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Sensori parcheggio: come funzionano e modelli

sensori di parcheggio

Sempre più modelli di auto nuove di ogni segmento offrono un sistema di sensori di parcheggio, è la nuova frontiera della tecnologia in auto.

La tecnologia in auto al giorno d’oggi è sempre più imperante, talvolta viene esasperata, come nel caso delle auto dotate di pilota automatico elettronico, ma talvolta viene proposta in forme più blande come semplice assistenza alla guida o alla sicurezza attiva.

Sensori di parcheggio anteriori e posteriori

In qualsiasi salsa se ne parli il dato chiaro e lampante è che è sempre maggiore la presenza della tecnologia dentro le nostre auto, e coinvolge in pratica quasi tutti i campi dell’auto stessa. I sensori di parcheggio non sono da meno, e tentano, talvolta avvalendosi in alcuni modelli di una tecnologia abbastanza spicciola, di semplificare la vita al guidatore. Ma la tecnologia ha sempre i suoi risvolti, positivi e negativi, e la sempre maggiore presenza tecnologica ed innovativa ha sì creato nel tempo nuove figure specializzate e sempre aggiornate capaci di gestire eventuali guasti, ma ha anche creato nuovi guasti, in taluni casi molto costosi, di cui non si conosceva l’esistenza.

Una polemica fortemente piena di pareri discordanti cataloga i sensori di parcheggio come un espediente pratico di cui le assicurazioni si servono allo scopo di evitare pratiche (e relativi pagamenti di danni) riguardanti semplici incidenti ‘da contatto’, ossia generati in funzioni di maldestre manovre di parcheggio.

In molte polizze è stata infatti inserita la clausola che prevede che non è corrisposto nessun rimborso danni se l’auto che lo ha provocato è dotata di sensori di parcheggio.

Bisogna capire da che parte stare.

In questa guida ci limiteremo ad esporre dati oggettivi in senso stretto relativi al sistema, lasciando ogni considerazione positiva e negativa ai posteri.

Come funzionano

Andiamo innanzitutto a capire, in maniera abbastanza spicciola, cosa sono i sensori di parcheggio e qual è la loro funzione.

Si tratta di piccoli rilevatori capaci di misurare la distanza che il veicolo ha da un ostacolo, magari appunto un altro veicolo parcheggiato.

Il sistema può essere dotato di numerose tipologie di segnalazione: la più diffusa e semplice è quella acustica (che varia in funzione della distanza rilevata, diventa più intensa man mano che questa diminuisce), ma esistono anche modelli più sofisticati che inglobano oltre ad un allarme sonoro, un display digitale che, come un semaforo, parte dal verde e diventa via via giallo o rosso col diminuire della distanza rilevata.

Dove installarli

I sensori di parcheggio possono essere installati sia sul paraurti anteriore che su quello posteriore. I primi modelli di auto a montare questa tipologia di sensori di serie prevedevano solamente quelli posteriori, ma nel corso del tempo sempre più modelli di ogni segmento sono stati dotati di sensori anteriori e posteriori.

Perché montarli? Partendo dal presupposto che di serie non siano presenti sulla nostra auto, da un certo punto di vista si rivelano abbastanza comodi nell’evitare piccoli danni derivanti da urti da parcheggio.

Sicuramente chi possiede un mezzo in perfette condizioni e di pochi anni d’età ne trarrà più beneficio di chi ha a disposizione un mezzo vecchiotto e possibilmente malconcio.

Da un altro lato chi non possiede un’auto nuova può guardare i sensori dal punto di vista della prevenzione: non arrecare un danno (anche se piccolo) ad un altro veicolo, magari appunto per una semplice manovra di parcheggio, potrebbe essere interessante come tesi.

La maggior parte dei modelli in commercio vengono installati praticando dei fori sul o sui paraurti, determinanti allo scopo di alloggiare i piccoli sensori, ma esistono numerosi modelli in commercio, la cui complessità varia in funzione di un prezzo di acquisto crescente.

Invisibili

Sicuramente una delle scelte più gettonate e pratiche per chi non vuole andare ad avventurarsi in una installazione più complessa. Rappresentano una evoluzione naturale dei sensori di parcheggio. Ma qual è la differenza con quelli, diciamo, tradizionali?

Molto semplicemente vengono installati non sopra il paraurti, utilizzando appositi fori da realizzare ad hoc, ma in pratica dietro il paraurti, sulla superficie interna.

A parità di efficienza, l’installazione risulta da un lato più semplice da un altro lato non modifica l’estetica preesistente del veicolo.

In termini stretti di installazione materiale dei sensori, una parte di essa può essere realizzata in fai date, cioè la parte riguardante il piazzamento dei rilevatori sul paraurti. Nel caso di sensori esterni un minimo di manualità nel praticare i fori specifici è necessaria, nel caso di sensori invisibili si è molto agevolati dal fatto che vengono posizionati tramite adesivi specifici; anche un piccolo errore nel prendere le misure non sarà visibile.

Sicuramente il cablaggio che permetterà il funzionamento dell’apparecchiatura deve essere effettuato da un elettrauto professionista, a meno che non si è avvezzi ad installazioni di questo tipo, difficilmente si potrà farlo da soli.

Wireless

Sicuramente un passo in avanti nel campo del fai da te in questo argomento è stato fatto dall’uscita sul mercato di sensori di parcheggio con sistema wireless (senza fili).

In questo sistema i sensori vengono collegati (con cavo) ad una centralina posizionabile in qualsiasi punto nascosto dell’auto e questa centralina trasmetterà i segnali rilevati dai sensori direttamente via wireless ad un display a gradazione semaforica dotato di segnali sonori.

Nel caso in cui si opti per un sistema di questi tipo, dotato di sensori invisibili, l’installazione diventa molto semplice e può essere tranquillamente effettuata da soli.

La manualità richiesta è davvero poca ed il risultato che si può ottenere davvero notevole.

Questi sistemi rappresentano, ad oggi, quanto di più innovativo nel settore.

Costi

La nota dolente, in alcuni i casi è rappresentata dai costi, che in ogni caso sono molto variabili ed influenzati notevolmente dalla tipologia di sistema scelto e dalla relativa qualità.

Sistemi abbastanza semplici, con cavo e dotati del solo allarme sonoro possono essere acquistati anche con 10,00 euro circa, ma se non si è pratici a questi vanno sommati i costi di installazione presso un elettrauto.

Sistemi più complessi e qualitativamente superiori oscillano tra 30,00 euro fino a 100,00 euro circa. Sempre esclusi costi di installazione.

La valutazione è un fattore puramente personale: esistono sistemi invisibili wireless dal costo più elevato, ma che possono essere montati da soli e sistemi semplici che necessitano dell’intervento di un professionista. La scelta finale, come sempre, va fatta da chi guida.

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