Evans primo a Berlino: rimonta dalla fine della griglia e primato storico

Evans firma una rimonta storica al Tempelhof e balza a quota 16 vittorie, mentre Wehrlein riprende la leadership del mondiale

La seconda prova dell’E-Prix di Berlino, disputata sul cemento dell’ex aeroporto di Tempelhof, è stata teatro di una delle rimonte più straordinarie viste in Formula E. Partito dalla 17ª posizione, Mitch Evans ha rimontato fino alla vittoria con una combinazione di calma, scelta tattica e gestione dell’energia assolutamente chirurgica, ottenendo il successo nell’ottavo round della 12esima stagione del campionato.

La vittoria non è stata solo un risultato personale: proietta Evans a quota 16 trionfi in carriera, rendendolo il pilota più vincente nella storia della categoria, e assume valore simbolico nel contesto della sua separazione annunciata da Jaguar alla fine della stagione, dopo dieci anni insieme.

La rimonta di Evans: strategia e tempismo

La progressione di Evans non è stata casuale ma il frutto di una strategia studiata. Rimasto a lungo lontano dai riflettori in avvio, il neozelandese ha atteso il momento giusto per sfruttare il Attack Mode e i buchi nella gestione della batteria dei rivali. In Formula E la simulazione della corsa passa spesso per la quantità di energia residua: saperla dosare significa poter imporre il ritmo nei giri decisivi, e proprio questo ha fatto la differenza sul circuito di Tempelhof.

Il ruolo dell’Attack Mode

L’attivazione del Attack Mode si è rivelata cruciale. Messa a confronto con gli avversari che hanno utilizzato la potenza extra in momenti diversi, la strategia di Evans ha privilegiato l’accumulo di riserva per gli ultimi passaggi. L’Attack Mode è una finestra temporanea di potenza che, se utilizzata al momento opportuno, crea un vantaggio decisivo: Evans l’ha usata per guadagnare posizioni e poi per difendere il ritmo fino al traguardo.

Fasi salienti della corsa e colpo di scena finale

La corsa è stata caratterizzata da un gruppo compatto e da contatti che hanno influenzato la classifica: incidenti hanno tolto di scena piloti importanti e costretto alcuni a rientri ai box. In testa alla griglia il poleman Pascal Wehrlein (Porsche) aveva iniziato benissimo, ma il degrado delle gomme e la complessa gestione dell’energia lo hanno relegato al terzo posto finale, nonostante la partenza dalla pole e il supporto del pubblico di casa.

L’incidente che ha cambiato il finale

A pochi giri dalla fine un contatto tra la Jaguar di Da Costa e la Porsche di Nico Müller ha reso necessario l’intervento del regime di Full Course Yellow. Questo episodio ha neutralizzato temporaneamente la corsa, impedendo ai rivali di sfruttare pienamente i boost residui e permettendo a Evans di mantenere il comando al ripristino della marcia normale. L’Full Course Yellow è una neutralizzazione che limita i margini di recupero: nel caso di Tempelhof, ha cristallizzato le posizioni favorevoli ad Evans.

Impatto sul mondiale e prossimi passi

Il podio berlinese ha avuto ripercussioni immediate sulla classifica piloti: grazie al terzo posto conquistato sotto la propria tifoseria, Pascal Wehrlein è tornato in vetta con 101 punti, davanti a Mitch Evans (98) e a Edoardo Mortara (93). Oliver Rowland, secondo a Berlino e autore del punto per il giro veloce, resta comunque in piena corsa iridata con 83 punti. La lotta per il titolo rimane serrata e ogni scelta strategica in gara può risultare decisiva.

Cosa aspettarsi a Monte Carlo

Il prossimo doppio round previsto nel Principato di Monte Carlo, nelle date del 16 e 17 maggio 2026, sarà un banco di prova diverso: il circuito cittadino richiederà strategie alternative, precisione nei sorpassi e una gestione dell’energia ancora più attenta. Team come Jaguar, Porsche e Nissan arriveranno a Monte Carlo con dati preziosi tratti da Berlino, pronti a sfruttare ogni margine tattico per spostare nuovamente gli equilibri del campionato.

Scritto da Fabio Rinaldi