Negli anni ’60, due auto apparentemente diverse hanno condiviso un elemento stilistico che avrebbe rivoluzionato il design automobilistico: il lunotto panoramico. La Fiat 2300 S Coupé raffinata granturismo italiana, e la Plymouth Barracuda accessibile sportiva americana, sembrano provenire da mondi opposti, ma la loro storia è intrecciata in modo inaspettato.
Queste due vetture, pur essendo nate in contesti molto diversi, condividono un elemento che ha segnato un’epoca: il lunotto panoramico. Questo dettaglio, apparentemente semplice, ha anticipato il successo delle carrozzerie fastback e ha radici profonde nel lavoro di Ghia e nei rapporti tra il design italiano e il gruppo Chrysler.
Due stili, un’eredità comune
Nonostante le evidenti differenze stilistiche, come il trattamento delle fiancate, le scanalature, i paraurti e gli interni, le somiglianze tra le due auto sono innegabili. La Barracuda è arrivata dopo la Fiat 2300 S ma questo non significa che sia un plagio. Ghia la carrozzeria italiana che aveva firmato la Fiat 2300 S, aveva rapporti molto stretti con Virgil Exner designer della Chrysler, e con tutto il gruppo. Per loro conto, Ghia realizzò diverse fuoriserie esclusive e modelli di lusso, come le limousine Imperial allestite a Torino.
Tra le creazioni più audaci di questo periodo c’è la Chrysler Turbine di Elwood Engel mossa da un propulsore a turbina e realizzata da Ghia in 50 esemplari sperimentali destinati a clienti selezionati. Questo progetto dimostra la stretta collaborazione tra i due mondi e l’influenza reciproca che ha portato alla nascita di modelli iconici.
L’antenata comune: la Dual Ghia L6.4
L’antenata comune delle nostre gemelle diverse è la Dual Ghia L6.4 del 1960, progettata da Eugene Casaroll. Questa serie limitatissima, con motore Chrysler e carrozzeria e interni firmati Ghia, presenta un lunotto panoramico in tre parti proprio come sulla Fiat 2300 S. Questo elemento non solo era in sintonia con le linee tese dell’auto, ma risolveva anche un problema comune alle berlinette europee: la scarsa luminosità dell’abitacolo e la limitata visibilità verso l’esterno, soprattutto al retrotreno.
Il designer Irv Ritchie mentre abbozzava la Barracuda, aveva sicuramente sottomano i vecchi disegni di Ghia, quasi replicandone alcuni aspetti. Nel 1966, la nuova grande fastback della Corporation diventerà la Dodge Charger prima serie, mentre la Fiat introdurrà, nel 1967, la bella, ma diversissima Dino Coupé. Questa catena di relazioni verrà interrotta, ma il segno lasciato da queste due auto rimarrà indelebile nella storia del design automobilistico.
