Nuove regole per le multe: ecco come cambiano le sanzioni stradali

Il ministero dei Trasporti ha annunciato importanti modifiche al codice della strada, introducendo multe variabili e nuove sanzioni. Scopri i dettagli.

Il ministero dei Trasporti ha presentato una serie di modifiche significative al codice della strada, che introducono un nuovo sistema di multe variabili e nuove sanzioni. Questa riforma, annunciata dopo la retromarcia su alcune precedenti proposte, mira a rendere il sistema più equo e adattabile alle diverse situazioni.

La novità principale riguarda l’introduzione di una tabella sanzionatoria aggiornata che prevede multe variabili in base a circostanze specifiche. Questo approccio si allinea a un sistema già utilizzato in ambito penale, dove le sanzioni possono variare in presenza di circostanze aggravanti o attenuanti.

Multe variabili: come funzionano

La riforma introduce un sistema in cui l’importo della multa non dipenderà più solo dalla violazione commessa, ma anche dalle caratteristiche concrete del comportamento tenuto dal conducente. Elementi come la gravità e la pericolosità della condotta, il tipo di veicolo, la situazione del conducente e le modalità con cui è stata commessa l’infrazione potranno influenzare l’importo finale.

Ad esempio, per alcune violazioni come il passaggio con il semaforo rosso, la sanzione pecuniaria di riferimento può essere pari a 167 euro, con la perdita di sei punti dalla patente di guida. In caso di una nuova infrazione commessa entro determinati limiti temporali, può scattare una sospensione della patente da uno a tre mesi. La novità consiste nell’estendere questo principio a una platea più ampia di violazioni amministrative.

Maggiorazioni e riduzioni

La cifra indicata nel verbale potrebbe essere modificata sulla base delle circostanze del caso concreto, con incrementi fino al raddoppio dell’importo e riduzioni che possono arrivare anche alla metà. Tra gli esempi previsti c’è una sanzione di 350 euro, associata alla decurtazione di sei punti e, in determinate situazioni, a un divieto di guida per venti giorni. La cifra potrebbe aumentare del 10%, arrivando a 385 euro, in una serie di casi specifici.

Le maggiorazioni possono interessare anche alcune infrazioni commesse dai neopatentati, dai conducenti di automobili con potenza superiore a 150 kW e da chi si trova alla guida di autobus o mezzi pesanti. La bozza prevede inoltre una specifica maggiorazione del 20%, che può portare l’importo a 420 euro, nel caso in cui si guidi dopo aver assunto alcol o sostanze stupefacenti o psicotrope.

Nuove sanzioni e comportamenti specifici

La nuova tabella sanzionatoria introduce anche 85 nuove fattispecie sanzionatorie, pari all’11% del totale. Tra queste figurano il divieto di accendere fuochi nei pressi della strada, con una sanzione che passa da 250 a 1.000 euro, il divieto di circolare con monopattini quando sono di intralcio ai pedoni (40 euro) e la circolazione sul marciapiede dei veicoli a due o tre ruote (40 euro).

Il ministero ha sottolineato che la maggior parte delle sanzioni è stata ridotta, con un impatto sanzionatorio complessivo che diminuisce di circa il 7% rispetto a quello vigente. Tuttavia, ci sono casi ponderati di incrementi più consistenti per valutazione di pericolosità sociale della condotta o perché oggi la sanzione è sottovalutata.

Ad esempio, la multa per la violazione dell’obbligo di assicurazione sale dagli attuali 866 euro ai futuri 1.000 euro, mentre la violazione delle regole sulla precedenza per chi effettua manovre di immissione, retromarcia e inversione di marcia passa da 42 a 80 euro.

Sconti per comportamenti sicuri

Non solo rincari. Tra le ipotesi allo studio del ministero compaiono anche riduzioni dell’importo fino al 50%, legate alle circostanze della violazione e al comportamento del conducente. Un esempio particolarmente significativo riguarda i motociclisti: la bozza del decreto contempla infatti la possibilità di riconoscere una riduzione a chi usa determinati dispositivi di protezione ed equipaggiamenti di sicurezza.

In generale, sarà comunque l’organo di polizia a dover accertare l’infrazione e a determinare aumenti e riduzioni attraverso una procedura specifica. Ci saranno però circostanze nelle quali sarà necessario l’intervento dello stesso destinatario del verbale. In questi casi, infatti, la condizione che consente di ottenere la riduzione si realizzerà soltanto dopo la contestazione o la notifica dell’infrazione e dovrà quindi essere fatta valere dall’interessato.

Il quadro resta comunque ancora provvisorio, perché la bozza del decreto legislativo è ancora in via di definizione e alcuni aspetti potrebbero essere modificati nel corso dell’iter prima dell’eventuale entrata in vigore delle nuove regole.

Scritto da Ilaria Mauri