Notizie.it logo

Ammortizzatori: cosa sono e come funzionano

Ammortizzatori: cosa sono e come funzionano

Sono responsabili del confort di guida ed il loro stato di efficienza è fondamentale anche per la sicurezza alla guida, scopriamo gli ammortizzatori.

Sarà capitato a tutti almeno una volta di viaggiare su di un’auto, anche non per forza assolvendo alla funzione di conducente, che saltella o che sembra dare la sensazione di ‘rottura’ ogni qualvolta si passi sopra una buca, cosa interviene in questo caso a favorire il confort di viaggio? Sono gli ammortizzatori, elementi meccanici nascosti di un veicolo che sono a contatto con la strada.

Cosa sono e a cosa servono

Guardando le ruote vediamo esternamente cerchi e pneumatici, ma dietro di essi, nascosti sotto i parafanghi si celano altri elementi meccanici responsabili del moto dell’auto. Giunti meccanici, cuscinetti ma, soprattutto ammortizzatori, elementi che collegano la scocca dell’auto agli assi delle ruote che assolvono alla funzione di ‘addolcimento’ e di assorbimento delle asperità del fondo stradale.

La loro assenza sarebbe impensabile ed una buca profonda, senza la loro intermediazione, farebbe immediatamente distruggere l’auto. Ma togliamo di mezzo scenari fantascientifici ed andiamo a capire cosa sono e cosa fanno gli ammortizzatori.

In generale si devono immaginare come dei grossi assi di metallo intorno a cui sono avvolti e fissate delle enormi molle, queste molle ‘addolciscono’ l’impatto col terreno, in gergo spicciolo ed immediato, appunto, ‘ammortizzano’ nel senso più letterale possibile. Molti veicoli offrono la possibilità di regolare l’intensità delle molle, in maniera tale da ottenere ammortizzatori più o meno rigidi, ma quali sono le differenze?

Gli ammortizzatori più rigidi tendono assorbono in maniera minore le asperità del terreno ma vanno a legarsi bene con una guida ‘allegra’ e più reattiva su fondi abbastanza regolari; al contrario degli ammortizzatori più morbidi offrono un confort di guida superiore specie quando il fondo stradale non è dei migliori e le asperità sono notevoli.

Esistono in commercio numerosi modelli di auto dove è possibile scegliere il proprio settaggio preferito (il tutto in maniera elettronica), variabile a seconda delle condizioni di guida.

Quando sostituirli

Esistono dei sintomi che fanno da campanello di allarme per degli ammortizzatori non più in perfetta efficienza? La risposta è si e ne esistono di diversi.

  • Senza approdare troppo nel tecnico e complesso, il primo sintomo di un ammortizzatore scarico è la sua eccessiva morbidezza durante la guida; il veicolo tenderà a ‘molleggiare’ dando talvolta la sensazione di trovarsi su di un intrattenimento da fiera. Se poi il veicolo ha comunque percorso un buon numero di chilometri (dai 70.000 ai 100.000 km) con gli stessi ammortizzatori la risposta al quesito è abbastanza breve: vanno sostituiti perché hanno esaurito il loro ciclo vitale.
  • Ma anche quando si verifica il caso contrario al precedente, ossia ad ogni buca si ha la sensazione di rottura dell’intero veicolo è bene controllare lo stato degli ammortizzatori: si è sicuramente in presenza di ammortizzatori che non sono più in perfetta efficienza e che vanno sostituiti specie se collegati ad un elevato chilometraggio.
  • Esistono altri segnali segnali rivelatori di ammortizzatori non più in perfetta efficienza, come ad esempio la scarsa tenuta di strada in curva.

    Ammortizzatori esausti limitano l’aderenza generale del veicolo sul terreno e se si verifica l’ipotesi in cui a questo fattore si sommano pneumatici dal battistrada consumato e pastiglie freno esaurite, si ottiene un mix di insicurezza ad alto livello. La sicurezza fornita da ammortizzatori in perfetta efficienza è notevole, ad esempio se si pensa al fatto che gli spazi di frenata nel caso di ammortizzatori esausti si allungano notevolmente.

Se si volessero fornire dei dati riguardanti un livello di chilometraggio di riferimento si potrebbe citare nuovamente il limite suesposto che va dai 70.000 ai 100.000 km di percorrenza con gli stessi ammortizzatori. Ma questo valore risulta, in realtà, molto poco attendibile e relativo a numerosi fattori. Come mai si sente parlare di veicoli che percorrono anche 200.000 km in totale nella loro vita e subiscono la rottamazione con ancora gli ammortizzatori originali montati ed in controtendenza si sente parlare di auto che percorrono ‘solo’ 100.000 km e subiscono durante il loro ciclo vitale anche volte la sostituzione di ammortizzatori? La risposta è abbastanza immediata ed apre una porta verso un elemento importante: il tutto è relativo alle strade percorse.

Molto semplicemente va da sé che un veicolo che percorre durante la sua ‘vita’ almeno il 50% dei chilometri totali su percorsi autostradali vedrà sicuramente meno il meccanico riguardo la sostituzione degli ammortizzatori, mentre al contrario un veicolo utilizzato prevalentemente su circuiti cittadini può vedere la sostituzione degli ammortizzatori ad un certo punto del suo ciclo vitale. Se poi si cita il caso in cui si viva fuori città e magari si affrontano strade sterrate il quadro risulta pressoché completo.

Parlare quindi di chilometraggio può diventare abbastanza relativo, sicuramente tenere sott’occhio i sintomi potrebbe rivelarsi più efficace.

Quanto costa cambiare ammortizzatori

Siamo arrivati alla nota dolente, quanto costa l’operazione di sostituzione di questa importante parte meccanica? Innanzitutto si deve premettere che tale operazione va effettuata da un professionista e non può essere fatta in ‘faidate’; generalmente l’operazione coinvolge almeno une delle coppie, anteriore o posteriore, di ammortizzatori, se non tutti e quattro contemporaneamente.

Ragionando in soldoni si potrebbe dare una cifra minima di partenza, che è di circa 400,00 euro per una coppia di ammortizzatori (anteriore o posteriore), cifra su possono influire notevolmente marca e modello di auto e complessità della manodopera (in questo caso imprescindibile). Rimane sempre una soluzione preferibile approcciarsi ad una sostituzione integrale degli ammortizzatori, da un lato si stringe la mano ad una maggiore garanzia di sicurezza, dall’altro si può risparmiare qualcosa sulla manodopera del professionista.

Oggi non manca la possibilità di andare a contenere i costi per questa operazione attraverso la rete. Internet offre la possibilità di approvvigionarsi pezzi di ricambio od accessori per il proprio veicolo a prezzi vantaggiosi, si da coinvolgere il meccanico di fiducia nella sola fase di montaggio.

I prezzi salgono ovviamente nei casi in cui si parla di ammortizzatori che possono essere settati dal guidatore, specie se attraverso cruise control dedicati; la complessità dell’operazione sale di livello e la garanzia della buona riuscita deve essere sempre affidata alle mani di professionisti qualificati.

© Riproduzione riservata

Scrivi un commento

1000
Leggi anche