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25 Ottobre 2026

Carburanti: ENI mantiene il prezzo calmierato, ma cresce la carenza a Bergamo

Il tetto sui prezzi dei carburanti di ENI resta fino al 2026, ma nella provincia di Bergamo le stazioni si trovano spesso a corto di prodotto, generando proteste accese dei gestori.

Carburanti: ENI mantiene il prezzo calmierato, ma cresce la carenza a Bergamo

Il price cap introdotto da ENI il 28 settembre, previsto per una durata di trenta giorni, è stato prorogato fino a fine 2026. L’attuale limite è di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,25 euro per il diesel, con un breve rialzo a 2,19 euro per il gasolio prima della stabilizzazione. L’obiettivo dichiarato è contenere l’impennata dei prezzi in seguito al conflitto in Medio Oriente, ma la misura ha comportato costi stimati in 700 milioni di euro per il gruppo.

Le conseguenze sulla rete bergamasca

Nel giro di pochi giorni dall’attivazione del tetto, le stazioni di servizio a marchio ENI nella Provincia di Bergamo hanno iniziato a registrare scorte ridotte. Il fenomeno si è accentuato soprattutto per il gasolio, dove la domanda ha superato le previsioni di rifornimento. Decine di impianti, in particolare nelle aree interne delle Valli e nella Bassa Bergamasca, sono rimasti senza carburante per almeno un giorno alla settimana, provocando disagi a cittadini, imprese e servizi essenziali.

Raccolta dei gestori il 22 ottobre

Il 22 ottobre, la Figisc e il Confcommercio Bergamo hanno convocato un’assemblea straordinaria dei gestori ENI. Presieduta da Renato Mora, presidente del Gruppo Benzinai Confcommercio Bergamo, la riunione ha evidenziato una “situazione paradossale”: il price cap ha spinto i consumatori a colmare le proprie scorte, ma la filiera logistica non è riuscita a mantenere un flusso costante di rifornimento. I partecipanti hanno rimarcato che la carenza è il risultato di una cronica inefficienza logistica aggravata dalla limitazione di prezzo.

Le proteste dei gestori e le richieste alle autorità

Di fronte alla persistente scarsità, i gestori hanno deliberato di spegnere le insegne luminose delle stazioni ENI nelle ore notturne a partire dal 26 ottobre, in segno di “agitazione” e per attirare l’attenzione del Prefetto di Bergamo, Luca Rotondi. L’assemblea ha anche deciso di inviare una relazione dettagliata al Prefetto, documentando le interruzioni di fornitura e chiedendo un intervento tempestivo per garantire la continuità del servizio.

Rischi per gli altri marchi

Il timore espresso dai rappresentanti è che la carenza possa estendersi anche a brand concorrenti che hanno adottato misure analoghe, come IP, Q8, Tamoil e altri operatori minori. In zone dove la capillarità della rete è bassa, la concentrazione di domanda su un singolo distributore porta rapidamente all’esaurimento delle scorte, creando quello che gli esperti definiscono un “effetto a cascata”.

Bilanci e prospettive future di ENI

Nonostante le tensioni sul territorio, i bilanci recenti mostrano che ENI resta in buona salute finanziaria. La società ha dichiarato che continuerà a monitorare le dinamiche di mercato e le disponibilità effettive, valutando eventuali aggiustamenti ai listini. Tuttavia, la combinazione di price cap, costi di contenimento e pressioni logistiche rende probabile che le difficoltà di approvvigionamento persistano almeno per i prossimi mesi, mantenendo alta l’attenzione sia dei consumatori sia delle autorità.