Tariffa per occupazione delle colonnine: cosa cambia a Bruxelles e come funziona

Da ottobre 2026 scatterà un costo aggiuntivo per le soste più lunghe alle colonnine pubbliche della Regione di Bruxelles-Capitale; chi lascerà l'auto collegata per più di sei ore dovrà pagare 0,06 euro al minuto nella fascia 9:00-22:00, mentre in Italia ogni gestore definisce autonomamente tempi e costi.

La Regione di Bruxelles-Capitale ha deciso di introdurre una novità tariffaria mirata a scoraggiare le soste eccessivamente lunghe alle colonnine pubbliche. Da ottobre 2026 scatterà infatti un costo aggiuntivo per le soste più lunghe una misura pensata per favorire la rotazione degli stalli nelle ore di maggiore richiesta.

La scelta deriva da dati sull’utilizzo degli impianti: Secondo i dati diffusi dall’amministrazione di Bruxelles, le colonnine pubbliche restano occupate mediamente per circa sei ore e mezza un valore che supera la durata tipica delle ricariche in corrente alternata e limita la disponibilità alla mobilità elettrica urbana.

Dettagli della misura adottata dalla Regione di Bruxelles-Capitale

La nuova regola è specifica e facilmente misurabile: Chi lascerà l’auto collegata per più di sei ore dovrà pagare 0,06 euro al minuto per il tempo eccedente. La regola si applicherà nella fascia oraria compresa tra le 9 e le 22 l’intervallo giornaliero scelto perché corrisponde alle ore con maggiore domanda di ricarica. L’obiettivo dichiarato è contenuto in una frase ufficiale: La nuova tariffa punta quindi a limitare le soste prolungate e a migliorare la disponibilità delle infrastrutture esistenti senza dover aumentare immediatamente il numero di punti di ricarica.

Ragioni operative e impatto atteso

L’amministrazione indica che l’occupazione media di circa sei ore e mezza è eccessiva rispetto alle esigenze della maggior parte degli utenti che utilizzano colonnine in AC. Per questo motivo la soglia scelta è quella delle sei ore fissata a livello pubblico e uniforme su tutte le colonnine coinvolte dalla misura. L’effetto atteso è un aumento della rotazione degli stalli durante il giorno, con benefici sulle possibilità di accesso alla ricarica per chi ne ha bisogno senza interventi infrastrutturali immediati.

Il confronto con la situazione italiana e le pratiche degli operatori

In Italia non esiste una norma nazionale che stabilisca un’unica regola di occupazione: In Italia, invece, ogni gestore definisce autonomamente tempi e costi. La conseguenza è che le modalità pratiche variano da rete a rete, con regole che in molti casi fanno scattare una idle fee solo dopo la fine della ricarica e spesso dopo un periodo di tolleranza.

Un esempio concreto è quello di alcuni gestori che applicano la tariffazione dopo un intervallo fisso: A2A E-moving, per esempio, attiva una penale di occupazione 60 minuti dopo il termine della ricarica. Inoltre, sui punti in corrente alternata (AC) la rete può applicare un costo di 0,09 €/min nella fascia 7-23 mentre sulle infrastrutture Fast e Ultra il valore può salire a 0,18 €/min tutti i giorni. Altri operatori prevedono regole diverse Ionity, Electra e Tesla Supercharger, tra gli altri, possono far scattare la tariffa dopo 10, 30 o 60 minuti dalla conclusione della ricarica, oppure applicarla solo in condizioni di affollamento della stazione.

Perché le soluzioni variano

La differenza tra l’approccio pubblico di Bruxelles e quello privato italiano riflette scelte diverse: la prima stabilisce una soglia uniforme (6 ore) e un importo chiaro (0,06 euro al minuto) per tutta l’area coinvolta, mentre in Italia la gestione rimane flessibile e legata al modello commerciale di ciascun fornitore. Questo porta a scenari in cui l’utente può trovare sia periodi di tolleranza sia penalità immediate a seconda dell’operatore e del tipo di colonnina (AC vs HPC).

Nel complesso, la misura adottata dalla Regione di Bruxelles-Capitale rappresenta un esperimento pubblico per aumentare la disponibilità delle colonnine nelle ore di punta, mentre in Italia il mercato continuerà a sperimentare soluzioni diverse per bilanciare accessibilità e uso corretto delle infrastrutture.

Scritto da Ilaria Mauri