Durante un incontro con gli analisti di JPMorgan presso la fabbrica di Fremont Tesla ha presentato le sue ultime novità tecnologiche, tra cui il nuovo sistema FSD v15 e l’aggiornamento sul robot umanoide Optimus Gen 3. Le dichiarazioni dell’azienda hanno suscitato grande interesse, ma anche qualche perplessità tra gli esperti del settore.
FSD v15: un passo avanti significativo
Il nuovo sistema FSD v15 è stato presentato come uno step-change rispetto alle versioni precedenti, basato su sette tecnologie core di cui circa il 40% è già in prova sulla flotta di robotaxi di Austin. Tuttavia, chi segue da vicino gli aggiornamenti di Tesla sa che anche le versioni precedenti erano state presentate come decisive per la guida senza supervisione.
Secondo il resoconto del briefing, FSD v15 introdurrebbe un aumento significativo dei parametri del modello, una finestra di contesto più ampia e una riduzione della latenza di circa il 20%. Tesla ha sottolineato che le nuove funzioni non devono introdurre regressioni nelle capacità di guida già esistenti, un vincolo che dimostra quanto sia delicato il passaggio.
Tuttavia, il dato più concreto riguarda l’uso reale: i robotaxi Tesla hanno percorso finora 380.000 miglia non supervisionate (circa 611.000 kmWaymo ha superato da tempo i 200 milioni di miglia completamente autonome e aggiunge oggi diversi milioni di miglia driverless ogni settimana. Lo scarto tra i due numeri resta enorme e descrive bene la distanza tra un software ancora in fase di validazione e uno testato per anni sulla strada.
HW4 e i prossimi chip: cosa cambia
Tesla ha ribadito che l’HW4 (chiamato anche AI4), il computer di bordo attualmente installato, è sufficiente per far girare v15 in modalità non supervisionata. Tuttavia, l’azienda sta già introducendo una piattaforma intermedia indicata come AI4.5 con circa il 10% di potenza di calcolo in più e circa il doppio della memoria rispetto a HW4. Il chip successivo, AI5 è stato posticipato alla metà del 2027 e il Cybercab verrà comunque lanciato su AI4 o AI4.5.
Optimus Gen 3: vendite esterne dal 2027
Per Optimus il memo descrive una roadmap in tre fasi: distribuzione in una Optimus Academy nella seconda metà del 2026 per raccogliere dati dal mondo reale, impiego in compiti ripetitivi nelle fabbriche Tesla, e infine vendite commerciali a clienti terzi non prima della seconda metà del 2027. Le ambizioni dichiarate parlano di una capacità progettuale a regime di circa 1 milione di unità l’anno a Fremont e 10 milioni l’anno in Texas, ben oltre i volumi realistici dei primi anni di produzione.
Tuttavia, il precedente più recente invita alla cautela: Elon Musk aveva annunciato che Tesla avrebbe avuto 5.000 unità Optimus operative l’anno scorso, mentre oggi risultano ancora pochi robot in fase di test. Chi ha seguito le offerte di lavoro legate a Optimus pubblicate da Tesla nei mesi scorsi trova nella nuova finestra 2027 l’ennesimo aggiustamento di un calendario già scivolato più volte in avanti.
