesimi
La sfida per la pole è stata un concentrato di equilibrio: Barnard ha aperto forte e si è presentato al primo settore con un piccolo margine, ma Wehrlein ha migliorato costantemente i suoi parziali. Nell’ultimo tratto la vettura Porsche ha espresso tutto il suo potenziale e il tedesco ha beffato il rivale per appena tre millesimi, assicurandosi una pole dall’altissimo valore sportivo e iridato.
Contesto del weekend: vittorie e implicazioni per il mondiale
Il doppio appuntamento di Berlino aveva già regalato emozioni: il sabato era stato vinto da Nico Müller, al suo primo successo stagionale, mentre la domenica la gara è stata conquistata da Mitch Evans dopo una rimonta impressionante. La pole di Wehrlein per la seconda gara, con i relativi tre punti, lo ha però avvicinato in classifica a Edoardo Mortara, riducendo il margine a una sola lunghezza e alimentando così il confronto per il titolo.
In questo contesto, la gestione dell’energia e le scelte tattiche (includendo l’uso dell’Attack Mode e del Pit-Boost nei diversi format) si confermano fattori decisivi. La delicatezza di ogni fase di qualifica e gara dimostra quanto, nella Formula E, la minima sbavatura possa compromettere una giornata intera.
Implicazioni e cosa tenere d’occhio
La pole di Wehrlein rende il prossimo appuntamento ancora più interessante: la lotta per il campionato rimane aperta e può essere decisa da dettagli di strategia, precisione in qualifica e dalla capacità dei team di leggere i diversi format di gara. I risultati di Berlino ribadiscono che in Formula E il margine tra successo e delusione è spesso misurato in millesimi e in scelte tattiche tempestive.
Per gli appassionati, la tappa berlinese è stata una lezione di competitività: sul tracciato di Tempelhof si sono visti sia talenti emergenti che piloti esperti lottare fino all’ultimo respiro, offrendo una prova assolutamente rappresentativa della natura imprevedibile di questo campionato elettrico.
