Sei profili di sosta che spiegano come usiamo l’auto in città

Arrive ha analizzato dati aggregati e anonimi per individuare sei profili di sosta: percentuali, stabilità dei comportamenti e la prospettiva di Giuliano Caldo sull'importanza di questi indicatori per le amministrazioni.

Parcheggiare non è solo l’ultima manovra dopo aver guidato: può essere visto come un indicatore delle abitudini quotidiane. La società Arrive ha esaminato dati aggregati e anonimi degli utenti per classificare i comportamenti di sosta in sei gruppi distinti, definiti come Parking Personas. Questo lavoro non si limita a etichettare comportamento: offre numeri concreti e utili per comprendere come le auto vengono effettivamente utilizzate nelle aree urbane.

La riclassificazione proposta mette in evidenza differenze nette nella frequenza, nella distribuzione temporale e nelle modalità di occupazione degli stalli. Le informazioni fornite contengono percentuali precise per ciascun profilo e mostrano anche quanto questi schemi siano stabili nel tempo, un elemento rilevante per chi progetta servizi di mobilità e pianifica interventi pubblici.

I sei profili di sosta identificati da Arrive

La segmentazione individua sei categorie principali di utilizzatori del parcheggio. In testa alla classifica c’è il Routine Light che rappresenta il 36% del campione ed è caratterizzato da soste limitate nel corso del mese. Subito dopo si trova il Power User con il 31% ovvero chi parcheggia con frequenza elevata in orari e luoghi molto variabili. Tra le altre categorie, il Weekend Leisure copre il 16% e raggruppa chi usa l’auto prevalentemente nei fine settimana, mentre il Morning Commuter rappresenta il 10% e identifica il pendolare tipico che impiega il veicolo per gli spostamenti casa-lavoro.

Completano il quadro il Routine Heavy con il 6% contraddistinto da soste regolari soprattutto nelle ore serali, e l’inedito Overnight Resident assai raro ma ben definito, che occupa quasi esclusivamente gli stalli nelle ore notturne e costituisce l’1% del campione. Questa mappa percentuale fornisce una fotografia precisa delle abitudini di sosta, utile per interventi mirati su regolamentazione, tariffazione e gestione degli spazi.

Coerenza dei comportamenti e impatto sulla pianificazione urbana

Un elemento chiave emerso dall’analisi è la stabilità dei comportamenti: circa l’80% degli utenti mantiene il proprio profilo di sosta anche nei mesi successivi, segnalando abitudini difficili da modificare. Questa consistenza è particolarmente pronunciata tra i Morning Commuter dove si osserva che il 65% dei privati conserva lo stesso schema di parcheggio nel tempo. La presenza di un’ampia quota di utenti fedeli a uno specifico pattern rende più prevedibili alcuni flussi e più efficaci le politiche basate sui dati.

Implicazioni pratiche per amministrazioni e operatori

Secondo Giuliano Caldo Regional Director di Arrive conoscere questi modelli è fondamentale per le amministrazioni locali: Le modalità con cui le persone sostano riflettono il modo in cui vivono. Questa osservazione sottolinea come le informazioni di sosta non siano meri numeri, ma indicatori utili per progettare servizi, regole e infrastrutture che rispondano alle esigenze reali dei cittadini. La conoscenza delle percentuali e della loro stabilità consente interventi mirati su tariffazione, ZTL, gestione dei parcheggi residenti e offerta di servizi digitali.

Per esempio, aree con una prevalenza di Power User potrebbero richiedere controlli più frequenti o soluzioni dinamiche di tariffazione, mentre i quartieri dominati da Overnight Resident necessitano di politiche orientate alla sosta notturna. Il dato della fedeltà al profilo aiuta a prevedere l’impatto di cambiamenti normativi e a misurare la risposta degli utenti nel medio termine.

Scritto da Andrea Conforti