Berlusconi su F1 e MotoGP: costi elevati e assenza di Rossi frenano il ritorno in chiaro

Pier Silvio Berlusconi spiega perché Mediaset non ha ripreso i diritti della Formula 1 e della MotoGP, evidenziando i costi elevati e l'assenza di Valentino Rossi.

La Formula 1 e la MotoGP, un tempo protagoniste dei palinsesti Mediaset, sembrano destinate a rimanere lontane dalle televisioni generaliste italiane. Le dichiarazioni di Pier Silvio Berlusconi, presidente e CEO di MediaForEurope (MFE), hanno chiarito le ragioni di questa assenza, evidenziando i costi elevati e la mancanza di un personaggio carismatico come Valentino Rossi.

Negli anni ’90, Mediaset aveva ottenuto i diritti per la trasmissione dei Gran Premi di Formula 1, con un picco nel 1996 quando Michael Schumacher debuttò con la Ferrari. Da allora, però, la situazione è cambiata radicalmente, con le pay TV che hanno preso il sopravvento. Oggi, la Formula 1 è trasmessa in esclusiva da Sky, mentre la MotoGP non è più presente sui canali Mediaset.

I costi elevati della Formula 1

Pier Silvio Berlusconi ha dichiarato che la Formula 1 costa troppo per essere ripresa dai canali Mediaset. Nonostante sia un appassionato della serie e un tifoso di Kimi Antonelli, il giovane talento italiano che guida per la Mercedes, Berlusconi ha ammesso che i costi sono proibitivi. “La seguo comunque”, ha detto, sottolineando il suo interesse personale per lo sport.

Antonelli, che attualmente guida il mondiale piloti, ha colpito Berlusconi per il suo stile di guida e la sua personalità. “Lo adoro, è fantastico”, ha dichiarato Berlusconi, ricordando un video di auguri ricevuto dal pilota per il suo compleanno. “Un campione con tutta quella pressione che trova il tempo per un pensiero. sarò suo tifoso per sempre”, ha aggiunto.

L’assenza di Valentino Rossi

Per quanto riguarda la MotoGP, Berlusconi ha spiegato che senza Valentino Rossi, la trasmissione delle gare non avrebbe lo stesso appeal. “Se avessimo voluto, avremmo potuto prendere il Motomondiale, ma senza Valentino Rossi non funziona più come prima”, ha dichiarato. La presenza di Rossi, un tempo, era un fattore determinante per l’interesse del pubblico italiano.

Mediaset ha comunque mostrato interesse per altri eventi sportivi, come le ATP Finals di tennis, mentre i Mondiali di calcio del 2030 sembrano un obiettivo troppo ambizioso. “I diritti costeranno troppo”, ha affermato Berlusconi, aggiungendo che per fortuna non hanno preso i diritti per i Mondiali di quest’anno.

Il futuro delle trasmissioni sportive

Il recente rinnovo pluriennale tra Liberty Media e Sky, che ha blindato l’esclusiva della Formula 1 in Italia fino al 2032, rende improbabile un ritorno della serie sui canali generalisti. Per almeno un decennio, la casa del Circus rimarrà la TV a pagamento, lasciando a bocca asciutta le emittenti generaliste.

Pier Silvio Berlusconi continuerà a godersi le prodezze del suo pupillo Kimi Antonelli da appassionato e da tifoso, ma rigorosamente davanti al televisore, lasciando che la Formula 1 rimanga – almeno per ora – una splendida tentazione impossibile per i palinsesti di Cologno Monzese.

Scritto da Francesca Lombardi