Tassa automobilistica: cos’è e quando si paga

Tassa automobilistica. Quando e come farla, chi può considerarsi esonerato. Scopriamo i segreti di questa importante normativa.

Le normative che regolano questa importante tassa risale al 1953, in particolar modo con il primo testo unico sulle tasse automobilistiche. Ma ad oggi sono cambiate molte regole, a cominciare appunto dalla qualificazione giuridica per cui la tassa automobilistica si lega al possesso e non al diritto di circolazione del veicolo (1983).

Cos’è la tassa automobilistica

Dimostrazione di questo stato di cose, è il fatto che alla perdita del mezzo dovuta a furto, vendita, rottamazione o trasferimento in un paese estero, automaticamente decade anche l’obbligo di pagamento, nonostante rimanga dovuto il pagamento per l’intero anno di possesso, ossia per tutta la durata dei dodici mesi dalla data di scadenza. Nel caso in cui il veicolo venga venduto, è consigliabile agire entro il mese successivo alla scadenza – limite entro il quale effettuare il pagamento – affinché il tributo non venga pagato.

Il nuovo acquirente si accollerà i termini del bollo del venditore e dovrà rispettare la naturale scadenza dello stesso.

Le restituzioni sulla tassa, e valide su tutto il territorio nazionale, sono sempre ammesse nei casi di furto, sequestro o rottamazione del veicolo: la prassi vigente prevede alcune procedure per cui il fermo o la perdita del mezzo sono riconosciute come cause di perdita del possesso, quindi rimborsabili.

Il possesso del veicolo è decretato, oltre che dal pagamento del bollo anche dall’iscrizione dello stesso al Pubblico Registro Automobilistico – PRA – che, in conseguenza della recente Riforma Madia per la PA, è stato abolito il giorno 1 Marzo 2017.

Tutto ciò significa , che ad oggi, non v’è più un certificato di proprietà gestiti dal PRA e un libretto di circolazione prodotto dalla motorizzazione, ma v’è un unico documento del veicolo che viene gestito da un nuovo ente: l’Agenzia per il Trasporto stradale. In concreto, tutto ciò comporta che in caso di furto, non è più necessario comunicarlo presso il PRA per evitare il pagamento della tassa, ma , verranno inserite ( dal momento che l’abolizione è avvenuta da poco tempo) altre regole più automatiche per giungere ad un equa soluzione fiscale.

Inoltre, c’è da ricordare, che la tassa automobilistica, è un tributo di competenza delle regioni e in quanto tale assorbe i dettami giuridici su scala nazionale, ma a queste aggiunge regole specifiche dettate da esigenze locali con cui stabilire le esenzioni, le riduzioni di pagamento e tante altre modalità di natura gestionale e fiscale. Il proprietario del veicolo, infatti, paga il tributo alla sua regione di appartenenza e ad essa si lega per vedere riconosciuto un adeguato profilo fiscale in base alle sue capacità e caratteristiche socio-economiche.

Quando e dove si paga

Il pagamento avviene in sincrono con la data di acquisto del veicolo ed entro l’ultimo giorno del mese di riferimento, salvo che la transazione non sia avvenuta negli ultimi dieci giorni del mese , in questo caso si può rinviare il pagamento al mese successivo. Invece, il proprietario di un veicolo già circolante dovrà pagare entro la fine del mese successivo alla scadenza.

Per quanto riguarda tutti gli altri casi si dovrà rispettare anche il mese entro cui far ricadere il pagamento dalla data di prima immatricolazione del veicolo: per le auto: aprile-agosto-dicembre; per i veicoli di trasporto e commerciali: gennaio-maggio-settembre; per i ciclomotori e moto: gennaio-luglio.

Gli sportelli, fisici e virtuali, da cui poter effettuare il pagamento del bollo sono quelli di seguito elencati: sportelli sul territorio o online dell’ACI (Automobile Club d’Italia); uffici delle Poste Italiane; agenzie di pratiche automobilistiche sparse sul territorio; tabaccherie che dispongono del collegamento con Lottomatica; Portali web regionali che hanno uno sportello online adibito alla tassa automobilistica.

Chi deve pagarla

Il proprietario di un veicolo è sempre tenuto a pagare questo tributo, a meno che non venga esentato in quanto appartenente a determinate categorie, per le quali è prevista sia a livello nazionale che regionale l’esenzione. Vi sono da considerare alcune eccezioni, come ad esempio la compravendita del veicolo affidata ad un commerciante che esonera il proprietario dal pagamento del tributo e lui stesso richiede l’esenzione per il periodo di affidamento. Oppure, quando bisogna fare il leasing del veicolo, la tassa è compresa nel prezzo rateale, anche nel caso in cui il bene sia riscattabile secondo i termini previsti dal contratto.

Quando c’è esonero

I casi in cui non è previsto il pagamento della tassa automobilistica sono i seguenti: prescrizione ed esonero.

La prescrizione prevede che la tassa automobilistica dovuta dal contribuente si a prescritta dopo tre anni dalla data di scadenza e più precisamente fino al 31 dicembre del terzo anno successivo a detta data (ad esempio, se si doveva pagare la tassa entro il 30 aprile 2014, la prescrizione avverrà dopo il 31 dicembre del 2017). Se l’Agenzia delle Entrate non ne richiede la riscossione entro questo periodo, la tassa non è più dovuta.

L’esonero, invece, è un’iniziativa economica prevista a favore delle seguenti categorie:veicoli (purché in concomitanza della rottamazione di altro veicolo inquinante); auto elettriche; auto ibride, esonero per tre anni; auto ecologiche esclusivamente a metano o Gpl, esonero fino al 75% della tassa; auto con 30 anni di vita, esenzione totale del bollo ma non della tassa di circolazione (circa 20/30 euro) in caso di utilizzo del suolo pubblico; auto con 20 anni di vita ma di comprovato interesse storico, idem sopra; ancora conducente/proprietario disabile (purché con veicoli fino a 2.000 cc benzina o 2.800 cc diesel); disabili (cecità e sordomutismo, disabilità motoria, psichica e deambulatoria) che siano intestatari unici del veicolo o cointestatari con un patente amministratore.

Oltre a tutti questi casi, molte altre forme di esonero o riduzione o addirittura modifiche delle regole previste sono a discrezione delle regioni. Ad esempio, possono essere esentati mezzi pubblici e di servizio (autoambulanze, vigili del fuoco), veicoli per invalidi e mutilati (motocarrozzette), veicoli del volontariato, e molto altro. Vale la pena sottolineare il caso della regione Lombardia che ha previsto uno sconto della tassa automobilistica del 10% per coloro che decidono di accreditare il pagamento sul proprio conto corrente bancario: un modo per migliorare ancora di più il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini

Scritto da Gaetano Lagattolla
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