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Price cap di Enilive: benzina a 1,99 € e gasolio a 2,19 €

Eni annuncia un price cap sui carburanti nei suoi punti vendita Enilive, con prezzi fissi per 30 giorni.

Il gruppo energetico italiano ha annunciato una misura inedita per i propri clienti: a partire dal 28 settembre, il prezzo della benzina verrà limitato a 1,99 € al litro e quello del gasolio a 2,19 € al litro. L’intervento, definito price cap interesserà più di 4.000 stazioni di servizio contraddistinte dal marchio Enilive e avrà una durata iniziale di trenta giorni, con la possibilità di prolungamento fino alla fine dell’anno, a seconda dell’andamento dei mercati internazionali.

Parametri del tetto di prezzo e copertura territoriale

Il limite di prezzo è stato fissato tenendo conto dell’attuale agevolazione fiscale sulle accise, che ha ridotto il costo di queste ultime da 12,2 centesimi a 6,1 centesimi per litro. La soglia di 2,19 € per il diesel e 1,99 € per la benzina corrisponde a una riduzione di circa 17 centesimi rispetto al prezzo medio di mercato rilevato nella settimana precedente. Tutte le stazioni Enilive, anche quelle ancora contraddistinte dal vecchio logo Eni, saranno obbligate ad applicare questi valori, con l’obiettivo di garantire coerenza su scala nazionale.

Durata e possibilità di estensione

La misura è stata concepita come una risposta temporanea alle recenti pressioni sui prezzi, ma la sua validità potrà essere prorogata fino al 31 dicembre. La decisione di estendere il prezzo massimo dipenderà dall’andamento del mercato globale del petrolio e dalla disponibilità di approvvigionamento, fattori che Eni sta monitorando quotidianamente per valutare l’efficacia dell’intervento.

Motivazioni alla base del price cap

Eni ha giustificato la scelta con una duplice ragione: da un lato la contrazione dell’offerta di prodotti raffinati a livello internazionale, dovuta alle tensioni geopolitiche in corso, e dall’altro la perdita di capacità di raffinazione in Europa, dove quasi trenta raffinerie hanno chiuso i battenti negli ultimi quindici anni. Queste dinamiche hanno spinto i prezzi dei carburanti a livelli che le famiglie e le imprese italiane trovano difficili da sostenere. L’azienda, quindi, si presenta come un “attore di solidarietà”, assorbendo parte dell’incremento dei costi internazionali per proteggere i propri clienti.

Strategia di mitigazione dei costi

Già a marzo, Eni aveva avviato una politica di ribaltamento parziale dell’aumento delle quotazioni internazionali sui prezzi consigliati nei propri punti vendita, una strategia che ora viene potenziata con il nuovo tetto. L’obiettivo è ridurre il peso del caro carburante sulla spesa delle famiglie, preservando al contempo la sostenibilità finanziaria dell’azienda.

Reazioni di consumatori e governo

L’Unione nazionale consumatori ha accolto con entusiasmo la decisione, definendola “un’ottima notizia” e sottolineando l’assenza di iniziative concrete da parte del governo per contenere l’aumento dei prezzi. Il presidente dell’associazione, Massimiliano Dona, ha evidenziato come la misura di Eni rappresenti un vero contributo al benessere dei cittadini.

Iniziative governative e consultazioni settoriali

Parallelamente, il governo ha previsto un incontro per il giovedì 8 ottobre, convocato dal ministro delle Imprese Adolfo Urso e dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. L’obiettivo è valutare come le raffinerie italiane possano aumentare la produzione di prodotti chiave per mitigare l’impatto dello scenario internazionale sull’approvvigionamento interno. All’incontro saranno presenti rappresentanti di diversi operatori del settore, tra cui Sonatrach, Socar-IP e Saras, con la partecipazione anche di Eni.

La sua efficacia dipenderà dalla stabilità dei mercati globali e dal futuro delle politiche fiscali, ma per i consumatori italiani la misura si traduce già in un risparmio tangibile sulle spese di rifornimento.

Scritto da Ilaria Mauri