Il Bonus colonnine domestiche ha raggiunto rapidamente la capacità finanziaria prevista per l’anno: lo sportello online è stato chiuso alle ore 12 del 27 ottobre perché le richieste presentate hanno coperto le risorse destinate al 2026. L’operazione è stata gestita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) e dalle procedure operative di Invitalia, che ha ricevuto le istanze a partire dal 22 settembre.
La misura, pensata per favorire la diffusione della mobilità elettrica in ambito domestico e condominiale, ha attirato un interesse massiccio: sono pervenute oltre 16 mila domande che, nel loro complesso, hanno impegnato i circa 15 milioni di euro stanziati per l’annualità 2026.
Chiusura anticipata dello sportello e gestione delle pratiche
La decisione di chiudere lo sportello alle ore 12 del 27 ottobre deriva dal fatto che le richieste hanno già saturato il plafond disponibile per l’anno. Le pratiche ricevute non sono cancellate: verranno istruite in ordine cronologico secondo quanto previsto dalle procedure di Invitalia. Questo significa che l’ordine di arrivo determinerà la priorità nell’istruttoria e nell’eventuale erogazione del contributo.
Controlli e consultazione dello stato
I richiedenti che hanno inviato la domanda possono verificare lo stato della propria pratica nell’area riservata della piattaforma gestita da Invitalia. L’esame delle istanze comprenderà i controlli sulla documentazione allegata, la regolarità delle fatture e la conformità dei pagamenti, che devono essere tracciabili. L’invio della domanda non equivale automaticamente all’ottenimento del contributo: la concessione dipenderà dall’esito delle verifiche e dalla disponibilità effettiva delle risorse al momento della rendicontazione.
Caratteristiche del contributo e dotazione complessiva
Il Bonus colonnine domestiche è un contributo a fondo perduto progettato per coprire l’acquisto e la posa in opera di infrastrutture di ricarica private, come le wall box e le colonnine domestiche. L’agevolazione copre l’80% delle spese ammissibili, con massimali distinti: fino a 1.500 euro per ciascuna persona fisica e fino a 8.000 euro per installazioni sulle parti comuni dei condomìni.
Ambiti di spesa ammessi
Tra le voci che possono essere rimborsate rientrano l’acquisto del dispositivo di ricarica, i lavori elettrici e le opere edili strettamente necessarie, nonché eventuali sistemi di monitoraggio, progettazione, collaudo e attivazione di un nuovo punto di prelievo (POD). Le spese devono essere documentate da fatture intestate e i pagamenti devono essere tracciabili; i pagamenti in contanti non sono ammessi.
Programmazione finanziaria 2026-2030 e possibili riaperture
Il piano che finanzia il bonus dispone di una dotazione complessiva di 68 milioni di euro distribuiti tra il 2026 e il 2030. Per l’annualità 2026 i fondi allocati ammontano a circa 15 milioni di euro, risorse che sono state impegnate dalle oltre 16 mila domande pervenute dall’apertura dello sportello.
Eventuale riapertura dello sportello
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha chiarito che una riapertura dello sportello per il 2026 è possibile solo se dovessero rendersi nuovamente disponibili risorse, ad esempio a seguito di annullamenti o rinunce. In quel caso verrà pubblicato un avviso specifico. In assenza di nuove disponibilità, le nuove finestre di accesso al contributo saranno disciplinate dalle risorse e dai calendari delle annualità successive fino al 2030.
Per chi non ha ancora presentato domanda l’indicazione è di seguire gli aggiornamenti sul portale dedicato gestito da Invitalia e le comunicazioni del Mimit, che pubblicheranno eventuali novità operative o riaperture.
