Il blocco diesel Euro 5 entrerà in vigore in Lombardia a partire dal 1° ottobre 2026, interessando i veicoli più vecchi nei comuni con più di 100.000 abitanti. L’interdizione sarà valida dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria compresa tra le 7:30 e le 19:30, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di PM10 e di biossido di azoto nella zona del Bacino Padano.
Blocchi diesel Euro 5 in Lombardia: orari e territori interessati
Le misure di limitazione riguarderanno le aree urbane di Milano, Brescia, Monza e Bergamo. Nelle restanti zone, la normativa si applica comunque ma solo negli orari indicati, lasciando spazio a eventuali emergenze ambientali. Il provvedimento è stato deciso dopo che la normativa nazionale ha stabilito il divieto per tutti i veicoli diesel Euro 5 immatricolati prima dell’introduzione della norma Euro 6.
Area 1 e Area 2: la mappa dei comuni
La regione ha suddiviso il territorio in due macro-zone. Area 1 comprende i 209 comuni della Fascia 1 e i cinque comuni con più di 30.000 abitanti della Fascia 2 (Varese, Lecco, Vigevano, Abbiategrasso e S. Giuliano Milanese). Area 2 estende la copertura a tutti i 361 comuni della Fascia 2, aggiungendo così le aree extra-urbane che però rimangono soggette al monitoraggio. In Area B cioè la zona di limitazione interna a Milano, il servizio MoVe-In è disponibile su richiesta specifica.
Il progetto MoVe-In: come funziona la derogazione
Il progetto MoVe-In (Monitoraggio Veicoli Inquinanti) consente ai proprietari di veicoli soggetti al blocco di circolare comunque, a patto di non superare una soglia di percorrenza annuale stabilita in base al tipo di alimentazione e alla classe ambientale del mezzo. Il meccanismo si basa su una black-box satellitare installata a bordo, che trasmette in tempo reale al dipartimento regionale i chilometri effettivamente percorsi.
Installazione della black-box e soglie chilometriche
Una volta attivata la scheda, il veicolo ottiene un tetto massimo di chilometri: per una diesel Euro 5 della categoria M1 il limite è fissato a 10.000 km all’anno in tutta la Lombardia, con una soglia più restrittiva di 1.800 km per la zona “Area B”. Se il proprietario supera la quota, il veicolo è obbligato a fermarsi nelle zone a regime fino all’inizio del nuovo anno di validità. È importante ricordare che, anche con MoVe-In, le misure straordinarie – quali le “domeniche ecologiche” – rimangono vincolanti.
Costi e modalità di adesione
L’adesione al servizio richiede la registrazione tramite SPID, CIE o CNS, seguita dalla scelta di un Telematics Service Provider (TSP) accreditato (AIR, OCTO, Viasat, LoJack, Vodafone Automotive, UnipolTech). Il costo massimo per il primo anno è di 60 euro (35 euro per l’installazione della black-box e 25 euro per il servizio), mentre per gli anni successivi il canone è limitato a 25 euro. Se il veicolo è già dotato di una black-box compatibile, la spesa si riduce a 25 euro anche per il primo anno.
Il quadro nazionale: differenze tra Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna
Il divieto non è uniforme su tutto il Bacino Padano. In Piemonte le autorità hanno sostituito il blocco con misure compensative – incentivi per biocarburanti, ottimizzazione del traffico e sostituzione delle stufe a biomassa – salvando più di 300.000 veicoli. Anche il Veneto ha avviato un iter analogo, prevedendo smart working e agevolazioni per la conversione dei diesel in dual-fuel. In Emilia-Romagna il blocco sarebbe attivo dal 1° ottobre al 31 marzo, ma la regione sta valutando l’introduzione di provvedimenti alternativi; se questi non saranno approvati entro fine mese, il divieto entrerà in vigore.
Al contrario, solo la Lombardia ha confermato la permanenza del blocco per le diesel Euro 5, almeno per il periodo 2026-, mantenendo viva l’opzione MoVe-In per gli automobilisti interessati. La diversità di approccio tra le quattro regioni crea un mosaico di regole che gli utenti devono monitorare attentamente per evitare sanzioni, che variano da 168 a 679 euro e, in caso di recidiva, possono comportare la sospensione della patente per 15-30 giorni.
Chi vive nelle aree lombarde dovrà valutare l’adesione a MoVe-In o considerare l’acquisto di un veicolo più pulito, mentre in Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna le restrizioni potrebbero non concretizzarsi se le misure compensative saranno adottate in tempo.
