Il ritorno di Fondmetal in F1, ora fornitore dei cerchi Aston Martin

Fondmetal risorge a Palosco per equipaggiare l'Aston Martin AMR26: storia, tecnologia e spillover verso le auto stradali in una sola occasione.

L’odore di metallo e di storia avvolge la sede di Palosco, dove il marchio bergamasco Fondmetal ha celebrato il suo ritorno in Formula 1. Il 17 settembre 2026, la squadra britannica Aston Martin ha presentato l’AMR26 accanto ai nuovi cerchi forgiate, segno di una partnership che combina tradizione familiare e avanguardia tecnologica.

Fondmetal rientra nel paddock come fornitore esclusivo di ruote per Aston Martin

Il nuovo accordo rappresenta il primo passo di Fondmetal nella massima serie dopo 26 anni di assenza. Dalla prima ruota monoblocco in magnesio del 1983, passando per la fornitura a Williams nel 1986, fino alla gestione della Scuderia Fondmetal F1 negli anni ’90, l’azienda ha sempre avuto radici profonde nel mondo delle corse. Oggi, però, la scelta è di concentrarsi sulla produzione di componenti ultra-performanti, lasciando la costruzione di intere monoposto a partner più grandi. Il CEO Stefano Rumi ha sottolineato il valore emotivo dell’evento: “Portare di nuovo una F1 a Palosco, dove nostro padre ha fondato il team, è un gesto che supera il semplice business”.

Le origini storiche del marchio

Nel 1983 Fondmetal lanciò la prima ruota monoblocco in magnesio, rivoluzionando l’approccio alle soluzioni di leggerezza. Tre anni dopo divenne fornitore ufficiale della Williams, contribuendo a vittorie memorabili. Successivamente, Gabriele Rumi trasformò la società in una vera scuderia, partecipando al campionato con la Scuderia Fondmetal F1 nel 1991-1992, prima di diventare azionista di maggioranza della Minardi dal 1997 al 2000. Queste tappe hanno costruito un patrimonio di esperienza che oggi rende possibile l’ingresso nella nuova era delle regolamentazioni F1.

Le sfide tecniche dei cerchi AMR26

Il nuovo regolamento, in vigore dal 2026, consente a ciascun team di co-sviluppare le proprie ruote, trasformandole in componenti open source. La magnesio forgiato selezionato da Fondmetal parte da un grezzo di circa 40 kg, per arrivare a un prodotto finito di soli 6 kg grazie a processi CNC avanzati. Luca Furbatto, Engineering Director di Aston Martin, ha spiegato che il design non si limita al peso: ogni profilo deve integrarsi con l’aerodinamica del bolide e gestire lo scambio termico per massimizzare l’efficienza degli pneumatici. Il cerchio anteriore presenta sei razze cave, mentre quello posteriore è di tipo lenticolare, con uno spessore della campana pari al minimo regolamentare di 2,5 mm, rendendolo probabilmente il più leggero del paddock.

Controlli di fatica e durata

Secondo James Smith, Chief Technical Officer della divisione ruote forgiate, la durata di fatica è stata valutata a 2000 km, con ispezioni ogni 500 km durante i test. Tuttavia, il rischio di danni durante i pit-stop resta reale, rendendo indispensabili procedure di montaggio molto precise. La collaborazione stretta tra gli ingegneri di Aston Martin e i tecnici di Fondmetal ha permesso di ottimizzare il bilanciamento tra leggerezza, resistenza e facilità di produzione, rispettando al contempo il limite di 2,5 mm imposto dalla FIA.

Dalla pista alla strada: il trasferimento tecnologico

Le stesse linee di produzione impiegate per l’AMR26 sono utilizzate per creare la serie stradale Fondmetal 9RS un modello che porta le prestazioni da circuito su quattro ruote omologate. Questo “ponte” tra motorsport e mercato granducato dimostra come la passione familiare possa trasformarsi in innovazione pratica, migliorando la dinamica delle auto sportive di serie. La capacità di forgiare componenti con tolleranze micrometriche, infatti, si traduce in una maggiore rigidità e riduzione dei consumi, benefici che i clienti di strada possono apprezzare quotidianamente.

Con Aston Martin come unico partner F1, la casa bergamasca ha la possibilità di concentrare tutte le sue risorse su un progetto di eccellenza, aprendo la strada a nuove collaborazioni e a un futuro in cui la frontiera tra pista e strada diventa sempre più sottile.

Scritto da Ilaria Mauri